Udinese-Napoli: vincere e convincere

diMaria Labanchi

Quarta vittoria su quattro per gli azzurri guidati da Spalletti, usciti trionfatori da una sfida un po’ meno ostica rispetto alle precedenti ma comunque con la stessa voglia di vincere ed essere “padroni del proprio destino”. Un successo che tra l’altro gli ha consentito, alla fine di questa giornata di campionato, di rimanere da soli in vetta alla classifica, ancora a punteggio pieno e staccati di ben due punti dalle milanesi seconde.

Sebbene nei primi minuti del match i padroni di casa abbiano cercato di contrastare gli attacchi avversari, la volontà di questi ultimi di andare a segno è stata più forte e al 25’ un pallonetto di Insigne spinto in rete da Osimhen gli ha permesso di andare in vantaggio. E da questo momento in poi è prevalso lo strapotere azzurro, con i partenopei che hanno raddoppiato il vantaggio dopo dieci minuti grazie a Rrahmani di testa.

Nella ripresa invece è stato Koulibaly, che prima aveva fornito l’assist al compagno di reparto, a segnare la rete dello 0-3 e il secondo gol consecutivo dopo quello della gara contro la Juventus. Ma piuttosto che fermarsi o abbassare i ritmi, i partenopei hanno continuato a tenere sotto pressione i friulani cercando ancora la rete e trovandola per la quarta ed ultima volta con un destro di Lozano all’84’, che ha definitivamente spento le speranze dell’Udinese (nonostante un tiro in porta di Pussetto che per un attimo ha impensierito Ospina) e rafforzato ancora di più la convinzione dei partenopei, rimasta sempre identica per tutto il corso della partita, una nota molto positiva rispetto a quanto accadeva in passato e che probabilmente è già diventata il “marchio di fabbrica” di Spalletti, quasi fosse un segno tangibile del carattere e della personalità dell’allenatore stesso, che nella consueta intervista post partita ci ha tenuto a ribadire che nonostante la classifica favorevole è necessario rimanere coi piedi per terra perché ci sono altre squadre forti.

Ed in effetti il cammino è ancora lungo ed è troppo presto per crearsi delle illusioni, ma di certo mettere delle buone basi adesso potrebbe senz’altro significare che i margini di miglioramento sono ancora ampi. E forse la prova del nove sulla resistenza di questo gruppo sarà il piccolo “tour de force” iniziato già con la sfida contro il Leicester di giovedì scorso che li vedrà coinvolti in una partita ogni tre giorni, tra campionato ed Europa League, prima della pausa nazionali. Se gli azzurri saranno ancora in grado di mantenere il ritmo, questo vorrà inevitabilmente dire che stavolta le cose sono cambiate davvero, a partire dalla mentalità, un problema di non poco conto per questa squadra che negli ultimi anni ha sempre subito troppo il peso delle aspettative esterne e se ne è forse creata molte anche dall’interno, perdendo così la concentrazione sugli obiettivi nel breve periodo e di conseguenza la possibilità di ambire a dei traguardi più importanti.

Ed è ormai evidente che il problema fondamentale dovesse essere questo, visto che la gran parte dell’organico a disposizione è rimasta invariata. Forse si trattava solamente di credere di più nei propri mezzi, di convincersi di non essere inferiore a nessuno e che ogni partita, anche quella che può sembrare un ostacolo insormontabile, in un modo o nell’altro può avere un risultato positivo. Come Spalletti sia riuscito a compiere questa radicale trasformazione nel giro di pochi mesi probabilmente non lo sapremo mai:   l’importante però è che questo “incantesimo” abbia un lungo effetto e che non sia solo il frutto dell’entusiasmo di inizio stagione.

Insomma, se il gruppo ci crede, è inevitabile che prima o poi inizieranno a farlo anche i tifosi, e a questo punto, visto quanto il tecnico toscano ci tenga ogni volta a ribadire quanto sia fondamentale l’amore della città per la squadra, diventa imprescindibile non deluderli ancora.

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