Patto Italia: già pronta la lista dei partiti

di Raffaele Lauro

Non aveva ancora concluso il premier Draghi il suo intervento all’assemblea di Confindustria, con il rilancio di un ‘Patto per l’Italia’, finalizzato a sostenere e a irrobustire la ripresa economica,  ben oltre il previsto rimbalzo del Pil del 6%, a fine 2021, che si è scatenata la solita litania di richieste dei partiti della cosiddetta maggioranza,  quasi  fossimo alla vigilia di una consultazioni politica generale.

Tra chi ha rivendicato, come propria, l’idea di tornare alla concertazione politico-sociale del passato e chi si è limitato a presentare la propria ‘lista della spesa’ con le vecchie proposte identitarie, si è registrata un’incompatibilità assoluta, non solo finanziaria, dei contenuti proposti tra loro, nonché una distonia complessiva, rispetto alla rotta tracciata da Draghi e allo spirito unitario della sua azione di governo, che ha inteso rilanciare.

Unimpresa teme che questo richiamo, frainteso strumentalmente dai partiti della maggioranza, possa trasformarsi in una gabbia per il governo, nella quale consumarsi in estenuanti mediazioni, tra partiti, imprese e sindacati, a scapito della realizzazione delle riforme strutturali e dell’attuazione dei collegati progetti del Pnrr.

Progetti, tra l’altro, che, in alcuni comparti ministeriali, risultano in notevole ritardo, rispetto al cronoprogramma. Ritardi che, purtroppo,  potrebbero pregiudicare l’ulteriore erogazione dei fondi europei, legati al Recovery Fund, nonché alimentare, nell’ambito dell’Unione, questa volta a ragione, le censure sull’incapacità di spesa e sul mancato rispetto degli impegni assunti da parte del nostro paese. 

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