8D: la dimensione diversa della musica

di Sara Schietroma Ferrazza.

Un po’ di giorni fa ha spopolato sul web, e nelle chat di Whatsapp di molti giovani, la cosiddetta “musica in 8D”.

Ma, precisamente, di cosa stiamo parlando?

Si tratta di un editing software basato sul panning, una tecnica che consiste su una distribuzione particolare del suono. Il termine “8D” rimanda all’effetto tridimensionale dell’audio che identifica la scena sonora in una sfera, posizionando l’ascoltatore al centro di essa.

La musica 8D è da ascoltare con le cuffie o con gli auricolari: solo in questo modo l’ascoltatore ha la possibilità di vivere quest’esperienza completa.

Ascoltando una traccia, o una canzone, in 8D sembra quasi che la musica provenga dall’esterno e non dall’interno: se prestiamo attenzione, potremo notare come la riproduzione delle note somigli a uno scisma musicale. I suoni si spostano da destra a sinistra, inoltre se siamo in casa ci sembrerà di vivere quest’esperienza musicale prima in salone, poi in cucina, sino ad arrivare in camera da letto.

Non c’è niente di magico in tutto questo: si tratta di una lavorazione particolare dei suoni che ne cambia la percezione. Nel momento in cui scegliamo quale canzone ascoltare, alziamo il volume, ci immergiamo nelle nostre cuffie e ci sembrerà di vivere la musica in una vera e propria realtà multidimensionale.

Alcuni parlano di un “effetto stupefacente” che rimanda a ciò che viene vissuto sotto l’effetto di alcune droghe, altri definiscono questa nuova tecnologia come “un’esperienza del tutto nuova e straordinaria”. La lavorazione del suono effettuata in tal modo impedisce al cervello di localizzarlo, sembra che esso superi i limiti dello spazio e le nostra abitudinaria percezione celebrare.

Prima di questa “scoperta” ci sono stati degli esperimenti precedenti: pensiamo ad esempio alla “stereofonia”, negli anni ’60, quando si studiò la musica in 3D oppure alla ”olofonia”, negli anni ’80, che consiste “in una tecnica di registrazione e riproduzione sonora eseguita con un particolare microfono che permette all’apparato uditivo di percepire il suono fuori dalla testa”.

La musica non nasce in 8D ma viene resa tale nella post-produzione, ovvero con una lavorazione aggiuntiva sull’audio prodotto.

In ogni modo, i più bei viaggi che compiamo, a volte, sono quelli che avvengono all’interno della nostra testa e allora, finché il coronavirus non verrà sconfitto, perché non viaggiare con la musica e la nostra immaginazione?

Nuova Ordinanza della Regione Campania

Il Presidente De Luca ha firmato oggi l’Ordinanza n° 25 dove sono prorogate fino al 14 aprile una serie di sospensioni e di indicazioni in merito a diverse attività.

Di seguito riportiamo il testo di quanto emanato:

ORDINANZA

1. Con decorrenza immediata e fino al 14 aprile 2020, ferme restando le misure statali e regionali vigenti, con riferimento al territorio regionale della Campania sono adottate le seguenti, ulteriori misure:

a) sono ulteriormente sospesi le attività e i servizi di ristorazione, fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, anche con riferimento alla consegna a domicilio;

b) i supermercati e gli altri esercizi di vendita di beni di prima necessità possono effettuare consegne a domicilio soltanto di prodotti confezionati e da parte di personale protetto con appositi DPI;

c) è vietato lo svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, anche relativi ai generi alimentari. Sono esclusi dal divieto i negozi che si trovano nelle aree mercatali.

2. Il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente provvedimento è sanzionato ai sensi e per gli effetti di cui all’art.4 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19 e ss.mm.ii., al quale integralmente si rinvia.

3. La presente ordinanza è comunicata, anche quale proposta di adozione di apposito DPCM ai sensi e per gli effetti dell’art.2, comma 1 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Interno, al Ministro della difesa, al Ministro dell’Economia e delle Finanze.

La presente ordinanza è, inoltre, notificata ai Comuni, alle Prefetture, all’Unità di Crisi regionale ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione e sul BURC.

Avverso la presente Ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.

Ho visto un uomo parlare con Dio.

Ho visto un uomo parlare con Dio. L’ho visto solo nella piazza del mondo. Ho sentito la sua flebile voce alzarsi fino al cielo in una preghiera straziante mentre i gabbiani raccontavano una vita che non è più la stessa. Un uomo vestito di bianco di fronte all’eternità di una città ferma, spettrale, persa nel muto respiro della paura.

