Bertolaso: l’Italia che vale

Quando il mio Paese chiama io rispondo e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine. (Guido Bertolaso)

Queste sono le pagine di un notiziario che intende fare della sua missione un servizio corretto esprimendo pareri chiari, precisi ma senza preconcetti. Non ci piace dividere il mondo in buoni (dove siamo noi) e cattivi (dove sono gli altri), ci risulta odioso versar fango addosso alle persone per il gusto o l’interesse a farlo così come non siamo propensi a innalzare altari a nessuno.

Una premessa necessaria considerato che parliamo di un uomo che, sul campo, ha dato prova di capacità e coraggio nonostante sia stato sommerso da una squallida e povera ironia color fango.

Parliamo di Guido Bertolaso, quello stesso Bertolaso, assolto da ogni addebito mosso a suo tempo, a cui qualcuno  ha storpiato il nome e lanciato offese gratuite per la nomina a “Consulente del Presidente della Regione Lombardia per l’emergenza Coronavirus” per il semplice fatto che c’è chi dell’odio ne fa professione.

Si, perché il dottor Bertolaso ancora una volta ha dimostrato come, nel nostro Paese, si possono raggiungere obiettivi importanti e funzionali. Poche chiacchiere e tanto lavoro. Un gruppo che si muove dietro al capo. La capacità  di motivare e dare ragioni. Abbiamo ascoltato il discorso fatto alle maestranze ad inizio dei lavori per l’ospedale della Fiera e abbiamo visto i volti degli addetti. C’era nei loro occhi la certezza di farcela. E oggi si è arrivati al punto!

Un successo per il Paese, per la lotta contro il maledetto virus, per lo stesso Fontana che ha mostrato come si guida una macchina complessa come una Regione, mettendo da parte ogni protagonismo per far spazio a chi ha esperienza e professionalità.

Un risultato opportunamente sottolineato da Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera nei cui spazi sorge l’ospedale, quando ha detto: “Abbiamo fatto in 10 giorni quello che in maniera ordinaria si fa in qualche anno” a cui ha fatto eco il messaggio di Bertolaso: “Avevamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta non realizzando un ospedale da campo o un lazzaretto” ma “un ospedale specialistico”. Una struttura che a pieno regime disporrà di oltre 200 posti letto, la cui gestione sarà affidata al Policlinico di Milano. Un’opera finanziata completamente da privati e realizzata in tempo di record.

Una dimostrazione che quando c’è volontà di agire, quando gli uomini sono capaci e vengono loro affidati mezzi e libertà di azione i risultati arrivano.

Questo è il Paese che vogliamo!

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