Juventus – Napoli: la confusione di un sistema!

di Maria Labanchi.

Avrebbe dovuto essere una sfida emozionante, quella delle grandi conferme, ma in realtà il mancato confronto tra Napoli e Juventus sembra essere diventato perlopiù un caso mediatico, che ha messo in evidenza quanta poca chiarezza ci sia sulle norme anti-Covid e quanto quello del calcio sia diventato un mondo più basato sull’economia e l’interesse personale che sullo sport in sé, in cui è più importante portare a termine un campionato che la salute e il benessere di giocatori e di quanti attorno ad essi gravitano.

Sicuramente una domanda può sorgere spontanea: di chi è la vera colpa di tutto questo? Forse di un protocollo che non è stato stabilito fin dall’inizio, con regole che poco si confanno a quella che è la situazione attuale? È infatti impensabile poter proseguire una competizione a livello nazionale così, dando la possibilità alle squadre di poter rimandare una sola partita e solamente in caso ci siano 10 o più positivi in rosa, facendogli perdere a tavolino altre sfide se non potessero parteciparvi, considerando il numero di contagi che ha ricominciato ad aumentare costringendo le regioni ad imporre nuovamente delle restrizioni per cercare di contenere il virus. A maggior ragione se, proprio come accaduto in questi giorni, a partire sono squadre che lasciano a casa due soli positivi, ritrovandosi con 19 al ritorno.

Lo sbaglio è forse della Lega Serie A, che dopo la riunione straordinaria di ieri ha deciso di confermare una sfida malgrado l’intervento dell’ASL, che tecnicamente rappresenterebbe l’autorità sanitaria nazionale, tra l’altro mal interpretando la nota che impediva la partenza della squadra per motivi di sanità pubblica emanata dalla suddetta ASL?

Il torto potrebbe stare dalla parte di una squadra che, contro ogni regola del buonsenso e del fair play, ha deciso di scendere in campo pur sapendo che l’avversario sarebbe stato assente, addirittura accogliendo anche i tifosi allo stadio, che hanno aspettato 45 minuti sotto la pioggia per vedere il match annullato?

O ancora, è forse la società azzurra che ha sbagliato, rispettando quanto impostole da un’autorità, decidendo di non partire per evitare di infrangere una legge ed arrivando addirittura ad annullare le convocazioni dei propri giocatori per le rispettive nazionali, cercando di non ripetere gli errori commessi da altre società che invece hanno, volontariamente o meno, acconsentito alla diffusione di un virus contro cui si sta cercando di combattere da mesi?

Ancora peggio se a cozzare tra loro sono le opinioni di questi “contendenti”, che continuano ad addossarsi reciprocamente la responsabilità senza che si riesca a capire su chi poter fare affidamento. Per il momento, l’ultima parola sembra spettare al giudice sportivo, che deciderà o per il 3-0 a tavolino a favore dei bianconeri con la conseguente penalizzazione di un punto in classifica per gli azzurri o se procedere in modo diverso.

Di chiunque sia la colpa, e nonostante il Napoli sia pronto a fare ricorso al Tar dopo che il presidente De Laurentiis stesso si è mobilitato per risolvere il problema in prima persona, certo è che tutta questa situazione non può essere considerata in nessun altro modo se non scandalosa, non solo per quel che riguarda questo match in particolare, ma in generale per la gestione della situazione Covid in tutto il campionato, soprattutto se si considera che situazioni analoghe altrove sono state gestite in maniera molto più semplice e corretta, senza creare troppe polemiche.

Insomma, quella scritta in questi due giorni di botta e risposta tra ASL, società sportive, federazione ed altre parti coinvolte, sembra essere più che altro una pagina nera della storia sportiva, un qualcosa che pur volendo dimenticare, rimarrà impresso a lungo nella memoria collettiva. Che senso ha continuare a giocare visto che non solo una, ma più squadre hanno in rosa dei giocatori positivi? Perché non bloccare ora il campionato per poi ripartire tutti insieme, nelle stesse condizioni di salute, per consentire lo svolgimento di una competizione a livello nazionale in maniera più equa? Ma soprattutto, la decisione presa sarebbe stata la stessa se in questa situazione si fossero trovate società diverse?

