De Luca smentisce il Ministro degli Interni (agg. ore 23)

di Federica Celentano.


Sale a 2.231 il numero dei contagiati in Campania con un incremento di 164 nuovi casi e 140 deceduti. I tamponi effettuati nella giornata sono 1.566 mentre in totale ad oggi in Campania sono 15.728.

A Fuorigrotta è stata scoperta una struttura per anziani denominata “Casa Famiglia” nella quale 42 ospiti presentavano sintomi da Covid-19.
La Regione Campania avverte i concittadini di prendere le distanze dalle innumerevoli fake news che girano. C’è infatti chi sollecita all’assunzione di idrossiclorochina ed anche Tocilizumab nelle proprie strutture domestiche. La Regione, attraverso una dichiarazione sul loro sito istituzionale, fa sapere che le terapie domiciliari sono gestite dall’USCA (Unità Speciale Continuità Assistenziali)  e che i farmaci sopracitati, per loro caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche, non possono essere somministrati a domicilio, ma hanno necessità di somministrazione in ambiente ospedaliero, anche per i possibili effetti collaterali.

“Contiamo di poter presentare il Piano sociale della Campania entro questa settimana” dichiara il Presidente De Luca. “Stiamo esaminando in queste ore tutti i contributi arrivati da decine di enti, associazioni, partiti, e con gli uffici stiamo valutando e definendo la piattaforma del Piano sociale che abbiamo annunciato. Intanto è in corso un’interlocuzione con il sistema bancario sul credito alle imprese per rendere immediati e operativi i contributi destinati ai soggetti beneficiari. Abbiamo sollecitato il Ministero ad approvare la riprogrammazione del Fondo sviluppo e coesione, per rendere disponibili fondi per gli interventi connessi all’emergenza Covid di natura sanitaria e sociale. Siamo in attesa delle decisioni del Governo per quanto riguarda il bonus ai professionisti per evitare duplicazione di interventi. Così come stiamo verificando con i Comuni i destinatari scelti per l’utilizzo dei fondi nazionali destinati agli enti locali ”

Inoltre, in riferimento alle dichiarazioni del ministro Luciana Lamorgese, lo stesso Presidente De Luca, nel suo stile diretto ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Considero gravissimo il messaggio proveniente dal Ministero dell’Interno, relativo alla possibilità di fare jogging e di passeggiare sotto casa. Si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia è ormai alle nostre spalle. Si ignora tra l’altro, che vi sono realtà del Paese dove sta arrivando solo ora l’ondata più forte di contagio.
Si rischia, per una settimana di rilassamento anticipato, di provocare una impennata del contagio. Ribadisco che in Campania rimane in vigore l’ordinanza regionale, derivata da motivi di tutela sanitaria, la cui competenza è esclusivamente regionale.Si ribadisce che è assolutamente vietato uscire a passeggio o andare a fare jogging”.

La capogruppo del M5s in Campania, Valeria Ciarambino, ha proposto il taglio degli stipendi della politica per utilizzare i risparmi a sostegno della povertà e del disagio sociale a causa dell’emergenza. In una nota Valeria Ciarambino propone il taglio dell’indennità di carica del presidente della giunta campana, degli assessori e dei consiglieri regionali, 6600 euro lordi da ridurre a 5000 euro; la completa sospensione dell’indennità di funzione, che va dai 2700 euro di governatore e presidente dell’assemblea consiliare fino ai 1215 euro del vice presidente di commissione; ed infine la decurtazione del 30% del rimborso forfettario dei 4400 euro spettanti a tutti, presidente, assessori, consiglieri. “Si risparmierebbero circa 250mila euro al mese, da destinare a un fondo che può essere alimentato anche da privati o altri enti pubblici, mediante apposite donazioni su un conto corrente dedicato, come prevede la nostra proposta di legge” dichiara la Ciarambino.  “Noi politici abbiamo una grande responsabilità” conclude.

Al via i test rapidi per la diagnostica del coronavirus. I kit saranno indirizzati in una prima fase a tutti coloro che sono maggiormente esposti e dunque medici, infermieri e tutti i sanitari. Al momento i test rapidi verranno effettuati per il solo tramite di strutture pubbliche, attraverso gli operatori opportunamente formati.

