Covid-19: Decr. Pres. del Consiglio 1/3/2020

1. Misure applicabili nei comuni della “zona rossa”: (Bertonico; Maleo; San Fiorano; Vo’; Codogno; Fombio; Somaglia; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Terranova dei Passerini; Castiglione D’Adda)

Per tali comuni si stabilisce quanto segue:

  • il divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale;
  • la sospensione di manifestazioni, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso;
  • la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;
  • la sospensione di viaggi di istruzione in Italia o all’estero fino al 15 marzo;
  • la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura;
  • la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, nelle modalità e nei limiti indicati dal prefetto;
  • la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, indette e in corso negli stessi comuni;
  • la chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali e degli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità, nelle modalità e nei limiti indicati dal prefetto;
  • l’obbligo di accedere ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità indossando dispositivi di protezione individuale o adottando particolari misure di cautela individuate dall’azienda sanitaria competente;
  • la sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili e fatte salve le eventuali deroghe previste dai prefetti;
  • la sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, ivi compresa l’attività veterinaria, nonché di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare o a distanza;
  • la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano al di fuori dell’area.

Negli stessi comuni, il prefetto, d’intesa con le autorità competenti, può individuare specifiche misure finalizzate a garantire le attività necessarie per l’allevamento degli animali e la produzione di beni alimentari e le attività non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante e animali.

Infine, negli uffici ricompresi nei distretti di Corte di appello cui appartengono i comuni della “zona rossa”, sino al 15 marzo 2020, si prevede la possibilità, per i Capi degli uffici giudiziari, sentiti i dirigenti amministrativi, di stabilire la riduzione dell’orario di apertura al pubblico, in relazione alle attività non strettamente connesse ad atti e attività urgenti.

2. Misure applicabili nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona

Per tali regioni e province si stabilisce quanto segue:

  • la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano “a porte chiuse”. Restano consentite le sessioni di allenamento, sempre “a porte chiuse”;
  • il divieto di trasferta organizzata dei tifosi residenti nelle stesse regioni e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, per assistere a eventi e competizioni sportive che si svolgano nelle restanti regioni e province;
  • la sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose;
  • è consentito lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.);
  • l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • la sospensione, sino all’8 marzo 2020, dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo la possibilità di svolgimento a distanza;
  • la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della protezione civile;
  • lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • l’apertura delle attività commerciali diverse da quelle di ristorazione, bar e pub, condizionata all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori;
  • l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere;
  • la rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti;
  • la sospensione dei congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale;
  • l’obbligo di privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19. 

3. Misure applicabili nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona

Per tali province si stabilisce la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari.

4. Misure applicabili nella regione Lombardia e nella provincia di Piacenza

In tali territori si applica altresì la misura della sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza”), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

5. Misure applicabili sull’intero territorio nazionale

Nell’ambito dell’intero territorio nazionale si stabilisce:

  • la possibilità che la modalità di “lavoro agile” sia applicata, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti;
  • la sospensione fino al 15 marzo dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, con la previsione del diritto di recesso dai contratti già stipulati;
  • l’obbligo, fino al 15 marzo, della presentazione del certificato medico per la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia infettiva;
  • la possibilità, per i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, di attivare, sentito il collegio dei docenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;
  • lo svolgimento a distanza, ove possibile e avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità, delle attività didattiche o curriculari nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica nelle quali non è consentita la partecipazione degli studenti alle stesse, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria;
  • la proroga dei termini previsti per il sostenimento dell’esame di guida in favore dei candidati che non hanno potuto effettuarlo a causa dell’emergenza sanitaria;
  • l’idoneo supporto delle articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale al Ministero della giustizia, anche mediante adeguati presidi, al fine di garantire i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni.

Inoltre, il testo prescrive, per l’intero territorio nazionale, ulteriori misure di informazione e prevenzione:

  • il personale sanitario si attiene alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute;
  • nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione rese note dal Ministero della salute;
  • nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani;
  • i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali;
  • le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi;
  • nello svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private, ove ne sia consentito l’espletamento, devono comunque essere assicurate modalità tali da evitare assembramenti di persone;
  • chiunque abbia fatto ingresso in Italia, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, o sia transitato o abbia sostato nei comuni della “zona rossa”, deve comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o ai servizi di sanità pubblica competenti, che procedono di conseguenza, secondo il protocollo previsto in modo dettagliato dallo stesso dpcm odierno.

