Non bastano solo le buone intenzioni

Che il momento non sia dei più semplici è un dato di fatto. La pandemia ha innescato un feroce meccanismo basato sull’insicurezza che sta producendo danni enormi nella vita sociale. Il vero problema è, infatti, la mancanza di risposte adeguate che sin dalle prime settimane di questa sciagurata vicenda si è manifestata in modo palese. I Dpcm che si sono succeduti e tutte le azioni seguenti sono apparse sempre e comunque un correre dietro al problema senza mai anticiparlo arrivando costantemente un attimo dopo sulla questione. Per tale aspetto, è inutile girarci intorno, è caduto il Governo Conte.

È poi arrivato l’uomo della provvidenza. Quel Mario Draghi a cui tutti, diciamolo, abbiamo guardato come persona sulla quale puntare per quel cambio di passo necessario per rialzare la testa. Una speranza però che, sino adesso, oltre le buone intenzioni e qualche mescolanza di carte, non è che poi abbia prodotto tanto.

Vero è che già all’inizio per far quadrare il cerchio ha dovuto dar spazio ad una serie di equilibrismi quantomeno discutibili. Uno su tutte quello legato al Ministero della Salute che dopo aver visto naufragare tutte le principali iniziative intraprese, ha visto riconfermata guida e struttura, fermo restando poi il cambio in corsa d’opera di figure diventate persino ingombranti nel loro fallimento.

Si aspettava dunque quel quid in più che facesse tornare la speranza. Un quid di cui però siamo ancora in attesa. Per adesso solo un evidente cambio di stile, tante belle parole, alcune iniziative e qualche affermazione di principio. Per il resto assistiamo al gioco dei partiti nel posizionarsi, riposizionarsi o tentare di ricostruirsi dopo la prima, drammatica, fase della pandemia.

Tutto passa attraverso prospettive che possono essere lette in vari modi quando invece ne servirebbe una e chiara, concreta e lineare, con gli occhi a quello che la strada ci racconta: attività che chiudono, lavoro che langue, disperazione che cresce.

E invece, il Pd e il M5S, con la tregua derivante dall’esistenza dell’attuale Esecutivo cercano disperatamente di tronare a dare un senso alla loro esistenza dando vita a uno spettacolo goffo nonostante il contesto drammatico in cui versa il Paese. Il Centro destra di Governo è diviso tra la Lega che cerca in ogni modo (forse in troppi) di stabilizzare il consenso evidenziato dai sondaggi visto che esistono ancora molte perplessità sulla genuinità del partito in ampie zone dell’italica terra e Forza Italia che tenta di riacquistare quel fascino ammaliante che le consenta di pensare al dopo Berlusconi senza la paura di svanire del tutto.

Vi è poi l’altro pezzo del Centrodestra, quei Fratelli d’Italia che han tenuto fede alla loro idea circa la necessità di nuove elezioni e all’inutilità di una coalizione allargata a tutti o quasi. Una coerenza che sicuramente pagherà, ma che al momento ha una forza d’impatto piuttosto limitata.

In questo scenario c’è il Paese. In questo scenario c’è la nostra gente. In questo scenario c’è l’assurda situazione di un Nazione che ha disperatamente scoperto il significato di sopravvivenza. Una scoperta che però può esplodere da un momento all’altro in risvolti imprevedibili. Per evitare questo non basta Draghi così come non bastano le buone intenzioni.

Ce ne siamo resi conto?

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