La ANM ha deciso di lasciare aperte le stazioni di Municipio e Museo di notte, fino al 4 maggio, per accogliere i senzatetto ed offrire loro riparo.

Morto un dipendente Eav. La notizia è stata annunciata tramite il canale ufficiale dell’ente. “Stamattina era stato intubato ma non ce l’ha fatta. Si tratta di un quadro degli uffici acquisti, un gran lavoratore, una persona per bene. Già da tre settimane non veniva più in azienda. Tutta l’azienda si stringe, sconvolta, al dolore della famiglia”

Nuovi contagi a Casoria. “Siamo a 35 casi accertati nel comune di Casoria. Anche in questo caso si tratta di persone contagiate nei giorni scorsi e che già erano in isolamento” spiega attraverso un post facebook il sindaco Bene.

Bertolaso: l’Italia che vale

Quando il mio Paese chiama io rispondo e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine. (Guido Bertolaso)

Queste sono le pagine di un notiziario che intende fare della sua missione un servizio corretto esprimendo pareri chiari, precisi ma senza preconcetti. Non ci piace dividere il mondo in buoni (dove siamo noi) e cattivi (dove sono gli altri), ci risulta odioso versar fango addosso alle persone per il gusto o l’interesse a farlo così come non siamo propensi a innalzare altari a nessuno.

Una premessa necessaria considerato che parliamo di un uomo che, sul campo, ha dato prova di capacità e coraggio nonostante sia stato sommerso da una squallida e povera ironia color fango.

Parliamo di Guido Bertolaso, quello stesso Bertolaso, assolto da ogni addebito mosso a suo tempo, a cui qualcuno  ha storpiato il nome e lanciato offese gratuite per la nomina a “Consulente del Presidente della Regione Lombardia per l’emergenza Coronavirus” per il semplice fatto che c’è chi dell’odio ne fa professione.

Si, perché il dottor Bertolaso ancora una volta ha dimostrato come, nel nostro Paese, si possono raggiungere obiettivi importanti e funzionali. Poche chiacchiere e tanto lavoro. Un gruppo che si muove dietro al capo. La capacità  di motivare e dare ragioni. Abbiamo ascoltato il discorso fatto alle maestranze ad inizio dei lavori per l’ospedale della Fiera e abbiamo visto i volti degli addetti. C’era nei loro occhi la certezza di farcela. E oggi si è arrivati al punto!

Un successo per il Paese, per la lotta contro il maledetto virus, per lo stesso Fontana che ha mostrato come si guida una macchina complessa come una Regione, mettendo da parte ogni protagonismo per far spazio a chi ha esperienza e professionalità.

Un risultato opportunamente sottolineato da Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera nei cui spazi sorge l’ospedale, quando ha detto: “Abbiamo fatto in 10 giorni quello che in maniera ordinaria si fa in qualche anno” a cui ha fatto eco il messaggio di Bertolaso: “Avevamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta non realizzando un ospedale da campo o un lazzaretto” ma “un ospedale specialistico”. Una struttura che a pieno regime disporrà di oltre 200 posti letto, la cui gestione sarà affidata al Policlinico di Milano. Un’opera finanziata completamente da privati e realizzata in tempo di record.

Una dimostrazione che quando c’è volontà di agire, quando gli uomini sono capaci e vengono loro affidati mezzi e libertà di azione i risultati arrivano.

Questo è il Paese che vogliamo!

Turismo e spettacolo: i tesori dimenticati

di Raffaele Lauro.

Le difficoltà del turismo, dello spettacolo e relativo indotto, dimenticate dal decreto legge di marzo. Le proposte per il decreto legge di aprile, in corso di definizione.  

Tutti i governanti italiani, nessuno escluso, della prima, seconda, terza Repubblica e di quella, ora in stato di semiagonia, nata dalle urne del 4 marzo 2018, hanno esaltato il nostro sistema sanitario nazionale e il nostro comparto turistico, quest’ultimo alimentato da più importante giacimento di beni culturali del mondo, in grado di concorrere, in maniera significativa, al nostro prodotto interno lordo.

