NADEF: Governo prosegua con riforme

di Raffaele Lauro

Mentre i partiti della cosiddetta maggioranza continuano le loro inutili risse sulle candidature al Quirinale, senza neppure il consenso dei presunti candidati, a partire dal premier, Draghi prosegue nell’azione di governo con l’approvazione della Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (NADEF), nella quale sono state confermate importanti misure in favore delle micro, piccole e medie imprese.

Il miglioramento dei conti pubblici e delle prospettive di crescita, delineati nella NADEF, devono rappresentare un ulteriore stimolo, per il governo, a proseguire e migliorare la via riformatrice.

E, soprattutto, devono essere, in una fase ancora incerta, l’input a creare le condizioni ottimali per spendere al meglio le risorse in arrivo dall’Europa con il Recovery Fund, a partire dall’immediata definizione della governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Governance che deve prescindere dalle logiche spartitorie dei partiti, ma che, invece, deve essere delineata cercando fra i migliori esperti del Paese.

Alla politica spetta il fondamentale compito di vigilare che la cosiddetta messa a terra delle risorse finanziarie sia in linea con i tempi e con gli obiettivi prefissati nel Pnrr.

Napoli-Spartak Mosca: buona la partenza, ma…

di Maria Labanchi

Prima sconfitta stagionale (in una partita ufficiale) per il Napoli di Spalletti, che nonostante abbia combattuto per buona parte del match con il sostegno dei propri tifosi non è riuscito a mantenere l’iniziale vantaggio conquistato. Squadra cambiata di soli 4/11 rispetto alla sfida di domenica scorsa contro il Cagliari, con una sostituzione per reparto: tra i pali, Meret, Manolas per Rrahmani, Elmas per Anguissa e Petagna per Osimhen.

Ed è stato proprio Elmas a far partire in quarta i suoi; dopo 11 secondi, infatti, ha già messo in rete il pallone. Da questo momento in poi è stato tutto in discesa per i padroni di casa che hanno continuato ad attaccare i russi, almeno fin quando alla mezz’ora, dopo un’ammonizione e una revisione del Var, Mario Rui ha subito l’espulsione diretta per un intervento con il piede a martello. Ciò ha fatto sì che i russi, oltre ad avere un uomo in più, abbiano acquistato maggior sicurezza e cominciato a controbattere agli attacchi napoletani, accendendo la partita anche a livello di nervosismo. La prima “bomba” è però scoppiata quando il direttore di gara, per un fallo in area di Politano su Promes, ha fischiato un calcio di rigore scatenando delle proteste non proprio pacifiche tra gli azzurri che durante la review al Var si sono scontrati con gli avversari. Ed effettivamente il rigore è stato annullato, chiudendo così un primo tempo a tratti “infuocato” dopo diversi minuti di recupero.

Per la seconda frazione di gioco mister Spalletti ha deciso di mettere subito in campo forze più fresche (Osimhen e Anguissa), ma effettivamente l’inferiorità numerica ha cominciato a pesare di più sul rendimento della squadra; dopo circa 10 minuti, infatti, gli ospiti hanno pareggiato il conteggio delle reti, cui ha risposto Manolas al 67’ con un gol annullato per fuorigioco. Dopo questo tentativo fallito gli azzurri hanno iniziato ad andare in affanno, permettendo addirittura che lo Spartak ribaltasse l’iniziale svantaggio con i gol di Ignatov e Promes. Tra i due, c’è stata inoltre un’espulsione anche per gli ospiti, e quando tutto sembrava definitivamente perduto, a due minuti dalla fine del recupero, Osimhen ci ha creduto ancora cercando di accorciare le distanze, anche se il tempo era ormai troppo poco per cercare di andare oltre.

Questa sconfitta è tra l’altro costata agli azzurri la possibilità di conquistare il secondo posto, facendoli rimanere a 1 punto insieme al Leicester reduce da una sconfitta contro il Legia Varsavia capolista del girone.

Ciò che ha sicuramente condizionato questo Napoli che fino a tre giorni fa sembrava una “macchina perfetta” è stata sicuramente l’espulsione, che ha fatto venir meno uno degli ingranaggi necessari alla costruzione del gioco, soprattutto per l’assenza di un giocatore molto importante dal punto di vista del carisma. D’altro canto però c’è da considerare che almeno in un primo momento i partenopei hanno fatto quasi tutto ciò che potevano per cercare di assicurarsi un buon risultato allo scadere dei primi 45 minuti, ma poi hanno ceduto lasciando spazio ad una squadra che soprattutto inizialmente era parsa abbastanza in difficoltà. Se rammarico c’è stato (innanzitutto per la sconfitta davanti al proprio pubblico), la voglia di ripartire, come emerso dalla conferenza stampa post partita, è tanta, e sarà necessario pensare bene ai passi falsi compiuti ieri sera affinché non si ripetano più, visto che hanno condizionato in maniera notevole la classifica parziale.

Se da un lato tutto rimane aperto perché ci sono ancora 4 partite da disputare, dall’altro sarebbe meglio assicurarsi una qualificazione quanto prima per evitare i classici finali al cardiopalma che di solito non portano mai a nulla di buono per questa squadra, cercando pure di non farsi prendere troppo dal nervosismo che spesso non lascia che gli azzurri si esprimano al meglio.

Viene inoltre da chiedersi come mai questo gruppo (che fondamentalmente è sempre lo stesso) imbattuto in campionato finora non sia riuscito a fare altrettanto bene anche in campo internazionale: forse il livello sarà un po’ più alto, ma le squadre affrontate in queste due partite non sono sembrate degli ostacoli insormontabili. Allora perché i partenopei paiono maggiormente sotto pressione? Riusciranno, nel corso delle prossime partite, a gestire meglio la tensione? Lavoro da fare ce n’è, ma tempo pure, per preparare la prossima sfida contro il Legia Varsavia (prevista per il 21 ottobre). Intanto testa alla Fiorentina.