De Luca: “Sostegno alle famiglie”

di Federica Celentano.

Crescono i contagi ad Afragola e Casoria dove anche il Sindaco è in quarantena.

Sono 1.945 i contagiati in Campania. 193 i positivi registrati oggi nei vari ospedali della regione autorizzati ad eseguire i tamponi a fronte dei 1.232 controlli effettuati.

Il Presidente della Regione De Luca ha chiesto ai direttori generali delle Asl di disporre ulteriori controlli presso le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) così da prevenire il contagio sia tra gli operatori sia tra gli ospiti delle strutture.

La Coldiretti lancia un allarme in riferimento alla crisi economica che sta coinvolgendo il sud. In Campania quasi il 9% della popolazione ha bisogno di aiuti per poter mangiare. “Con le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, si aggrava la situazione e aumenta il numero di persone costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense”.  A tal proposito il Dpcm del 28/03/20 ha predisposto 400 milioni dai fondi della Protezione civile destinati a distribuire buoni spesa per chi ne ha bisogno.

Il Presidente De Luca, in una dichiarazione ufficiale, ha ritenuto “indispensabile aggiungere da subito misure di sostegno alle famiglie, di aiuto a singoli cittadini in difficoltà, e a quei settori su cui il prolungarsi della crisi pesa in maniera drammatica”.  La Regione Campania, a tale scopo, intende “definire una piattaforma, un programma di aiuti da sottoporre da subito, entro martedì, al Governo nazionale. In alcuni casi si tratta davvero di garantire il pane alla povera gente”. I temi che il Presidente approfondisce sono:

1) Quali misure di sostegno al reddito di carattere nazionale e universale assumere. E, più propriamente in relazione alla Campania, come tutelare chi lavora nel grande mondo della “economia sommersa”, che rischia di non essere garantito dagli ammortizzatori sociali.
2) Come sostenere il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole imprese, a cominciare da scadenze come quelle per i fitti, e oltre le misure nazionali già adottate.
3) Quali misure definire per il credito a piccole e medie attività economiche anche con fondi di garanzia.
4) Quali misure specifiche per le filiere agricole e per le attività turistico alberghiere.5) Quali misure per gli operatori di imprese culturali, teatrali, cinematografiche.

Nel rapporto con le famiglie e le aree di povertà dovrà essere decisivo il ruolo dei Piani Sociali di Zona, cui si sollecitano con particolare forza proposte operative.
-Si dà mandato ai responsabili della Programmazione Unitaria di definire proposte operative innovative per la gestione rapida dei fondi europei e per l’utilizzo immediato delle risorse contenute nel Piano per il Sud e nel Piano per la Campania.
– Si dà mandato agli assessorati al Bilancio e allo Sviluppo di individuare ogni iniziativa possibile per la sburocratizzazione radicale di ogni iter amministrativo e per fare arrivare da subito, le risorse ai soggetti beneficiari. Non sono consentiti tempi lunghi. Ognuno ci aiuti a individuare e a tagliare nodi burocratici persistenti.
– Si dà mandato agli uffici finanziari di fare uno sforzo per individuare, nelle pieghe del bilancio, tutte le risorse liberabili, fino all’ultimo euro, per impegnarle in tempi immediati.

Cresce il numero dei contagi a Casoria: 27 (1 deceduto e 2 ricoverati in ospedale) sono quelli attualmente positivi al Covid-19, tra cui un membro dell’amministrazione comunale. “Questo comporta che da oggi in poi resterò in isolamento domiciliare” dichiara il Sindaco Raffaele Bene, “sto bene, non ho sintomi. Continuerò a lavorare da casa. Questa scelta è dettata da questioni di opportunità”. Il sindaco chiarisce che molti di questi contagi appartengono ad uno stesso nucleo familiare e che il drastico aumento è dovuto al ritardo degli esiti dei tamponi effettuati nei giorni scorsi. Cresce anche il numero dei contagi ad Afragola arrivando a 29.

Ѐ il momento della determinazione

Adesso serve concretezza. Ѐ inutile continuare a procedere a tentoni o, peggio ancora, aspettando che qualche genio teutonico rinsavisca. Adesso è il momento di prendere finalmente di petto la questione e agire di conseguenza partendo dall’aspetto sanitario sino ad arrivare a quello economico- produttivo.

La politica del piano-piano messa finora in campo, ci ha portato solo a inseguire il problema, a correre dietro l’emergenza senza mai anticiparne gli sviluppi. Emblematico è l’inizio della crisi: stato di emergenza sanitaria dichiarato il 31 gennaio (per cui nonostante le rassicuranti affermazioni si era ben consci della gravità della questione), chiusura delle scuole sul territorio nazionale il 5 marzo. Oltre trenta giorni dopo! Per poi proseguire con le iniziative a step, le decisioni a puntata, la serie infinita dei decreti e autocertificazioni.

 Adesso c’è anche la prevedibilissima crisi economica-sociale che sta rivelandosi in maniera drammatica. Ed ecco arrivare l’annuncio di soldi ai Comuni e alle famiglie in difficoltà.

Applausi, applausi e ancora applausi!

Ma perché? Per cosa? Per una decisione che sa di campagna pubblicitaria a favore di chi appare e per le armate brancaleone che lo sostengono?