Tutti i governi di centro destra e di centro sinistra, tranne i due ultimi, chiamiamoli apolitici, mentre tessevano elogi, nelle leggi finanziarie, di fatto, hanno ridotto, progressivamente e in modo consistente, le risorse finanziarie al primo, persino nel campo della ricerca scientifica, e hanno trattato sempre il secondo, il sistema turistico nazionale, definito a chiacchiere “il fiore all’occhiello dell’economia italiana”, come la cenerentola della famiglia, la parente povera destinata solo a lavorare, senza mai sostegni certi.

Non solo, ma hanno drenato, in termini fiscali (nazionali, regionali e locali), risorse dal turismo e dall’universo della creatività (cinema, teatro, spettacolo, ecc.), come se fossero dei pozzi senza fondo o, meglio, delle miniere inesauribili, baciate dal destino, inattaccabili persino da accadimenti avversi e, comunque, pronte a risorgere dalle proprie ceneri, in un batter d’occhio. Eppure non erano e non sono mancati, dal secondo dopoguerra fino all’altro ieri, tragici eventi naturali (alluvioni, terremoti, epidemie, conflitti bellici regionali, attacchi mafiosi, crisi energetiche, attentati terroristici del fanatismo religioso, ecc.) o di concorrenza sul mercato globale del turismo, in grado di incidere negativamente o, addirittura, di mettere a dura prova, sia la sanità che l’economia turistica e dell’intrattenimento del nostro paese.

Nel corso delle conseguenti emergenze, i responsabili pubblici, al di là della propaganda di una parte della stampa asservita al governo di turno, hanno operato in maniera confusa, frammentaria e scoordinata, a tutti i livelli istituzionali, centrali e periferici, facendo spesso ricorso, per disperazione, a organismi straordinari: i commissari straordinari di governo, con poteri rafforzati: dall’antimafia alla protezione civile.

La mancanza di coordinamento, che ha riguardato anche i commissari straordinari, ha radici lontane, errori del passato, risalenti al processo di regionalizzazione ordinaria, in applicazione della Costituzione. Ritornano alla mente i moniti e gli scritti di grandi maestri del diritto amministrativo, spesso accusati di antiregionalismo, i quali invocavano invano, per ciascun comparto amministrativo, delegato dallo Stato alle Regioni, tra i quali la sanità, il turismo e lo spettacolo, delle leggi-quadro di rango costituzionale, che disciplinassero le diverse materie, nel rapporto tra Stato e Regioni, e le Regioni tra di loro, onde evitare futuri quanto prevedibili conflitti di competenze, la mancanza di pianificazione e la carenza di coordinamento, in particolare nel corso di emergenze nazionali.

Di questi gravi errori del passato neanche sono responsabili i due Governi Conte (2018-2020), per cui farebbero bene i “sopravvissuti” dei governi precedenti, ancora sulla scena politica, a recitare i loro “mea culpa”, invece di pontificare come se provenissimo dall’età dell’oro e come se fosse facile gestire una crisi di una tale portata. Il prototipo di questa schiatta si conferma, “honoris causa”, l’ex premier e attuale senatore Matteo Renzi.

Di ben altre e gravissime responsabilità dovranno rispondere, anche di fronte al Tribunale dei Ministri, il premier Conte e alcuni suoi ministri per gli errori del presente, in termini di iniziali ritardi nella prevenzione sanitaria, di ormai documentate sottovalutazioni del rischio e di inadeguato coordinamento, che hanno creato due concorrenti anarchie: un’anarchia istituzionale e un’anarchia comunicazionale, denunziate entrambe, nelle scorse settimane, su questo giornale e, anche se con ritardo, dalla stampa, sia nazionale che internazionale.