Domande, queste, che al momento non trovano risposta, e forse mai lo faranno. Resta comunque il fatto che una soluzione ha bisogno di essere trovata, e al più presto, una soluzione che però sia conveniente per tutti e che riesca a tener conto della maggioranza dei casi possibili, che non sia solo un qualcosa di “orientativo”. Per quanto difficile possa essere, è necessario affinché in futuro vengano evitati problemi come questo, che hanno messo in evidenza la fragilità di un intero sistema.

Sorrento: appello di R. Lauro ai candidati sindaco

Accorata lettera aperta indirizzata ai due candidati sindaco di Sorrento da parte dello scrittore, già senatore e Segretario Generale di Unimpresa Raffaele Lauro. Seggi aperti domenica 4 ottobre: dalle 7 alle 23, e lunedì 5: dalle 7 alle 15

“Carissimi Massimo e Mario, l’antica amicizia e la stima che mi legano a Voi, l’ininterrotto amore per la nostra amata città, che ho calato in migliaia di pagine di narrazione, i servizi resi come consigliere e amministratore comunale, la costante attenzione per Sorrento nelle mie responsabilità istituzionali, parlamentari e di governo, le crescenti preoccupazioni per la ripresa in sicurezza, sanitaria ed economica, della comunità cittadina, ferita profondamente dalla inattesa fase pandemica, purtroppo ancora in corso, mi spingono, in un convinto spirito di solidarietà, a rivolgerVi un pubblico appello per costruire un’unità di intenti, che garantisca, nel prossimo difficile quinquennio, il futuro civile ed economico di Sorrento e dei sorrentini, nessuno escluso, chiunque di Voi due abbia l’onore e l’onere di essere eletto democraticamente sindaco della città di Torquato Tasso.

La nostra nobile storia patria di migliaia di anni, anche attraverso vicende travagliate, ha reso Sorrento, mediante lo spirito di sacrificio e la creatività di grandi artisti, di umili lavoratori, di sagaci imprenditori, di integerrimi amministratori, pubblici e privati, nonché di uomini, di donne e di giovani, impegnati nella politica e nella cultura, una stella luminosa del turismo internazionale e un irripetibile esempio dell’arte dell’accoglienza, apprezzata in tutto il mondo.

Un’unità di intenti, fondata, pur nelle rispettive responsabilità istituzionali di giunta e di consiglio comunale, di maggioranza o di minoranza, su obiettivi, disegni, progetti condivisi, che raccolgano il prezioso patrimonio di idee e di energie, umane e intellettuali, scaturite dalla passione civile che ha caratterizzato, in questa sofferta competizione, anche gli altri candidati sindaci e tutti i candidati consiglieri, eletti e non eletti. Nonché i programmi, generosamente elaborati e presentati al corpo elettorale, che andrebbero utilizzati, laddove compatibili e fattibili, in un unico disegno armonico per il rilancio, di cui il nuovo sindaco si dovrebbe fare carico e rendere garante.

Nessuno di Voi si illuda di poter fare da solo, inebriato dal successo, nessuno pensi di rinchiudersi nella propria roccaforte, nessuno si arrischi a rinunziare alla potenzialità di tante risorse che animano il tessuto civile ed economico della nostra città! Il sindaco di Sorrento dovrà essere il rappresentante di tutti, non a parole, ma nella sostanza quotidiana del suo proporre, del suo agire e del suo realizzare nell’interesse generale, senza animosità, senza spirito di vendetta e senza fallimentari, quanto fallaci, partigianerie.

Ricoprire, nell’attuale situazione, la carica di sindaco di Sorrento sarà un compito immane, da far tremare le vene e i polsi, ma potrà essere assolto con coraggio, con dignità e con rispetto, soltanto chiedendo e meritando il sostegno di tutti i sorrentini di buona volontà. In questa prospettiva non mancherà, se richiesto, anche il mio modesto contributo, che rappresenterò, il prossimo 24 ottobre, nel Palazzo Municipale, in occasione di un incontro culturale, al quale sono stato invitato e al quale mi onorerò di partecipare. 

Il 13 giugno del 1558, Sorrento, come Massa Lubrense, fu saccheggiata e, in parte, incendiata dai giannizzeri del sultano turco, Solimano il Magnifico, con centinaia di innocenti trucidati o portati in catene a Istanbul e ridotti, colà, in schiavitù. Ma il popolo e i nobili sorrentini dei due Sedili, superando antichi conflitti di potere, riuscirono, in pochi decenni, a risollevarsi da quella tragedia, sotto la guida spirituale, illuminata, saggia e pacificante  di un uomo di Dio, l’arcivescovo Giulio Pavesi, inviato subito a Sorrento, da papa Paolo IV, poche settimane dopo l’eccidio turco, il 20 luglio del 1558.