Infatti, come nascondere che i 4,3 miliardi annunciati dal Premier sono l’anticipo di quello che lo Stato già deve ai Comuni per il Fondo di Solidarietà comunale (Fondo alimentato dagli stessi Comuni) e non integrazioni a quanto già previsto.

E ancora, i 400 milioni da suddividere per gli 8.000 Comuni del nostro Paese a sostegno delle famiglie bisognose, a quanto corrisponde per soggetto interessato? Sappiamo, vero, che stiamo parlando di ben oltre un milione di persone, considerando esclusivamente i casi più estremi? Deleghiamo tutto ai Comuni in modo da frammentare le problematiche e superare anche quello scoglio antipatico e spesso rompiballe rappresentato dai Presidenti di Regione?

No, non è così che si risolvono le questioni.

Fermo restando che la situazione impone sempre la massima attenzione sia a livello contagi che di supporto medico; considerato come appaia ancora utile l’utilizzo dei tamponi in misura capillare per avere riscontri più corretti; dato per scontato che è necessario comprendere meglio il virus (si diventa immuni o sarà come il raffreddore? In questo caso è possibile immaginare un vaccino?); la questione economica-produttiva assume un aspetto fondamentale per il futuro del Paese.

Le suppliche che pare stiamo facendo all’Europa, o meglio alla Germania, per accettare un piano di debito o qualche altra forma di sostegno senza dover poi mettere la gola nella tagliola nella quale si è trovata la Grecia, sono del tutto inascoltate.

Le Nazioni che si illudono di essere all’apice dell’universo in realtà hanno interessi economici diretti nel non accendere nuove forme di finanziamento. Questo fatto le rende sorde agli scricchiolii di un’Unione che implode e quindi non si accorgono di avviarsi loro stesse verso una deriva imprevedibile.

E allora? Se la situazione dovesse rimanere in stallo ancora per un po’ dovrebbe essere proprio il nostro Esecutivo a mettersi a capo, magari insieme alla Francia se resiste lontana dalla Germania, di un nuovo processo che potrebbe ridisegnare il continente politico e, certamente, modificarne il senso attuale.

In sostanza è necessario mostrare muscoli e determinazione, provvedere a realizzare un preciso piano di gestione della crisi in ogni suo aspetto, lasciar perdere le comunicazioni da Grande Fratello, e puntare al sodo.

Se riusciamo a far questo, e soprattutto a disegnare realmente un progetto valido che vada dall’aspetto sanitario a quello economico e alla ripresa delle attività, allora le possibilità di uscire dall’emergenza in maniera, paradossalmente, più forte ci possono essere.

In alternativa non resta che prepararsi ad una nuova, drammatica Caporetto. In tutti i sensi.

8D: la dimensione diversa della musica

di Sara Schietroma Ferrazza.

Un po’ di giorni fa ha spopolato sul web, e nelle chat di Whatsapp di molti giovani, la cosiddetta “musica in 8D”.

Ma, precisamente, di cosa stiamo parlando?

Si tratta di un editing software basato sul panning, una tecnica che consiste su una distribuzione particolare del suono. Il termine “8D” rimanda all’effetto tridimensionale dell’audio che identifica la scena sonora in una sfera, posizionando l’ascoltatore al centro di essa.

La musica 8D è da ascoltare con le cuffie o con gli auricolari: solo in questo modo l’ascoltatore ha la possibilità di vivere quest’esperienza completa.

Ascoltando una traccia, o una canzone, in 8D sembra quasi che la musica provenga dall’esterno e non dall’interno: se prestiamo attenzione, potremo notare come la riproduzione delle note somigli a uno scisma musicale. I suoni si spostano da destra a sinistra, inoltre se siamo in casa ci sembrerà di vivere quest’esperienza musicale prima in salone, poi in cucina, sino ad arrivare in camera da letto.

Non c’è niente di magico in tutto questo: si tratta di una lavorazione particolare dei suoni che ne cambia la percezione. Nel momento in cui scegliamo quale canzone ascoltare, alziamo il volume, ci immergiamo nelle nostre cuffie e ci sembrerà di vivere la musica in una vera e propria realtà multidimensionale.

Alcuni parlano di un “effetto stupefacente” che rimanda a ciò che viene vissuto sotto l’effetto di alcune droghe, altri definiscono questa nuova tecnologia come “un’esperienza del tutto nuova e straordinaria”. La lavorazione del suono effettuata in tal modo impedisce al cervello di localizzarlo, sembra che esso superi i limiti dello spazio e le nostra abitudinaria percezione celebrare.

Prima di questa “scoperta” ci sono stati degli esperimenti precedenti: pensiamo ad esempio alla “stereofonia”, negli anni ’60, quando si studiò la musica in 3D oppure alla ”olofonia”, negli anni ’80, che consiste “in una tecnica di registrazione e riproduzione sonora eseguita con un particolare microfono che permette all’apparato uditivo di percepire il suono fuori dalla testa”.

La musica non nasce in 8D ma viene resa tale nella post-produzione, ovvero con una lavorazione aggiuntiva sull’audio prodotto.

In ogni modo, i più bei viaggi che compiamo, a volte, sono quelli che avvengono all’interno della nostra testa e allora, finché il coronavirus non verrà sconfitto, perché non viaggiare con la musica e la nostra immaginazione?