Errori governativi questi ultimi, anch’essi aventi sia una valenza strutturale, costitutiva dell’esecutivo in carica, sia una valenza formativo-caratteriale (la sprovvedutezza, l’inesperienza dell’alta amministrazione, l’incapacità nella scelta dei più stretti collaboratori, l’arroganza del potere, l’autoreferenzialità, la presunzione nel sommare incarichi delicatissimi, l’ossessiva bulimia mediatica e socialmediatica, la mancanza di verità nei reiterati quanto inconcludenti “Discorsi alla Nazione”, le “gride manzoniane” dei divieti e delle deliranti pluriautocertificazioni, i decreti-caritas, il rovesciamento delle decisioni più delicate sulle Regioni, sulle Prefetture e sui Sindaci, trasformati così in “carne da macello” della pubblica opinione, ecc.!

Su questi nefasti, specie sul rovesciamento delle decisioni sulla prima linea delle trincee, si ritornerà “a tempo e luogo”, per ripetere l’espressione utilizzata dal premier in Parlamento, a conclusione della sua lunga quanto inutile autodifesa, che passerà alla storia dei discorsi parlamentari come “La litania cartacea dei decreti dell’Avvocato del Popolo”.

Ma ciò che più interessa, in questa sede, sono le omissioni perpetrate nel decreto-legge di marzo, avente a oggetto le provvidenze economiche a favore delle famiglie e delle imprese, a danno delle filiere del turismo, dello spettacolo e dell’indotto, trattate ancora, come in passato, come le cenerentole dell’economia nazionale. Si spera (Speranza ultima Dea!) in un ravvedimento di questo “sgovernante” governo nel decreto-legge di aprile, in corso di definizione, con il varo di misure urgenti, idonee, concrete, fattibili e immediatamente operative, per il presente e per il futuro, con una copertura bi/triennale (2020-2022), accogliendo le principali richieste avanzate dagli amministratori comunali di località a prevalente economia turistica, nonché dai responsabili nazionali delle categorie, dagli operatori economici e sindacali del turismo, dello spettacolo e dall’indotto.

Di certo, l’inesperienza e la non-conoscenza del settore hanno causato le omissioni presenti nel primo decreto, ma, se esse fossero reiterate anche nel secondo, diventerebbe gravemente colpevole e aggraverebbe le responsabilità dell’esecutivo. Si provveda, dunque, con un articolo dedicato, nel nuovo provvedimento, al turismo e allo spettacolo, rinviando, solo se strettamente necessario, per i dettagli, a un contestuale decreto presidenziale, immediatamente esecutivo, che coordini le misure statali con quelle delle singole regioni. In particolare di quelle, come la Campania, nelle quali il turismo e l’indotto rappresentano una voce fondamentale del prodotto interno lordo regionale. Tenendo ben presente che questi settori hanno subito un azzeramento totale delle entrate e dell’occupazione, e che non trattasi di industrie riconvertibili, la cui ripresa completa, per la dimensione globale della pandemia, non avverrà prima dei due/tre anni.

Se per lo spettacolo possono valere delle misure a carattere generale, per la complessa e articolata filiera del turismo e del suo indotto, bisogna varare, nei nuovi provvedimenti, misure aggiuntive a quelle generali, molto incisive, che tutelino, per il futuro, il tessuto economico-produttivo di località “a turismo prevalente”, che produce l’80% del prodotto interno lordo locale e occupa una percentuale altrettanto altissima di addetti, di solito stagionali, nelle strutture ricettive (alberghi, pensioni e B&B), nelle agenzie di viaggio, negli uffici dei tour operator, nelle organizzazioni delle guide turistiche, nell’artigianato locale, nei ristoranti, negli stabilimenti balneari e nel commercio/servizi, strettamente ancorati alla domanda dei flussi turistici, sia nazionali che stranieri. A titolo esemplificativo, si può indicare una località di pregio turistico internazionale, allo scrivente più vicina, come Sorrento e la costiera sorrentino-amalfitana, da Vico Equense a Massa Lubrense, da Positano ad Amalfi.