Un’immagine senza paragoni, dove la pioggia non era altro che il pianto del cielo. “Sembra scesa la sera” ha detto quell’uomo e mai visione fu più vera. Una sera cupa, buia, fatta di un “silenzio assordante” e di un “vuoto desolante che paralizza ogni cosa”. E noi qui a cercar di comprendere, a lottare senza armi, a vivere senza vivere.

Di certo abbiamo scoperto, improvvisa, la nostra fragilità, quella stessa che quando un dolore ci tocca ci par di capire, sì, quella stessa che la rassegnazione ci fa superare. Ma quello è un qualcosa di nostro, di intimo e per il quale troviamo parziale sollievo nella vita che scorre, negli altri. Adesso no, è diverso. Siamo tutti in balia di una tempesta di cui non vediamo la fine. E quel “tutti” ci opprime, ci schiaccia nella considerazione che non esiste un’altra realtà.

Un uomo solo davanti a Dio. Per chi crede e chi no. Ѐ il segno di quanto abbiamo bisogno l’uno dell’altro, di quanto sia necessario uno sguardo che vada oltre il muro di cui ci siamo, ora, accorti.

Non c’è retorica in questo, non avrebbe senso, ma quella piazza vuota, lucida e bagnata, non può esser lasciata cader nell’oblio.

Sì perché quello che stiamo vivendo non può, ormai, esser racchiuso in un semplice dato scientifico. La pandemia, il virus, il contagio bene o male sarà superato così come in altri tempi furono superate analoghe sciagure. Poco importa persino se sia naturale, il castigo, o venga dalle nostre stesse mani. Quel che invece rimane è l’angoscia che ci ha attanagliato, che ci stringe la gola, che ci ha costretto a guardarci allo specchio e vedere quanto siamo nulla di fronte all’immenso.

Non sarà più lo stesso. La politica, i sistemi economici, le strutture sociali continueranno il loro corso e le loro, spesso inutili guerre, ma non sarà più lo stesso.

Da domani, quando il cielo tornerà a farsi sereno e la sera a passare, ognuno di noi dovrà prendere atto di ciò che è stato, anche perché ci vorrà tempo e tempo e ancora tempo per riprenderci quelli abbracci che, comunque, avevamo già perso da tanto.

Ho visto un uomo parlare con Dio e, sgomento, mi sono accorto che anch’io e tanti altri sussurravamo con lui una preghiera. Speriamo che lassù qualcuno abbia ascoltato e ci aiuti anche a non dimenticare.

Picco previsto ad inizio aprile (agg. ore 22.00)

di Federica Celentano.

L’Azienda Osped. Universitaria Federico II di Napoli attiva il servizio di sostegno psicologico. Nell’articolo telefono e mail.

Sono 1.482 il numero dei contagiati in Campania e 1.289 le persone attualmente positive. 98 il numero dei decessi (15 più di ieri) tra cui Maurizio Galderisi, cardiologo e docente di Medicina Interna all’Università di Napoli Federico II e responsabile del programma Infradipartimentale di Emergenze Cardiovascolari e Complicanze Onco-ematologiche dell’Azienda Ospedaliera Universitaria. 64 le persone guarite.

Nel pomeriggio di oggi una donna di 86 anni è deceduta ad Ariano Arpino. La donna era ricoverata nell’unità operativa di medicina d’urgenza, tuttavia presentava i sintomi riconducibili all’infezione da coronavirus. Nella giornata di domani si sapranno gli esiti del tampone. Ariano Arpino continua ad essere un focolaio epidemico importante. Nel comune si registrano 70 contagi e due decessi in 24 ore.

Nella diretta facebook di oggi il Presidente della Regione De Luca ha mostrato un algoritmo secondo cui il picco massimo di contagi in Campania è previsto alla fine della prima settimana di aprile con più di 3.000 contagi. Mentre si prevede che per domenica si avranno 171 contagi, con 223 domande di ricovero in terapia intensiva e 493 ricoveri in ospedale. “Garantisco che ce la facciamo, al netto delle forniture che devono arrivare”, dichiara il Presidente.
De Luca chiarisce che in base a queste previsioni, rinnovate ogni 2 giorni, ci si prepara ad accogliere i contagi. Pur non potendo essere certi al 100% della veridicità delle previsioni questo permette di non farsi trovare sprovvisti.

