Leicester-Napoli: meno male che Osimhen c’è

di Maria Labanchi

È iniziato con un pareggio in terra inglese il cammino europeo del Napoli per questa nuova stagione, un risultato che in realtà non rende giustizia alla prestazione degli azzurri che avrebbero potuto concretizzare molto di più rispetto alle possibilità che hanno avuto.

Nonostante dei primi minuti abbastanza promettenti, infatti, lo svantaggio è arrivato quasi subito con una rete di Ayoze Perez. Ma i partenopei non hanno mollato e sono arrivati sotto la porta avversaria diverse volte, anche se per un motivo o un altro non hanno finalizzato nessuno dei 15 tiri totali della prima frazione di gioco.

Pur predominando anche all’inizio del secondo tempo, la rete del raddoppio dei padroni di casa non ha tardato ad arrivare, e sebbene quella di Daka sia stata annullata dal Var per fuorigioco, la seconda (di Barnes) non ha avuto invece lo stesso esito. Neanche in questo caso, però, gli azzurri si sono dati per vinti, e a quel punto tutti i riflettori si sono puntati su Osimhen che finalmente ha cominciato a tirar fuori la sua vera grinta, superando l’estremo difensore degli inglesi prima con un pallonetto e poi schiacciando il pallone in rete con la testa, il tutto nel giro di circa venti minuti. E per un momento pareva che l’intenzione degli azzurri fosse proprio quella di ribaltare completamente le sorti della partita, accelerando decisamente i ritmi soprattutto nei minuti di recupero, in cui hanno avuto anche il vantaggio di giocare in maggioranza numerica per l’espulsione di Ndidi. Alla fine, però, i partenopei hanno potuto solamente “accontentarsi” di un pareggio, un risultato che in realtà è abbastanza positivo tenendo presente la trasferta e le assenze di alcuni giocatori, ma che lo diventa meno considerando quanto è stato fatto e quanto gli sforzi compiuti non siano poi stati completamente ripagati.

Anche se, almeno sulla carta, le due squadre sfidatesi ieri sono le favorite del gruppo C, non bisogna mai sottovalutare quelli che saranno i prossimi avversari (Spartak Mosca e Legia Varsavia), perché da quest’anno accederanno direttamente alla fase successiva della competizione solo le squadre prime classificate di ogni girone, mentre le seconde dovranno sfidarsi contro le eliminate dalla Champions, appesantendo ulteriormente dei calendari già troppo pieni di impegni.

Nel frattempo però è necessario anche fare tesoro di quanto appreso nel corso del match, a partire dal fatto che è assolutamente vietato concedere spazio agli avversari, soprattutto se questo avviene durante una partita praticamente dominata e proprio nel momento in cui la squadra si è permessa un calo a livello fisico. E sebbene, come ribadito da Koulibaly nell’intervista post partita, probabilmente il Napoli di due o tre anni fa avrebbe perso questa sfida, l’importante è non accontentarsi e continuare ad avere quella fame di gol e vittoria che fino ad adesso hanno portato a ribaltare anche i risultati che sembravano più difficili da cambiare.

In sintesi, quella di ieri per gli azzurri è stata una buona prova, anche se non tutti ne sono stati all’altezza, e forse proprio questo non gli ha consentito di portare a casa una vittoria che certamente avrebbe dato quella spinta in più alla classifica del girone. Ma già non aver mollato fino alla fine della partita vuol dire tanto per una squadra che, almeno fino a qualche mese fa, subiva fin troppo la pressione dello svantaggio, quasi come se avesse paura di compiere altri passi falsi e quindi non riuscendo, il più delle volte, a tentare almeno il pareggio.

Insomma, lavoro da fare ne rimane comunque, ma i presupposti sembrano buoni per provare a portare avanti un’ottima stagione in tutte le competizioni. L’essenziale però è che tutti continuino a collaborare per la realizzazione degli obiettivi comuni, poiché non sempre si potrà fare affidamento sulla prestazione dei singoli.

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