Amministrative, il vincitore è l’astensionismo

di Ettore Bertolini*

Il dato di questa tornata elettorale è chiaro: perdono tutti i partiti, punito il trasformismo di Lega e M5S

A pensare che le elezioni amministrative sono quei ‘ludi cartacei’ che hanno la più alta percentuale di votanti. Eppure gli elettori hanno preferito disertare le urne. Il messaggio è chiaro: più del 50% degli aventi diritto al voto non crede più nei partiti, soprattutto a quelli rappresentati in Parlamento. Il dato politico è significativo: la maggioranza è rappresentata dall’astensione.

Per cui, le alchimie dialettiche di un tempo secondo cui tutti potevano vantare dei successi elettorali, questa volta non sono più sostenibili. Infatti, nessun partito può dichiararsi vincitore. Sono tutti perdenti.

Chi ha votato ha severamente punito ogni forma di trasformismo. Al contempo, cresce in maniera costante la distanza del Paese reale da quello legale. Diminuisce sensibilmente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Stessa cosa per il governo. Viene sensibilmente meno in ogni ambito politico la credibilità, l’autorevolezza e l’affidabilità dei partiti, percepiti dagli astenuti assolutamente lontani dalle loro necessità.  Tra l’altro, la tornata elettorale era di quelle importanti. Si votava in molti comuni fra i quali: Roma, Milano, Napoli, Bologna, Trieste, Salerno, Latina, Pordenone, Isernia, Caserta, Benevento e Varese. Nella regione Calabria e in due seggi elettorali uninominali.

Erano più di 12.000.000 gli aventi diritto al voto. Quindi, si era di fronte ad una prova politica molto significativa. Alla luce di questi risultati, gli oltre 6.000.000 dei non votanti – che lo ribadiamo sono la maggioranza – rappresentano un monito anche sulla forma di governo da adottare e mettono in crisi la democrazia parlamentare perché la maggioranza non si sente più rappresentata dai partiti tradizionali.

Non può altresì sfuggire la trasformazione in atto per cui democrazia significa governo del popolo, ossia che il sistema di governo è determinato dalla volontà popolare. La maggioranza del consenso che i partiti non hanno più, mentre gli astenuti sono diventati la maggioranza. Sicuramente si cercherà di sminuire od oscurare questa verità: vince l’astensione, perdono tutti i partiti.

Una cosa è certa, la struttura dello Stato e il modo di fare politica dei partiti vanno, prima possibile, cambiati. Così come non va trascurato un altro sintomo che vede una numerosa parte degli italiani dare vita ad un movimento eterogeneo e trasversale che si sta ritrovando unito a difesa di alcuni valori. Ciò avviene anche superando gli steccati. Assistiamo ad un popolo che si mobilita, manifesta assieme per reclamare la libertà e lotta civilmente per  la democrazia partecipativa. Un popolo che difende la Costituzione. Un fronte del dissenso che va ascoltato, esimio Presidente Mattarella.  Non fosse altro perché l’articolo 87 della Costituzione è chiaro e ci ricorda che il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Perché Il Presidente deve esercitare le sue funzioni con imparzialità e terzietà.

*Direttore di Agenzia Stampa Italia

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