Cuzzupi: Covid19, è il momento dei fatti!

La Calabria non può assolutamente assistere passivamente alla crescita dei contagi da Covid19 e ai conseguenti sviluppi che si stanno paventando senza adeguati, immediati e urgenti interventi sulle proprie, già in difficoltà, strutture sanitarie e attività produttive”.

Questo l’inizio di una dichiarazione del Segretario dell’Unione Generale del Lavoro della Calabria, Ornella Cuzzupi che, estremamente preoccupata per come si stanno evolvendo le cose, continua:

È il momento della concretezza, ci sarà il tempo per definire le lacune e le responsabilità di tutto ciò che avrebbe dovuto essere, ma ora non possiamo permetterci in alcun modo di perdere giorni, se non ore, preziose. La Calabria ha subito necessità di interventi immediati da attuare con procedura d’urgenza”.

Su questo Ornella Cuzzupi non si trincera dietro le parole, ma scende nei particolari indicando le priorità:

“ In primo luogo occorre dotare la Sanità di uomini e mezzi idonei a fronteggiare lo tsunami che si sta paventando, prevedere un solido coordinamento tra il vertice della sanità regionale e la rete di medici di base per adottare univocità di comportamenti e azioni mirate. Un coordinamento quest’ultimo che deve anche prevedere una sinergia con le strutture e gli operatori del settore privato. Occorre con estrema urgenza predisporre – continua il Segretario Generale UGL Calabria – un Piano di Sostegno alle attività economiche produttive, indicando al Governo Centrale, in preda anch’esso ad una violenta confusione, le metodologie da voler perseguire per sorreggere il tessuto produttivo calabrese. Su tutto ciò la mia Organizzazione è disponibile, da subito a fornire il proprio fattivo contributo, per la nostra gente e per la terra calabrese, ma ripeto: è il momento dei fatti non delle chiacchiere!”.

Covid e crisi: il Governo responsabile del disastro

Impietosa analisi del Segretario Generale di Unimpresa, Raffaele Lauro, sulla gestione della crisi derivata dalla Pandemia. Chi ha drammaticamente sbagliato dovrà rispondere delle tragedie prodotte.

Allarmato intervento al comitato di presidenza di Unimpresa, del Segretario Generale della Federazione delle micro, piccole e medie imprese, Raffaele Lauro che ha ripercorso il calvario di errori di analisi, di coordinamento e di gestione, nel contenimento dell’epidemia e nella salvaguardia del tessuto economico produttivo del nostro paese, commessi dal Governo Conte.

Nella sua relazione, il già Senatore della Repubblica Lauro, come nel suo stile, non ha  usato mezzi termini affermando come abbiano prevalso in questi drammatici dieci mesi, nell’attività dell’esecutivo “non soltanto l’incapacità, l’improvvisazione e una illusoria autoesaltazione, ma la presunzione, l’arroganza e il non ascolto delle proposte e dei suggerimenti offerti, puntualmente, dai tecnici e dal mondo del lavoro e delle attività produttive”.

Ancora oggi, ha continuato Lauro, “che siamo precipitati in condizioni ancora peggiori della scorsa primavera, ciò che ferisce, ciò che offende e ciò che angoscia, appare la protervia di chi non ha imparato niente dagli errori commessi in passato e li ripete, al presente, portando alla rovina il nostro paese”.

Ma la disamina, un vero e proprio j’accuse nei confronti dell’esecutivo, è andata oltre, soffermandosi sul costo degli errori commessi: “Chi ripagherà le vittime innocenti di questa immane tragedia e le loro famiglie? Chi restituirà ai piccoli e medi imprenditori italiani, costretti a chiudere i loro esercizi commerciali, i sacrifici di una vita e, non di rado, di generazioni familiari? Chi ridarà il sorriso e la speranza nel futuro, strappandoli all’ansia e alla rabbia dell’oggi, ai giovani, agli anziani, alle famiglie, alle comunità, ai lavoratori e agli imprenditori? Non di certo questo governo e questa classe politica!”.

Il Segretario Generale di Unimpresa ha poi, duramente, concluso: “Nessuno si illuda di poter sfuggire alle proprie responsabilità, morali, civili e penali, programmando luminose quanto improbabili carriere. Presto o tardi, i responsabili istituzionali, politici e amministrativi di questo disastro collettivo dovranno essere chiamati a risponderne. Non questo, ormai esangue, mortificato e inerte parlamento, ma il futuro parlamento dovrà varare una commissione bicamerale di inchiesta, indipendente, per fare il bilancio di questa nuova Caporetto nazionale e sanzionarne i responsabili. Prima o dopo che, auspicabilmente, si attivi il Tribunale dei ministri”.

Napoli… dov’è la “cAZzimma”?

di Maria Labanchi.

Esordio non brillantissimo quello dell’altra sera per i ragazzi di Gattuso, che hanno collezionato la prima sconfitta stagionale contro l’Az Alkmaar nella prima partita della fase a gironi di Europa League.

Il Napoli ha probabilmente sofferto la mancanza di spazi, considerato il gioco principalmente difensivo dei suoi avversari che hanno cercato più che altro di portare a casa un risultato utile sfruttando il minimo delle energie, vista la scarsità di cambi a loro disposizione. Ha fatto in effetti discutere la notizia della positività di ben 13 persone tra staff e giocatori nella squadra olandese, che aveva messo un punto interrogativo sulla loro effettiva presenza al San Paolo.

In ogni caso, malgrado la difficoltà ad attaccare, gli azzurri hanno provato per tutto il primo tempo a far entrare il pallone in rete. La prima occasione concreta è arrivata al 22’ con un tiro di Politano dalla distanza, bloccato da Bizot con un tuffo. Il Napoli comunque non si è fermato, giocando tutte le sue carte con Osimhen, Lozano e Mertens, che hanno portato il totale dei tiri in porta a 21 contro i 5 degli olandesi.

 Nel secondo tempo l’Az, infatti, sulla sua prima azione realmente offensiva, ha trovato il gol con De Wit, complice anche una distrazione della difesa napoletana. Un vantaggio che gli ha dunque permesso di  chiudersi nuovamente in difesa, senza cercare altri spazi nella metà campo avversaria. A causa dello svantaggio dei padroni di casa, Gattuso ha deciso di schierare i propri cambi: Insigne per Lozano e Mario Rui per Hysaj, Demme per Lobotka e Petagna per Osimhen, Bakayoko per Politano. Ad ogni modo, non è bastato nemmeno un colpo di testa di Petagna su assist di Mario Rui per pareggiare i conti, forse l’ultima chance reale avuta dagli azzurri in una serata un po’ sfortunata per loro dopo le ottime prestazioni viste in campionato.

Napoli che potrà comunque rifarsi già la settimana prossima nella sfida fuori casa contro la Real Sociedad, vincitrice del match contro il Rijeka e prima del girone, insieme all’Alkmaar. Certo, forse il risultato finale non sarà proprio quello che ci si aspettava, ma, come ha detto anche lo stesso Gattuso, quella che è mancata e che avrebbe sicuramente dato quel tocco in più al Napoli è stata la “fame di gol”, quella cattiveria agonistica che proprio contro l’Atalanta è venuta fuori più che nelle altre partite.

Questo match potrebbe comunque essere considerato come un passo falso in un percorso che, almeno fin qui, ha più che soddisfatto le aspettative dei tifosi e probabilmente gli obiettivi della squadra, che comunque rimangono saldi al loro posto; dopotutto, se già ci si lascia scoraggiare dal primo risultato negativo della stagione, tutto ciò che è stato costruito fino a questo momento non sarà servito a niente.