La tutela dei livelli occupazionali

Innanzi tutto, bisogna provvedere alla tutela dei livelli occupazionali, con due misure specifiche:

1) per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali (le Casse Integrazioni Sociali, i fondi salariali, i fondi di solidarietà, ecc.), necessita un unico ammortizzatore sociale, che operi, nel caso di sospensioni o riduzioni di lavoro, senza consultazioni sindacali, come già avviene con le aziende che occupano fino a 5 dipendenti;

2) per quanto riguarda i dipendenti stagionali, la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) dovrebbe essere prorogata a tempo indeterminato e, qualora scaduta, essere riattivata, da subito, sempre a tempo indeterminato, fino alla riapertura delle aziende dell’intera filiera, per tutti gli occupati della stagione turistica 2019.

La garanzia sulle entrate dei Comuni

Più che limitarsi ad anticipare i trasferimenti già dovuti ai comuni o coinvolgerli con poche briciole finanziarie dei cosiddetti decreti-caritas, il governo dovrebbe compensare, con trasferimenti diretti ai Comuni della filiera, il mancato gettito, parametrato al 2019, derivante dai tributi locali, dalla tassa di soggiorno e da ogni altra entrata connessa direttamente al turismo, al fine di garantire la copertura delle attività comunali da programmare per la ripresa.

Le misure finanziarie

Per sopperire alla crisi di liquidità delle aziende e delle famiglie della filiera turismo, oltre a rafforzare, nel nuovo decreto-legge, le provvidenze generali, bisogna prevedere:

1) una più incisiva e tempestiva apertura di ulteriori linee di credito, a tasso zero o agevolato, per il prossimo biennio;

2) la sospensione dei mutui, anche per la quota interessi, almeno fino alla riapertura delle attività aziendali;

3) l’inserimento del turismo, come filiera prioritaria, nel “Piano per il Sud”, presentato dal governo nel febbraio scorso, che destina 120 miliardi di euro per il rilancio del Mezzogiorno;

4) la destinazione di tutti i Fondi Europei, di cui al “Quadro 2021-2027”, esclusivamente alla crisi economica da coronavirus, con priorità alla filiera turismo (si tratta di circa 35 miliardi di euro, di cui 3,5 per la Campania).

Le misure fiscali

A fronte di un blocco totale della filiera turismo, limitarsi a un rinvio a breve degli adempimenti fiscali delle aziende e delle famiglie, appare un’autentica presa in giro. Bisogna prevedere, per il 2020, almeno fino alla riapertura delle attività produttive:

1) l’azzeramento o, quanto meno, la sospensione totale del pagamento di tributi, anche locali, delle rate dell’Agenzia delle Entrate, delle riscossioni, delle rate di rottamazione, dei canoni demaniali, delle bollette acqua, gas e luce, dei canoni speciali, nonché di IMU, TARI. TARSU, IRAP e IRPEF, ecc.;

2) la previsione, da subito, di un credito d’imposta del 70% per i fitti e per le spese, che dovranno essere sostenute, nel 2021, per la ripartenza delle attività degli operatori della filiera turistica.

Si rinnova, in questa sede, la previsione di una provvista finanziaria, dai 500 ai 1.000 miliardi di euro, da reperire nelle modalità straordinarie, da post-guerra, in precedenza indicate, indipendentemente dalle decisioni non-decisioni, “in articulo mortis” dell’Unione Europea.

Misure queste, ça va sans dire, che soltanto un nuovo governo, più adeguato, autorevole e competente, potrà prendere!

Dopo la ripresa, inoltre, con un nuovo governo, bisognerà mettere mano a riforme ordinamentali, sulle competenze Stato/Regioni, a partire delle leggi-quadro in materia di sanità e di turismo

:

  1. per la sanità, inoltre, a un piano nazionale per la gestione del rischio epidemico, con la destinazione di ingenti risorse alle strutture ospedaliere, alla ricerca scientifica sui virus, al reclutamento e alla formazione di personale medico e paramedico specializzato;
  2. per il turismo, a un piano nazionale di marketing promozionale, crono-programmato, finalizzato al turismo domestico e a quello internazionale, con pacchetti di mirate incentivazioni sui diversi segmenti di domanda.

Nessuno si illuda che questa pandemia da coronavirus sia l’ultima della storia dell’umanità, per cui gli Stati nazionali, nessuno escluso, o si preparano, coordinandosi, per l’immediato futuro oppure l’umanità andrà incontro alla sua autodistruzione!

