Crisi Covid: non c’è tempo da perdere!

Qui non c’è più nulla da aspettare. Occorre prendere atto della situazione e agire di conseguenza. Il Presidente del Consiglio appare ormai come un pugile suonato che arranca dietro il virus proponendo una serie di iniziative già superate dai fatti prima ancora di entrare in vigore. Non è possibile continuare nel centellinare le presenze a scuola, quando ormai appare evidente che l’istituzione scolastica, per una serie di motivazioni, è un eccezionale strumento di propagazione del virus; è assurdo proiettare la limitazione delle attività in alcune direzione, ignorandone altre o cercare con le lancette dell’orologio di frenare la corsa dei contagi; è insensato parlare di sostegno quando ancora ci sono lavoratori che aspettano la Cassa Integrazione di maggio. E questi sono solo alcuni esempi dello stato confusionale in cui versa il Governo. Adesso c’è bisogno di qualcuno che, con coraggio, prenda le decisioni necessarie rappresentate da un lockdown completo accompagnato da serie e concrete misure di sostegno alle famiglie e dal blocco di tasse, imposte e ogni balzello possibile per arginare questa guerra che, al momento, ci vede arretrare di fronte all’avanzare del virus.

Certo, queste sono azioni che necessitano di un accordo (complessivo e veloce) di tutto il panorama politico, ma – per chi non avesse chiaro il quadro – è un momento drammatico di rara portata storica. Qui si gioca il futuro del Paese e quindi anche quello di un’Europa ormai anch’essa in balia di burocrati incapaci di fronteggiare l’emergenza. Si alzi la voce italiana, si chiarisca che è il momento di mettere alle spalle ogni valutazione economica e che occorre arginare il disastro che si sta paventando. Tutto ciò affermando a chiare lettere che il nostro Paese, fondatore di quest’Europa malata, andrà comunque per la sua strada che è quella di garantirsi il domani. Deflagrerebbe la Comunità europea? Forse si, forse no. Quel che è certo che ne trarrebbe vantaggio la nostra Nazione a livello di credibilità e di forza interna.

Ma chi dovrebbe assumere un tale fardello? quale personalità potrebbe portare avanti un simile discorso?

Magari occorrerebbe una figura con caratteristiche precise. Un politico-non politico, un personaggio che abbia dalla sua la capacità di gestire momenti difficili attraverso la necessaria freddezza e sia conscio che il suo potere è a tempo determinato. Una figura supportata da un governo politico che rappresenti in qualche modo la società e funga da suggeritore e consigliere. Insomma una sorta di “Gabinetto di Guerra” che porti avanti questi discorsi con l’appoggio di quel che è rimasto del Parlamento. Un esecutivo a termine per poi, superata l’emergenza, ridare al Paese la naturale facoltà di scegliere i suoi rappresentanti.

Non c’è altro istante da perdere. Non servono più DPCM che si rincorrono, appaiono del tutto inutili le tante chiacchiere di casaliniana memoria, sono del tutto vuote anche le sterili proteste di gran parte dell’opposizione. Non è più il tempo di perdersi dietro le parole e aspettare che il cielo provveda. Ora è il momento di decidere e agire. Ora è il momento in cui il Paese deve alzare la testa, rendersi ben conto del rischio e puntare dritto a vincere la battaglia contro il nemico invisibile!

foto: Francesca Barra