Il Meridione non può più essere ignorato

Forte denuncia del Segretario Generale UGL Calabria in merito alla disattenzione del Governo nei confronti della Calabria e più in generale del Meridione

Nel mentre si va a votare e il Governo si barcamena tra mille difficoltà e nella ricerca di una linea comune tra le varie componenti, si alza decisa la voce del Segretario Generale UGL Calabria, Ornella Cuzzupi, nel denunciare la disattenzione dell’esecutivo nei confronti del Meridione.

L’occasione è data da una richiesta, puntualmente ignorata, dell’assessore al lavoro della regione Calabria, condivisa dalle Organizzazioni Sindacali, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo.

Un paio di settimane fa l’Assessore al Lavoro della Regione Calabria, unitamente all’UGL Calabria ed alle OO SS presenti al Tavolo del Lavoro regionale, hanno siglato ed  inviato al Ministro Nunzia Catalfo una lettera dove si sottolineava l’urgente necessità di un confronto, da tenere insieme alle Organizzazioni Sindacali, su temi fondamentali quali la necessità di dare una prospettiva occupazionale ad una vasta platea di disoccupati di lunga durata ed ex beneficiari di ammortizzatori sociali in deroga. Ebbene a quella lettera – accorata, precisa e condivisa da tutti i soggetti presenti al Tavolo – è seguito un assordante silenzio che delinea in maniera precisa quale sia il livello d’interesse e attenzione che il Governo ha verso la nostra Regione e, più in generale, verso il Meridione”.

Queste sono le durissime parole del Segretario Generale Confederale UGL Calabria, Ornella Cuzzupi, che non nasconde la propria, profonda, preoccupazione per la mancanza di considerazione che l’esecutivo mostra verso argomenti fondamentali per la vita delle persone.

Tra l’altro – continua Cuzzupi –  ignorare la questione, sollevata dalla lettera, circa la necessità d’inquadrare in modo giusto chi ha completato i percorsi di formazione e perfezionamento, vanifica gli investimenti effettuati dalla Regione Calabria per dare un’opportunità lavorativa. In tutto questo non venga elusa neanche l’esigenza di accompagnare verso il pensionamento i tanti soggetti che, per l’età avanzata, risultano difficilmente collocabili sul mercato del lavoro. La Calabria, terra di profonda cultura e di intima dignità non può essere ignorata e offesa con comportamenti di superficialità e sufficienza, così come stanno facendo Ministro e Governo.” 

Il Segretario UGL Calabria non limita però la sua protesta e afferma con veemenza e amarezza: “Quello che non si vuol comprendere è come la crescita del Paese sia strettamente e intimamente legata allo sviluppo del Mezzogiorno. L’assistenzialismo fine a se stesso serve solo ed esclusivamente a depauperare il territorio di risorse umane e a gestire meglio certi fenomeni. Creare opportunità, favorire gli investimenti, aprirsi verso un’occupazione vera e produttiva sono invece gli obiettivi che deve porsi chi veramente punta alla crescita del Paese. Noi, come Sindacato, la nostra parte la facciamo, speriamo che non continui a sfuggire al confronto chi dovrebbe invece far seguire i fatti alle parole, in tal caso l’UGL Calabria sarà pronta a ricordarglielo!

Banche: crollano i prestiti alle aziende

Il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro: «Da nuove regole Bce, possibile ulteriore stretta ai prestiti bancari, deleteria per le pmi»

Negli ultimi 10 anni, sono crollati di oltre 186 miliardi di euro i prestiti delle banche italiane alle imprese. Il calo, che in media è pari a quasi 20 miliardi l’anno, è stato del 21,79%, dagli 856 miliardi di luglio 2010 ai 669 miliardi di luglio 2020. Sono scesi bruscamente i finanziamenti alle imprese a breve termine, con una riduzione di 135 miliardi e sono diminuiti di 79 miliardi quelli di lungo periodo: variazioni negative solo in parte compensate dai crediti a cinque anni, saliti di 28 miliardi.

Risultano, invece, sempre più indebitate le famiglie: i finanziamenti ai privati sono infatti saliti di 55 miliardi (+9,5%) da 579 miliardi a 634 miliardi, grazie a 41 miliardi in più di mutui per abitazioni e 45 miliardi in più sul fronte del credito al consumo, che hanno bilanciato la diminuzione dei prestiti personali per 32 miliardi.

Questi i dati principali di un rapporto sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, secondo il quale i prestiti non rimborsati (sofferenze) da parte di famiglie e imprese sono scesi di quasi il 7%, grazie a una diminuzione di quasi 5 miliardi da 70 miliardi a 65 miliardi.

«I rubinetti delle banche sono chiusi da un decennio. Adesso, siamo fortemente preoccupati per l’effetto negativo sui prestiti alle piccole e medie imprese, derivante dalle nuove regole europee sulla svalutazione dei crediti deteriorati e degli incagli. Mentre gli istituti sono riempiti di liquidità, dall’altro vengono vessati con regole di vigilanza che si riveleranno controproducenti per la ripresa» dichiara il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro, commentando lo studio dell’associazione con riferimento anche all’imminente giro di vite sui bilanci bancari. «Assistiamo a due politiche in conflitto fra loro: in era Covid è assurdo imporre alle banche la svalutazione di tutti i crediti incagliati, poiché il settore verrebbe messo alle corde; per le banche questa ulteriore stretta si tradurrebbe nel conteggio di nuove perdite, sofferenze azzerate e rubinetti del credito serrati» conclude Lauro.