Con l’entrata in vigore di questo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, infine, cessa la vigenza di tutti quelli precedenti, adottati in attuazione del decreto-legge 3 febbraio 2020, n. 6.

fonte: Sito Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il ricatto di Erdogan

Tutta l’attenzione di questi giorni è sul Coronavirus e su ciò che esso comporta. Ma poco lontano da noi si sta materializzando un altro problema che rischia di esplodere con effetti dirompenti e imprevedibili.

Il Presidente della Turchia Erdogan – impegnato nella strana guerra con la Siria, un conflitto mai dichiarato ma che si sta facendo sempre più cruento – ha rotto gli indugi nei confronti dell’Europa allentando i controlli alle frontiere che in pratica significa lasciar libero accesso all’ondata di profughi provenienti dalla Siria. La decisione del Presidente turco nasce dalla constatazione che un conto è combattere contro Damasco appoggiando direttamente i ribelli, dall’altro è schierarsi contro la forza militare di Putin scesa in campo a difesa di Assad. Il tutto senza ricevere il richiesto appoggio dell’Europa.

 Da qui il ricatto umanitario che ormai appare evidente. Ben lo sa la Grecia che nelle ultime ore è stata costretta a respingere migliaia di profughi senza contare quelli che, secondo autorevoli fonti turche, sono riusciti a penetrare nel paese ellenico e quindi in Europa.

Da attento stratega Erdogan punta così sull’arma micidiale dell’invasione di profughi in Europa per spingere la stessa Unione a far pressione sulla Russia affinché non interferisca nei propri progetti che si basano, soprattutto, sulla creazione di uno spazio di “sicurezza” teso a garantire i propri confini e a cancellare le pretese del popolo curdo, da sempre alla ricerca di un proprio stato. Non dimentichiamo che i curdi, tra le altre cose, sono stati di fatto abbandonati dagli Stati Uniti dopo esser stati in prima linea nella guerra con l’Isis.

Ѐ chiaro che lo spazio di sicurezza che la Turchia immagina sarebbe un’area di sua completa influenza all’interno di quelli che oggi sono i confini siriani dove immagina di “re-insediare” i due milioni e passa di rifugiati siriani che sono nel paese della mezzaluna. Un disegno che nasconde anche le mire espansionistiche nei confronti del nemico Assad che però è supportato dalla Russia.  

In questo scenario nebuloso e complesso Erdogan ha individuato il momento giusto per dar seguito alle già manifestate minacce di lasciar che i profughi siriani trovassero libero il corridoio verso l’Europa. E quale migliore opportunità di un continente semi terrorizzato dall’epidemia di Coronavirus, in confusione totale nelle proprie politiche, con forze trasversali che spingono verso un nazionalismo sempre più marcato?

Da provetto giocatore di poker ha rilanciato il piatto alzando la posta in maniera decisa, ben sapendo che qualcuno cercherà un’intesa o una mediazione dalla quale spera di ricavare un consistente vantaggio.

Probabilmente ci sarà un incontro tra lo stesso Erdogan e Putin per tentare di trovare un accordo che limiti i punti di contatto tra le due potenze, ma di certo la Turchia continuerà a far scivolare fuori dai propri confini migliaia di profughi misurandone a secondo del momento i flussi.

In tale panorama, al Presidente turco non sembra vero di poter spingere sull’acceleratore nei confronti dell’Europa essendosi reso conto di aver di fronte un soggetto facile da domare. Un ipotetico partner privo di indirizzo politico comune, sprovvisto di una reale forza di interdizione e provato dagli sviluppi del Coronavirus.

In questo modo l’Europa rischia di diventare pedina di uno scacchiere i cui pezzi sono mossi da altri, preda di una crisi che la sta portando lentamente a implodere sotto i colpi delle sue incapacità, dei suoi errori e di quell’assurda euro burocrazia che l’ha posta lontana dai popoli.

Napoli, che difesa!

di Maria Labanchi.