Messi a disposizione 3.000 posti di degenza dai privati convenzionati e 34 posti di terapia intensiva. “Nessun paziente sarà abbandonato, non succederà quello che sta succedendo a Bergamo e a Brescia” dichiara De Luca. Circa i tamponi, lo stesso Presidente,  fa sapere che dopo un periodo di criticità saranno effettuati 2.000 tamponi al giorno e le risposte saranno date entro le 24 ore.


La Regione Campania ha anche attivato in forma sperimentale l’Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) che effettueranno i tamponi a domicilio per coloro che risultano positivi al Covid-19. “Serve per seguire anche i casi sospetti che naturalmente non necessitano di ricovero”, dichiara il segretario provinciale della FIMMG Napoli, il dott. Luigi Sparano. “Per le persone che provengono dalle regioni del nord Italia sono stati allestiti dei punti di accesso in ausilio con la Polfer, che provvederà con laser scanner a individuare soggetti che scendono dal treno e quelli con sintomi febbrili andranno presso un primo centro per raccogliere una serie di dati, sulla raccolta sintomi, il luogo di provenienza e di destinazione.”

Presso l’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli è stato istituito un servizio a sostegno psicologico per tutti coloro che ne hanno bisogno. I dottori sono disponibili dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 14:00 telefonando allo 081 7463458, o h24 inviando un’e-mail di primo contatto a psicologiaclinica.medicina@unina.it. Il colloquio avverrà tramite le piattaforme Whatsapp, Skype, Zoom e altre.

Il Sindaco di Casoria Raffaele Bene riferisce che sul territorio i contagiati salgono a 12. “Ho chiamato le persone interessate, mi sono accertato del loro stato di salute, chiaramente mi hanno detto che per fortuna stanno bene, sono a casa in isolamento ma già lo erano da tempo, quindi la situazione è chiaramente sotto controllo”. Il primo cittadino riferisce che per il rispetto della privacy non verranno rilasciate informazioni private circa i soggetti contagiati. Tuttavia chiarisce e dice: “Ad oggi la situazione è questa. Abbiamo 12 contagiati, di tutte le età, per fortuna non c’è alcun bambino, riguardano un po’ tutte le zone della città e quindi non c’è una sola zona interessata. 10 di questi soggetti sono in isolamento, uno è in ospedale e uno purtroppo è deceduto.”
Secondo quanto riportato dalle parole del Sindaco non ci sarebbe alcun focolaio sul territorio casoriano in quanto le persone contagiate non hanno alcun collegamento tra di loro.

Nuovo caso anche ad Afragola il cui numero dei contagiati sale a 17. Il sindaco della città Claudio Grillo fa sapere che il paziente è in isolamento domiciliare e che fa parte di un nucleo familiare già monitorato.

Un leader vero per la ricostruzione

di Lorena Polidori.

Nel mentre questa guerra, scatenata da un nemico invisibile che tiene sotto la sua feroce morsa non più solo l’Europa ma anche l’America, prosegue portandosi dietro morte, angoscia e dolore, la debolezza del nostro Governo e la sua burocrazia sconfinante si palesa in maniera sempre più evidente.

Le crisi attraversano sempre due fasi: quella d’emergenza e quella di ricostruzione. In questo momento siamo ancora immersi nella prima fase, gestita da un Presidente del Consiglio dall’inadeguatezza oramai chiara.

Lo si evidenzia dalle sue innumerevoli apparizioni in diretta Facebook, condite da sempre più retorica e sempre meno sostanza; lo si evidenzia dall’ennesima sconfinata e grottesca  burocrazia con la quale tiene sotto scacco milioni di italiani, sintetizzata dalla continua revisione delle “autocertificazione”; lo si vede dagli innumerevoli decreti che portano ogni volta un inasprimento delle sanzioni per chi esce di casa insieme a un serie di indirizzi spesso contraddittori l’uno con l’altro che non creano che disorientamento e sfiducia nelle decisioni assunte.

A breve però seguirà la seconda fase, della ricostruzione  che non potrà essere sicuramente gestita dall’attuale Presidente del Consiglio, ed il ruolo del Presidente Mattarella dovrà essere determinante.

E’  vero che non stiamo parlando di Napolitano, un Presidente che tutti ricordiamo per la sua sciolta iniziativa, cosa che non appartiene all’attuale Presidente invece, molto più portato ad avallare operazioni di alleanze e accordi tra i partiti, rispettoso della Costituzione.

Del fatto che la seconda fase, quella della ricostruzione debba avere un cambio di passo, oltre agli italiani sembra che a timidi passi ne stiano prendendo atto anche i leader dei vari partiti.

