Napoli-Cagliari: lo show dei record

di Maria Labanchi

Centra il sesto bersaglio su sei il Napoli di Spalletti, che continua a macinare record su record e a mantenere “a debita distanza” in classifica rossoneri e nerazzurri. Un primo posto che in questo momento vale molto di più, poiché gli azzurri hanno anche la miglior difesa, la miglior differenza reti e la più alta media di possesso palla della Serie A.

Anche stavolta, in effetti, i partenopei hanno subito reso chiare le loro intenzioni con il “solito” gol di Osimhen dopo i primi dieci minuti, continuando ad attaccare la porta avversaria per tutto il primo tempo ma restando sullo stesso risultato nonostante il Cagliari sia rimasto quasi schiacciato nella propria area fino al duplice fischio dell’arbitro.

L’occasione per il raddoppio è scaturita da un fallo in area di Godin su Osimhen, che ha procurato un rigore ai padroni di casa messo in rete da Insigne. Altre grandi chance in questa seconda frazione di gioco sono state quelle di Zielinski ad Anguissa (ancora una volta uno dei migliori in campo). Negli ultimi istanti del match ritorno in campo anche per Demme, reduce da un infortunio durante le amichevoli estive che gli è costato lo stop per due mesi, anche se un recupero così veloce sembra essere davvero un ottimo segnale in vista dei prossimi impegni degli azzurri, soprattutto dopo la pausa nazionali. Oltre al centrocampista tedesco, anche Mertens è rientrato in panchina dopo una lunga assenza: pur se ancora non in campo per questo match, un altro attaccante a disposizione può essere una risorsa in più per un possibile turnover nei prossimi incontri contro Spartak Mosca e Fiorentina.

Sebbene i presupposti per esaltarsi ci siano tutti, questo gruppo sembra rimanere ancora ben saldo coi piedi per terra e la testa concentrata sui propri obiettivi, non permettendo a nessuno di arrestare la propria corsa: un evidente segno che le idee, per la prima volta dopo tanto tempo, sono chiare. Ed è importante che tanto i titolari quanto la panchina stiano tutti collaborando come una vera squadra dovrebbe fare, ritrovando la voglia di aiutarsi e sostenersi a vicenda, a prescindere da chi si trovi sotto la porta e quando. Anche se adesso gli azzurri iniziano ad essere “temuti” dalle altre squadre, non bisogna in alcun modo pensare che le cose saranno più facili, anzi proseguire ancora più spediti in questo percorso che già dagli esordi pare aver rivoluzionato completamente un gruppo che sembrava aver perso ogni certezza dopo quel famoso Verona-Napoli.

Quanto accaduto nell’ultimo mese dimostra quindi che la soluzione era semplice, e che buona parte dei risultati delle partite dipendono pure dall’atteggiamento con cui vengono affrontate. E anche se il tecnico toscano non vuole prendersi tutti i meriti di questi successi, è innegabile che il suo arrivo abbia influenzato in maniera positiva le dinamiche della squadra, rivitalizzando tanti giocatori che sembravano piuttosto “svogliati” e immotivati, probabilmente dandogli maggior fiducia e valorizzandoli già a partire dall’allenamento, cosa non scontata per dei ragazzi relativamente giovani e che hanno bisogno di essere continuamente stimolati da nuove sfide.

Pur se rimangono solo due partite per eguagliare il record del famoso campionato dei 91 punti (in cui i partenopei vinsero tutti i primi 8 match), per Spalletti il margine di miglioramento è ancora tanto; il tecnico toscano infatti, nonostante la sua squadra riceva lodi e complimenti in continuazione, sembra non averne mai abbastanza e andare alla ricerca della perfezione, forse raggiungibile nel breve termine, ma ciò che conta è che finalmente dopo tanto tempo il sostegno del pubblico sia convinto e che quest’ultimo riesca a divertirsi guardando una squadra che fino a questo momento ha regalato tante soddisfazioni, quasi a voler ripagare le altrettante delusioni arrivate negli ultimi anni.

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