Elezioni: vince la scarsa credibilità del ceto politico

di Raffaele Lauro

Al di lá delle solite, stucchevoli e prevedibili rivendicazioni di (false) vittorie dei partiti della cosiddetta maggioranza di unità nazionale e delle opposizioni, i risultati di questo turno di elezioni amministrative e regionali parziali 2021, con la chiamata alle urne di 12 milioni di cittadini, confermano la poca credibilità dell’intero ceto politico italiano, l’inconsistenza o, meglio, la nullità delle proposte di governo locale,  e la precarietà irrisolta delle coalizioni obbligate di centro destra e di centro sinistra, che sta alimentando la fragilità delle stesse istituzioni democratiche.

L’astensionismo risulta, purtroppo, il vero vincitore di questa competizione, dovuto anche alla mediocre qualità delle candidature, frutto di scelte di compromesso, talora del tutto slegate dai territori da amministrare. Unimpresa paventa che le inevitabili ricadute negative che si manifesteranno, nelle prossime settimane,  all’interno dei partiti della maggioranza, peraltro già lacerati da sussulti e irriducibili conflitti interni, possano  paralizzare l’azione del Governo Draghi in una fase delicatissima: dal contenimento definitivo della pandemia al sostegno alla ripresa economica, dal varo delle altre riforme strutturali alla realizzazione dei progetti, collegati al Recovery Plan. 

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