Ѐ il momento della politica seria!

di Lorena Polidori.

L’emergenza nella quale ci troviamo non riguarda soltanto l’Italia, ma il mondo intero. Questo è palese a tutti, persino il primo Ministro Boris Johnson dal suo isolamento obbligato sembra rendersene conto e fermando la Gran Bretagna ha fatto una totale retromarcia dalla sua strampalata teoria della “terapia del gregge”. Lo stesso Trump, dall’alto della sua supponenza,  ha dovuto prendere atto che il nemico da combattere non è da sottovalutare. Infine, ma non per importanza, Papa Francesco che ci ha commosso con un gesto religioso dalla simbolicità estremamente forte recitando una preghiera universale seguita dalla benedizione “Urbi et Orbi” straordinaria, in solitaria, sul sagrato di una Piazza San Pietro mai vista prima cosi vuota e triste, bagnata da una pioggia insistente.

Un  segnale forte quello del Sommo Pontefice  che lo diventa maggiormente  quando in un passaggio richiama tutta la politica davanti alle proprie responsabilità, alle ore 18.00 di un giorno qualsiasi, di un pomeriggio qualsiasi, di un calendario  che una volta scandiva i giorni anche in base agli impegni.

Tutto il mondo si ritrova unito e attonito davanti a quelle immagini toccanti e a quelle parole di una verità assordante che preoccupano non poco per quello che sarà il futuro sanitario e quello  economico dell’intero pianeta.

Ed è in questo epocale momento di stato di necessità che ci si rende conto ancora di più quanto il compito della politica sia di fondamentale importanza e quanto sia necessario che torni ad esercitare  un  ruolo di centralità con scienza e coscienza.

Ѐ il lavoro della politica interrogarsi sul dopo, sul come  tornare alla normalità, ma per farlo deve seguire step rigorosi e deve affidarsi senza tentennamenti alla comunità scientifica e alle sue valutazioni considerata l’estenuante ricerca che si sta portando avanti per raggiungere il punto “R zero”.

A tutto ciò non sono d’aiuto le singole esternazioni circa riaperture imminenti quando ancora oggi stanno morendo quegli stessi medici che devono tirarci fuori da questa immane tragedia.  

Le uscite dei leader  politici dovrebbero essere centellinate e soppesate come non mai prima d’ora. Quando ciò non avviene, e ne abbiamo dimostrazione quasi ogni giorno,  si palesa un’evidente immaturità politica dalla quale è necessario prendere le distanze. 

La classe politica, Governo compreso, utilizzando metodi più consoni al momento deve interrogarsi sul come trovare misure adeguate per salvaguardare i cittadini durante questa emergenza: cassa integrazione, buoni alimentari o di altro genere e altro ancora, dettando precise  linee guida, dando prova di  unità coscienziosa che abbandona i  colori e le  uscite sensazionalistiche per far uscire il paese da questa che è una guerra.  

Al quadro nazionale va inevitabilmente aggiunto il ruolo europeo determinante per la sopravvivenza di se stesso e dei paese che ne fanno parte, in questo contesto non si può non riprendere le parole di Papa Bergoglio “Nessuno si salva da solo”.

Il virus ha portato alla luce la vera Europa alla quale non resta che trovare soluzioni unitarie  o morire definitivamente.

Ad alcuni leader politici va fermamente ricordato che la politica ha i suoi tempi.

Oggi  è il momento di  osservare un rispettoso silenzio nei riguardi dei medici, infermieri, tutto il comparto sanitario, dei malati, di chi non è riuscito a sconfiggere il mostro, dei familiari che hanno vissuto il dramma per la perdita di un loro caro e delle forze dell’ordine che si stanno spendendo per mantenere l’ordine pubblico; passata l’emergenza arriverà il tempo di  parlare.

Nel frattempo  non resta che prendere le distanze da chi genera, con leggerezza e immaturità politica, ulteriore disorientamento per propri scopi propagandistici o velleità personali decisamente fuori luogo e poco opportune.