Il prelato domenicano, uomo di profonda dottrina, si trasformò nella instancabile guida morale della rinascita religiosa, civile ed economica di Sorrento, con la protezione del nostro Santo Patrono, Sant’Antonino, e con un’unità di intenti, tra nobiltà e popolo, allora più complessa per la diversificazione sociale dell’epoca.

Carissimi Massimo e Mario,

in una democrazia, come la nostra, nonostante tutti i limiti, gli errori e gli egoismi individuali, nutro la speranza, ispiratrice di questo mio appello, a Voi rivolto, che si possa ricostituire quell’unità di intenti, che salvò allora Sorrento dalla decadenza e che, oggi, come unità di cittadini (amministratori e amministrati), possa farla risorgere a un nuovo splendore,

Raffaele”.

UniCredit. RLS cambio della guardia alla FABI, Falzone lascia il testimone ad Inchiappa

Novità fra  i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza eletti in UniCredit.

La FABI  sindacato maggiormente votato in Italia  con i suoi Dirigenti Sindacali  Pietro Santangelo   534 preferenze e Dario Falzone 284 voti,  in questi anni ha svolto in seno ad UniCredit un’azione di prevenzione capillare nel settore della sicurezza, adesso cambio della guardia, Dario Falzone storico dirigente della FABI in esodo lascia il posto al designato dall’organizzazione sindacale FABI  Roberto Inchiappa.

Tra covid e nomine, la scuola è in tilt!

Il Segretario Nazionale UGL Scuola, Cuzzupi, nel denunciare il caos del momento non si nasconde dietro le parole e chiede un incontro al Ministro per cercare soluzioni rapide e costruttive.

 “Il caos abbattutosi sulle nomine dei docenti supplenti, in ogni ordine e grado dell’istruzione pubblica,  sta creando grave pregiudizio alle Istituzioni scolastiche di tutta Italia. I dirigenti scolastici, gli aspiranti  docenti, gli studenti e le famiglie chiedono immediate soluzioni ai problemi che vengono,  purtroppo, minimizzati   dal Ministro dell’Istruzione quali  “piccole difficoltà”  a fronte di una miriade di reclami relativi alle nomine effettuate e di circa 200.000 cattedre ancora da coprire”.

Questa la forte denuncia del Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, in merito al caos derivante dalle graduatorie che sta determinando un senso di frustrazione e impotenza tra gli operatori della scuola che si riflette inevitabilmente su alunni e famiglie. Un qualcosa di inaccettabile in un momento drammatico come quello che sta vivendo il nostro Paese.

Le graduatorie ultime,  cosiddette GPS,  concluse il 6 agosto scorso, stanno  rappresentando un enorme problema  nazionale; una confusione sulle nomine che non ha precedenti nella storia repubblicana. Tutto ciò in quanto le operazioni per il conferimento delle cattedre di diritto e di potenziamento,  peraltro necessarie  a contrastare la crisi pandemia in atto, proseguono a rilento, con alternarsi di reclami, ricorsi, controlli su dichiarazioni di titoli e servizi errati, rinunce, avvicendamenti di nomine dopo le prese di servizio e rivendicazioni per acclarate lacune del sistema operativo ministeriale. Circostanze che penalizzano migliaia di docenti storici precari e di nuovo inserimento.”

Su questa problematica Cuzzupi non usa mezze misure: “Il problema è di tale portata che solo chi non vive la realtà scuola in ogni suo aspetto può non rendersene conto. Da parte nostra continuiamo, in ogni Sede territoriale, a ricevere richieste di  aiuto per assistenza e valutazione delle proprie domande svolgendo una costante e continua  azione di tutela verso le istanze dei nostri  assistiti. Anche su questo aspetto, in ottemperanza all’esercizio del  mandato di rappresentanza conferitoci, ci siamo rivolti direttamente al Ministro chiedendo nuovamente una convocazione volta ad affrontare le varie problematiche e, senza pregiudizi e partitismi di sorta, cercare di contribuire a sostenere una realtà che, mai come adesso, rappresenta un’emergenza da risolvere al più presto!”