E su chi  possa essere il leader all’altezza della sfida che ci attende non sembra esserci dubbi, gli occhi e le voci del coro si uniscono convergendo  sulla figura di Mario Draghi, persino il leader della Lega Matteo Salvini ne ha tessuto le lodi in un’aula del Senato sconcertata, distanziata e imbavagliata dalle  mascherine.

Siamo nel mezzo di una guerra, anzi, per usare le parole di Mario Draghi siamo in mezzo ad una “tragedia umana di proporzioni bibliche” la sua recente uscita accolta con favore dai più, ha attenzionato molti degli addetti ai lavori cogliendo nei  destinatari la Lagarde, la BCE,  il Consiglio Europeo e anche la Merkel, dirompente è stata la sua richiesta di un’eventuale cancellazione del debito privato. Un forte segnale che l’Europa, se ancora viva, deve necessariamente dare per evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro e la cancellazione di tantissime imprese. Ciò che serve è una forte e veloce boccata di ossigeno all’economia del nostro paese per prevenire quella che sarà la più grande recessione degli ultimi decenni.   

Il Presidente della Repubblica Mattarella e i leader dei partiti politici  dovranno  prendere atto che, per la fase della ricostruzione di un dopoguerra, perché di ciò si tratta,  questo Paese ha bisogno di un leader carismatico,  all’altezza di una sfida di portata abnorme, capace di mettere in atto quelle misure necessarie che devono arrivare dagli  apparati istituzionali europei che Draghi bene conosce.

Un Governo di Unità Nazionale, coadiuvato da una classe dirigente adeguata, punto di riferimento del paese  capace di avviare quegli stimoli necessari  a prescindere dai colori politici, di questo anche Conte ne è consapevole.

O’napulitan s’fa sicc ma nun more!

di Maria Labanchi.

Sembra passato un secolo da quando la notizia del Coronavirus ha sconvolto l’Italia (il resto dell’Europa ha iniziato a preoccuparsi seriamente solo da qualche giorno), e da quando un coro della curva bresciana recitava “Napoletano coronavirus”: solo uno sfottò tra i tanti che si è trasformato, purtroppo, in una tragica verità.

Sebbene in misura minore rispetto alle regioni settentrionali, la Campania è tra la aree maggiormente colpite da questa epidemia: su di tutte, la provincia con più infettati è quella di Napoli.  Tra le cause principali della diffusione del virus, oltre ai numerosi rientri da parte di persone che vivevano nelle regioni focolaio del contagio, c’è sicuramente il fatto che tanti non abbiano rispettato le regole imposte dall’inizio, sia perché non erano state prese sul serio, sia perché si volevano “sfidare” queste imposizioni.

Su tutti i casi sono emblematici quelli di feste di laurea, di 18 anni o addirittura per il matrimonio, organizzate “clandestinamente”, causando dei rimproveri da parte del presidente della regione De Luca, che ha stupito tutti minacciando di far intervenire i carabinieri coi lanciafiamme.

C’è però da dire che è stato lo stesso presidente a prodigarsi nell’imporre fin da subito misure che potessero contenere il contagio, andando anche oltre quelle che sono state le ordinanze del Consiglio dei Ministri: è infatti stata la Campania la prima regione a prorogare la quarantena fino al 14 aprile, così come a vietare la consegna di cibo a domicilio.

E i napoletani non hanno potuto far altro che imparare a convivere con queste nuove regole, nonostante non si addicano molto alla loro personalità socievole e solare. Per passare il tempo infatti se ne sono inventate davvero di tutti i colori: dalla condivisione di video e memes sui social alla maratona di solidarietà per gli ospedali che stanno accogliendo i contagiati.

Tanti sono stati i personaggi napoletani che vi hanno contribuito, non solo con donazioni in denaro, ma anche in termini di materie prime necessarie come respiratori e mascherine: da Nino D’Angelo a Fabio Cannavaro, la lista è davvero (e fortunatamente) lunga.

E come non ricordare che proprio da Napoli, tra tante polemiche, è partita la sperimentazione del farmaco che pare stia aiutando i contagiati a guarire.

I più anziani ricorderanno il detto: O’ napulitan s’fa sicc’ ma nun more, ed effettivamente altre parole non potrebbero essere più adatte a una situazione come quella che stiamo vivendo.

Insomma, come sempre è storicamente stato, Napoli è una città che non si lascia abbattere da quello che accade e riesce ad uscirne sempre più forte, ricucendo le ferite che le vengono inferte. E non ci sono dubbi che anche questa volta sarà così.