Scuola: solo chiacchiere mentre i problemi restano

Forte denuncia del Segretario Nazionale dell’UGL Scuola che sottolinea come alle tante parole non sono seguiti i fatti, mentre i docenti rimangono tra i peggio pagati in Europa e il turn over continua a rimanere una chimera.

L’UGL Scuola, naturalmente attenta alle azioni messe in campo per risolvere i problemi e indirizzarsi verso quella svolta a cui il Ministro Bianchi fece cenno all’inizio del suo mandato, non può che trarre amare conclusioni a distanza di tempo e ad anno scolastico avviato.

“Doveva essere l’anno del cambiamento, sia per le problematiche derivanti dal Covid che per quelle messe drammaticamente in evidenza proprio dal Sars-Cov2 e invece ci troviamo al cospetto dell’ennesimo “bla bla bla” privo di sostanza e di fatti”.

Questa la considerazione espressa, senza mezzi termini, dal Segretario Nazionale dell’UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, che non lesina critiche ad un’azione governativa improntata su “ritornelli già conosciuti”.

“Certo, – continua il Segretario – si tratta proprio del solito ritornello che lascia immaginare imponenti interventi per poi perdersi nel nulla. In altre parole ci troviamo al cospetto della solita montagna che partorisce il topolino. Se analizziamo quanto sinora messo in cantiere ci accorgiamo come nessun problema strutturale della scuola è, non dico risolto, ma nemmeno in prospettiva di definizione. Invece di dilettarsi ad immaginare nuove didattiche in modo vago e approssimativo, il Ministro Bianchi non sfugga al confronto da noi più volte richiesto sui temi più scottanti: edilizia scolastica, urgenti misure per limitare il numero degli studenti per classe, interventi per migliorare la qualità dell’aria nei plessi, ricerca di soluzioni rapide per i problemi quotidiani e “Piano d’Interventi” per il futuro”.

In pratica, ancora una volta, l’UGL Scuola traccia con precisione le criticità presenti aggiungendo altri tasselli ad un puzzle che il Dicastero non riesce a definire.

“Sono tantissime – dice ancora Cuzzupi – le cattedre rimaste vuote a fronte di un bacino infinito di aspiranti preparati e specializzati in perenne attesa di essere inquadrati a tempo indeterminato. Gli stessi fondi che verranno stanziati nella legge di bilancio per prolungare i contratti del cosiddetto organico Covid, in un simile scenario, appaiono anacronistici e privi di prospettiva. Si ritarda, colpevolmente nell’individuazione dei posti vacanti relativi al personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario con grave pregiudizio verso la funzionalità dell’istituzione e la platea di studenti che vengono così privati delle necessarie risorse atte a rispondere alle normali esigenze”.

Sull’assenza di realismo, Ornella Cuzzupi è diretta “Non dimentichiamo che a fronte di un necessario ricambio generazionale, tra l’altro tanto sbandierato dal Governo, occorre prendere atto che si continua a penalizzare il comparto con leggi restrittive riguardanti i pensionamenti, in scadenza il prossimo 31 ottobre, limitando così l’uscita dal lavoro di tanti addetti che potrebbero dar vita ad un turn over utile e, aggiungerei, necessario. Tutto ciò mentre studi di settore evidenziano come i nostri docenti hanno le retribuzioni abbondantemente dietro la media europea, evidenziando come la stessa anzianità di servizio non corrisponde a un naturale adeguamento di stipendio. Il comparto è stanco e l’UGL Scuola sta valutando le azioni da intraprendere per smovere quest’assurdo e pericoloso immobilismo”. 

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