Rimane necessaria una politica di area moderata, l’unica capace di creare quel dialogo che porta alla concretezza dei fatti,  alla governabilità di un paese e alla creazione di un’Europa basata sulla condivisione e sull’unità  più che sulla speculazione finanziaria.

De Luca: “Sostegno alle famiglie”

di Federica Celentano.

Crescono i contagi ad Afragola e Casoria dove anche il Sindaco è in quarantena.

Sono 1.945 i contagiati in Campania. 193 i positivi registrati oggi nei vari ospedali della regione autorizzati ad eseguire i tamponi a fronte dei 1.232 controlli effettuati.

Il Presidente della Regione De Luca ha chiesto ai direttori generali delle Asl di disporre ulteriori controlli presso le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) così da prevenire il contagio sia tra gli operatori sia tra gli ospiti delle strutture.

La Coldiretti lancia un allarme in riferimento alla crisi economica che sta coinvolgendo il sud. In Campania quasi il 9% della popolazione ha bisogno di aiuti per poter mangiare. “Con le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, si aggrava la situazione e aumenta il numero di persone costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense”.  A tal proposito il Dpcm del 28/03/20 ha predisposto 400 milioni dai fondi della Protezione civile destinati a distribuire buoni spesa per chi ne ha bisogno.

Il Presidente De Luca, in una dichiarazione ufficiale, ha ritenuto “indispensabile aggiungere da subito misure di sostegno alle famiglie, di aiuto a singoli cittadini in difficoltà, e a quei settori su cui il prolungarsi della crisi pesa in maniera drammatica”.  La Regione Campania, a tale scopo, intende “definire una piattaforma, un programma di aiuti da sottoporre da subito, entro martedì, al Governo nazionale. In alcuni casi si tratta davvero di garantire il pane alla povera gente”. I temi che il Presidente approfondisce sono:

1) Quali misure di sostegno al reddito di carattere nazionale e universale assumere. E, più propriamente in relazione alla Campania, come tutelare chi lavora nel grande mondo della “economia sommersa”, che rischia di non essere garantito dagli ammortizzatori sociali.
2) Come sostenere il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole imprese, a cominciare da scadenze come quelle per i fitti, e oltre le misure nazionali già adottate.
3) Quali misure definire per il credito a piccole e medie attività economiche anche con fondi di garanzia.
4) Quali misure specifiche per le filiere agricole e per le attività turistico alberghiere.5) Quali misure per gli operatori di imprese culturali, teatrali, cinematografiche.

Nel rapporto con le famiglie e le aree di povertà dovrà essere decisivo il ruolo dei Piani Sociali di Zona, cui si sollecitano con particolare forza proposte operative.
-Si dà mandato ai responsabili della Programmazione Unitaria di definire proposte operative innovative per la gestione rapida dei fondi europei e per l’utilizzo immediato delle risorse contenute nel Piano per il Sud e nel Piano per la Campania.
– Si dà mandato agli assessorati al Bilancio e allo Sviluppo di individuare ogni iniziativa possibile per la sburocratizzazione radicale di ogni iter amministrativo e per fare arrivare da subito, le risorse ai soggetti beneficiari. Non sono consentiti tempi lunghi. Ognuno ci aiuti a individuare e a tagliare nodi burocratici persistenti.
– Si dà mandato agli uffici finanziari di fare uno sforzo per individuare, nelle pieghe del bilancio, tutte le risorse liberabili, fino all’ultimo euro, per impegnarle in tempi immediati.

Cresce il numero dei contagi a Casoria: 27 (1 deceduto e 2 ricoverati in ospedale) sono quelli attualmente positivi al Covid-19, tra cui un membro dell’amministrazione comunale. “Questo comporta che da oggi in poi resterò in isolamento domiciliare” dichiara il Sindaco Raffaele Bene, “sto bene, non ho sintomi. Continuerò a lavorare da casa. Questa scelta è dettata da questioni di opportunità”. Il sindaco chiarisce che molti di questi contagi appartengono ad uno stesso nucleo familiare e che il drastico aumento è dovuto al ritardo degli esiti dei tamponi effettuati nei giorni scorsi. Cresce anche il numero dei contagi ad Afragola arrivando a 29.

