La schizofrenia patetica del potere

La crisi del M5S non è una congiuntura legata a diverse visioni politiche bensì a chi deve detenere e manovrare il potere a proprio uso e consumo

C’è poco da fare, quel che è nata come idea del Parlamento da “aprire come una scatoletta di tonno”, della democrazia diretta, dell’uno vale uno si è trasformato nel tempo nella più tragicomica pantomima che mente umana potesse immaginare. Il M5S che mai ha saputo essere concretamente propositivo, che mai ha tenuto una linea politica precisa, che mai ha formato le proprie radici in saldi principi, nel momento in cui si è trovato a fare i conti con la necessità di scelte politiche vere si è frantumato come un bicchiere di vetro dallo spessore di pochi millimetri.

Non è questione personale di Grillo o di Conte. La vera problematica è solo ed esclusivamente legata al potere e quanto lo si possa manovrare a proprio uso e consumo. Il tutto saltando senza inibizioni e remore da un governo di centro destra a quello di centro sinistra sino ad arrivare a uno con dentro tutti. Ignorando ogni logica di verifica democratica (voto, si chiama voto). Appoggiando quello che al momento conveniva per poi, senza eccessivi ricorsi alla coerenza,  arrivare a demonizzarlo senza vergogna. Ingiuriando prima e santificando poi figure politiche e istituzionali.

Ecco, questo è lo scenario nel quale si muove un M5S fatto di improvvisazione, incoerenza e scimmiottamento di una res politica del tutto sconosciuta.

Giuseppe Conte, l’autoproclamato avvocato del popolo, colui che avrebbe dovuto lasciare la politica appena terminato il mandato, si è trasformato in breve tempo in uno spregiudicato gestore del potere e cultore della propria immagine. Chiacchiere e chiacchiere ancora, un piacere assoluto nell’ascoltarsi e nel mostrarsi davanti alle telecamere, un protagonista delle “non decisioni” e della confusione politica. Colui che più di ogni altro ha fatto del riflettore e delle telecamere l’esaltazione più spinta, ad un certo punto, ha immaginato di poter essere lui e lui soltanto il padrone assoluto del gruppo dei politici improvvisati.

Il tutto senza però pensare che il Movimento nasce da un comico scaltro e un sottile analista ben ammanigliato conoscitori del potere e dei rischi che si corrono nel perderlo; un tipetto, il comico, che prima di lasciarsi togliere dalle mani il suo giocattolo (andato anche ben oltre l’immagine che ne aveva all’inizio) è pronto a renderne pubblica l’inconsistenza e la totale incapacità politica (se ancora ve ne fosse bisogno).

Non è uno scontro tra due visioni politiche diverse. No, è il confronto tra due desideri di potere diversi.

Il primo, quello di Grillo, arguto, incisivo e deciso, messo in atto attraverso una figura seminascosta ma onnipresente; l’altro fatto dall’autorità che ama piacersi, dai riflettori e dall’immagine più che dai fatti: in sostanza quello che ha mostrato nel suo essere Premier. Unici tratti comuni: l’arroganza e la presunzione!

Due prospettive comunque non compatibili, considerato come per ambedue il fine è lo stesso: potere personale assoluto sul resto della ciurma, considerata poco meno di niente, ma orribilmente spaventata dalla possibilità di perdere quello scanno che assicura lo stipendio (e che stipendio!). Non dimentichiamo che molti degli attuali deputati e senatori del M5S, prima di essere eletti senza sforzo (ricordate quando sarebbe bastato essere nelle liste per fare il gran salto?) non potevano certo contare su professioni con prospettive d’introiti del genere.

Adesso siamo al bivio. O il movimento assumerà le sembianze del vincitore della tenzone (che anche in caso di eventuale accordo, ci sarà) oppure si dividerà in vari rivoli destinati a sparire nel tempo. In quest’ultimo caso, Grillo continuerà a lanciare editti e dare indicazioni e a urlare perdendo man mano forza e Conte cercherà di ritagliarsi uno spazio  in un micro partito personale (mahhhh) o ascoltando il canto delle sirene che dal Pd si sta già alzando. Anche se, a quel punto, sarebbe lo stesso Partito Democratico ad auto-annientarsi in un niente cosmico lontano anni luce dagli ideali di un tempo.

E il Paese? Ahhhh quello? Beh, i dettagli contano poco!

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