Napoli-Crotone: difesa horror, attacco da favola

di Maria Labanchi.

Sembrava una partita facile, ma in effetti la sfida di questo pomeriggio allo stadio Maradona ha dato del filo da torcere al Napoli di Gattuso che, nonostante una doppia rimonta da parte degli avversari crotonesi, è riuscito “per un pelo” a strappargli la vittoria. Una partita che dopo diversi mesi ha visto il ritorno da titolare di Osimhen, affiancato da Insigne e Mertens, un ritrovato tridente che fin da subito ha dato i suoi frutti. Meno bene invece per la difesa che, in assenza di Koulibaly, ha dovuto fare i conti con una serie di errori che hanno concesso ben tre reti al Crotone, facendo andare (e a ragione) Gattuso su tutte le furie. Unica eccezione Di Lorenzo, che prima con un assist per Insigne al 19’, poi con una conclusione personale al 72’, ha in un certo senso “bilanciato” i pasticci dei suoi colleghi di reparto.

Pochi minuti dopo la prima rete, un’azione che ha riportato alla mente i “bei vecchi tempi” ha permesso al Napoli di raddoppiare il proprio vantaggio con il gol di Osimhen. Ma questo momento di spensieratezza è durato ben poco, perché al 25’ il Crotone ha già accorciato le distanze per la prima volta grazie a Simy. A “calmare gli animi” ci ha pensato Mertens, che con una superba punizione ha messo in difficoltà Cordaz, battendolo per la terza volta. La ripresa però è stata tutt’altro che felice, perché al 48’ Simy ha trovato la doppietta e poco più di 10 minuti dopo Messias ha messo in rete anche il gol dal pareggio. A far tirare un sospiro di sollievo (anche se, da qui alla fine, non c’è mai stato davvero un momento di tranquillità) è stato Di Lorenzo, che con il suo sinistro a giro ha permesso agli azzurri di portare a casa ancora tre punti e la terza vittoria consecutiva, fondamentale nell’ottica dello scontro diretto di mercoledì prossimo contro la Juventus e per la corsa al posto in Champions.

Nel frattempo i partenopei hanno pure recuperato altri due tasselli imprescindibili nel gruppo squadra come Lozano e Petagna, entrambi subentrati in campo nel secondo tempo, il primo dei quali ha dato fin da subito un grosso segnale della propria voglia di ritornare titolare. Questa partita dunque, pur con tutti i suoi nei, ha mostrato una caratteristica della squadra partenopea che negli ultimi mesi sembrava essere scomparsa nel nulla: quella capacità di riuscire a ripartire senza lasciarsi condizionare dal risultato nel corso della sfida, di prendere in mano la situazione anche quando non tutto sembra andare per il verso giusto. Che cosa sia mancato davvero a Gattuso e i suoi è difficile da dire, ma l’importante è che, nonostante questo perenne silenzio stampa, le cose si stiano sistemando anche a livello mentale e fisico. E a dimostrarlo è stato anche il premio di miglior giocatore del mese di marzo assegnato dalla Lega Serie A ad Insigne, proprio nel giorno in cui il capitano azzurro ha raggiunto Cavani nella classifica marcatori all time del Napoli (104 reti), motivato da testuali parole: “[…] eccelle nella scelta delle soluzioni di gioco ottimali e nella capacità di accelerare la manovra offensiva; praticamente non perde mai palla negli 1 contro 1 offensivi, saltando l’avversario nel 66% delle occasioni; completa con successo il 56% dei passaggi tentati ad altissimo coefficiente di difficoltà; da buon capitano dà il buon esempio ai compagni, contribuendo anche alla fase difensiva, in ogni partita percorre mediamente 11,5 km, e produce quasi 30 sprint”.

Insomma, un vero e proprio motivo di orgoglio per una squadra che gli ha dato tanto e a cui altrettanto tiene, nell’attesa che un giorno con questa possa scrivere la storia. E chissà che questo giorno non sia poi così tanto lontano…

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