Ѐ il momento della determinazione

Adesso serve concretezza. Ѐ inutile continuare a procedere a tentoni o, peggio ancora, aspettando che qualche genio teutonico rinsavisca. Adesso è il momento di prendere finalmente di petto la questione e agire di conseguenza partendo dall’aspetto sanitario sino ad arrivare a quello economico- produttivo.

La politica del piano-piano messa finora in campo, ci ha portato solo a inseguire il problema, a correre dietro l’emergenza senza mai anticiparne gli sviluppi. Emblematico è l’inizio della crisi: stato di emergenza sanitaria dichiarato il 31 gennaio (per cui nonostante le rassicuranti affermazioni si era ben consci della gravità della questione), chiusura delle scuole sul territorio nazionale il 5 marzo. Oltre trenta giorni dopo! Per poi proseguire con le iniziative a step, le decisioni a puntata, la serie infinita dei decreti e autocertificazioni.

 Adesso c’è anche la prevedibilissima crisi economica-sociale che sta rivelandosi in maniera drammatica. Ed ecco arrivare l’annuncio di soldi ai Comuni e alle famiglie in difficoltà.

Applausi, applausi e ancora applausi!

Ma perché? Per cosa? Per una decisione che sa di campagna pubblicitaria a favore di chi appare e per le armate brancaleone che lo sostengono?

Infatti, come nascondere che i 4,3 miliardi annunciati dal Premier sono l’anticipo di quello che lo Stato già deve ai Comuni per il Fondo di Solidarietà comunale (Fondo alimentato dagli stessi Comuni) e non integrazioni a quanto già previsto.

E ancora, i 400 milioni da suddividere per gli 8.000 Comuni del nostro Paese a sostegno delle famiglie bisognose, a quanto corrisponde per soggetto interessato? Sappiamo, vero, che stiamo parlando di ben oltre un milione di persone, considerando esclusivamente i casi più estremi? Deleghiamo tutto ai Comuni in modo da frammentare le problematiche e superare anche quello scoglio antipatico e spesso rompiballe rappresentato dai Presidenti di Regione?

No, non è così che si risolvono le questioni.

Fermo restando che la situazione impone sempre la massima attenzione sia a livello contagi che di supporto medico; considerato come appaia ancora utile l’utilizzo dei tamponi in misura capillare per avere riscontri più corretti; dato per scontato che è necessario comprendere meglio il virus (si diventa immuni o sarà come il raffreddore? In questo caso è possibile immaginare un vaccino?); la questione economica-produttiva assume un aspetto fondamentale per il futuro del Paese.

Le suppliche che pare stiamo facendo all’Europa, o meglio alla Germania, per accettare un piano di debito o qualche altra forma di sostegno senza dover poi mettere la gola nella tagliola nella quale si è trovata la Grecia, sono del tutto inascoltate.

Le Nazioni che si illudono di essere all’apice dell’universo in realtà hanno interessi economici diretti nel non accendere nuove forme di finanziamento. Questo fatto le rende sorde agli scricchiolii di un’Unione che implode e quindi non si accorgono di avviarsi loro stesse verso una deriva imprevedibile.

E allora? Se la situazione dovesse rimanere in stallo ancora per un po’ dovrebbe essere proprio il nostro Esecutivo a mettersi a capo, magari insieme alla Francia se resiste lontana dalla Germania, di un nuovo processo che potrebbe ridisegnare il continente politico e, certamente, modificarne il senso attuale.

In sostanza è necessario mostrare muscoli e determinazione, provvedere a realizzare un preciso piano di gestione della crisi in ogni suo aspetto, lasciar perdere le comunicazioni da Grande Fratello, e puntare al sodo.

Se riusciamo a far questo, e soprattutto a disegnare realmente un progetto valido che vada dall’aspetto sanitario a quello economico e alla ripresa delle attività, allora le possibilità di uscire dall’emergenza in maniera, paradossalmente, più forte ci possono essere.

In alternativa non resta che prepararsi ad una nuova, drammatica Caporetto. In tutti i sensi.