Napoli-Juve: niente paura, ci pensa Kalidou

diMaria Labanchi

Continua a volare alto in classifica il Napoli di Spalletti (primo a punteggio pieno), lasciando la Juventus a 1 punto dopo una partita in cui i gol sono stati perlopiù determinati da errori individuali. Ma, che sia stata fortuna o bravura, alla fine ha vinto la squadra che ci ha creduto di più, nonostante si sia lasciata spaventare dal vantaggio avversario arrivato dopo soli dieci minuti durante i quali gli azzurri avevano dominato il gioco.

Già a 20 secondi dal fischio d’inizio, infatti, Politano aveva provato a mettere in rete il pallone senza successo, e al primo errore partenopeo (soprattutto di Manolas che gli ha effettivamente servito un assist a pochi metri dalla porta) Morata non si è lasciato sfuggire l’occasione per recuperare terreno e segnare il gol del vantaggio. Tra vari altri tentativi da una parte e dall’altra e due ammonizioni (per Locatelli ed Elmas), il primo tempo si è chiuso con delle statistiche tutte a favore del Napoli malgrado lo svantaggio.

Ed è proprio per il giallo preso in precedenza che nella seconda frazione di gioco Spalletti ha deciso di mandare in campo Ounas al posto di Elmas; finalmente, a quasi un’ora dall’inizio del match, anche gli azzurri si sono sbloccati quando un tiro a giro di Insigne ribattuto da Szczesny è finito comunque alle sue spalle grazie a Politano. Sempre un errore, a pochi minuti dalla fine del match, ha permesso a Koulibaly di raddoppiare il punteggio partenopeo, riportando inevitabilmente alla mente quel gol all’89’ all’Allianz Stadium nel 2018, altra occasione in cui il giocatore senegalese ha permesso agli azzurri di portare a casa i tre punti con un’azione personale. Con questa rete, tra l’altro, la Juventus è diventata il “bersaglio” preferito del difensore, poiché quella bianconera è l’unica squadra di Serie A a cui ha segnato più di un gol.

Buon esordio anche per il neoacquisto Anguissa, risultato tra i migliori in campo sebbene abbia avuto pochissimo tempo per integrarsi al gruppo, tenendo presente anche la partenza per la nazionale del giocatore stesso e dei suoi altri compagni di squadra.

E nonostante si possa essere soddisfatti di come sia andata nel complesso, ancora una volta questa partita ha scoperto i punti deboli della squadra, rendendo evidente la necessità di ulteriori piccoli accorgimenti che potrebbero migliorare le prestazioni ma che certamente saranno rivisti nel corso delle partite. Dalla settimana prossima, infatti, si entrerà ancora di più nel vivo delle competizioni con l’inizio di Europa e Champions League: già giovedì prossimo gli azzurri si troveranno faccia a faccia con il Leicester, con un “nodo” amministrativo ancora da sciogliere e che riguarda non solo i partenopei, ma tutte le squadre che hanno giocatori provenienti dalle zone considerate “rosse” dal governo inglese ai quali potrebbe essere impedito di partire, anche se si attende ancora il verdetto finale dopo l’intervento della Uefa per chiedere delle deroghe.

A prescindere da come andrà a finire questa storia, resta il fatto che saranno le prossime partite a dire di più su dove questa squadra vuole arrivare, ma di sicuro il primo passo da fare è quello di restare coi piedi per terra perché, se da un lato qualcuno già inizia a parlare di scudetto, dall’altra invece bisogna tenere gli occhi ben aperti perché il pericolo è sempre dietro l’angolo, e basta veramente poco perché quanto costruito sino ad adesso crolli e faccia crollare anche quella fiducia che poco a poco gli azzurri stanno acquisendo. Questo però non vuol dire che non bisogna essere contenti per i risultati ottenuti, ma anzi proprio questi ultimi dovrebbero essere un incentivo a fare ancora meglio e puntare più alto di quanto si potesse sperare, sempre augurandosi che la voglia di vincere e l’entusiasmo rimangano così alti.

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