Al termine di una settimana complicata e ricca di impegni, il Napoli di mister Gattuso è riuscito ad archiviare un altro importantissimo successo, tornando a vincere in casa e conseguendo il quinto risultato utile consecutivo tra campionato e altre competizioni.

Gli azzurri sembrano ormai essersi definitivamente consolidati, non importa chi sia in campo: a dimostrare ciò è stata la compattezza della squadra nonostante un po’ di turnover da parte dell’allenatore, che ha variato la formazione titolare per 4/11.

Tuttavia, nei primi minuti del match i partenopei hanno mostrato una leggera incertezza, concedendo forse troppo ai granata e permettendo loro di fare ben due tiri in porta nel giro di un minuto. Ma la reazione è ben presto arrivata: da quel momento in poi, gli azzurri hanno dominato la partita, tant’è che il gol non ha tardato ad arrivare. L’occasione propizia è stato un calcio di punizione tirato da Insigne ed arrivato in area di rigore proprio sulla testa di Manolas, il quale non ci ha pensato due volte e ha segnato la sua terza rete in stagione al Torino.

Sulla scia di quest’entusiasmo, il Napoli ha comunque provato ancora a gonfiare la rete, sia con Insigne che con Milik, ma questi tentativi non sono andati a buon fine, anche perché Sirigu, il portiere granata, non si è lasciato più trovare impreparato.

Il primo tempo si è concluso con un sussulto per la tifoseria azzurra: Fabián Ruiz è rimasto a terra toccandosi la caviglia alla quale aveva già avvertito un fastidio in fase di riscaldamento.

Con la ripresa del gioco lo spagnolo è comunque rientrato in campo, e i ragazzi di Gattuso hanno continuato ad attaccare quelli di Longo, quasi non avvertissero la stanchezza, non solo per gli alti ritmi sostenuti nel primo tempo, ma anche per il fatto di aver giocato mediamente ogni 3-4 giorni.

L’opportunità più grande di raddoppiare è stata sprecata da Di Lorenzo, che però non ha sbagliato di nuovo all’82’, dedicando il gol alla sua compagna, che presto lo renderà papà.

Sono stati 4 i minuti di recupero concessi dal direttore di gara. Minuti finali in cui il Napoli ha perso lucidità, permettendo ai granata di dimezzare lo svantaggio con un gol di Edera, unica nota stonata in una partita quasi tutta perfetta, come non se ne vedevano da tanto: un Napoli che ha corso con tutta la grinta, facendo divertire gli spettatori e dimostrando che se c’è la volontà si può sempre vincere, non importa chi segni.

Da sottolineare anche il gesto della curva B, che ha mostrato la sua solidarietà nei confronti delle vittime del Coronavirus, esponendo uno striscione che è andato oltre la rivalità sportiva: come al solito, i napoletani hanno superato quella barriera che è lo stupido razzismo nei loro confronti, facendo capire come in situazioni del genere non si può far altro che restare uniti.

Coronavirus e Smart working, Virzì: “collaborazione e vigilanza”

A seguito dell’emergenza sanitaria mondiale dovuta al coronavirus e delle successive disposizioni  adottate cautelativamente da molte aziende  collocate geograficamente dove il numero dei contagi in Italia è maggiore, le stesse hanno disposto ed in taluni casi ordinato per i propri dipendenti di lavorare da casa in modalità smart working, compatibilmente ovviamente con l’attività lavorativa, ed opportunamente per tutelare la sicurezza e la salute dei dipendenti stessi, per tale motivo l’Inail ha emesso delle indicazioni in cui si ribadiscono le misure di prevenzione da attuare durante il telelavoro“. A dichiararlo è Filippo Virzì, componente del Comitato consultivo provinciale Inail sede di Palermo a rappresentanza dei lavoratori.

Ricordo che anche il telelavoro è sottoposto alla tutela previdenziale – conclude Virzì –  ma serve la collaborazione del dipendente, e l’attenta vigilanza dei Rappresentati dei lavoratori per la sicurezza, riteniamo le linee guida dell’Inail indispensabili per la corretta esecuzione del lavoro a distanza, naturalmente sono disponibili e scaricabili da internet per una corretta visione e conoscenza dell’ informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile”.