Sassuolo-Napoli: c’è mancato un pelo…

di Maria Labanchi

È finita sul risultato di 2-2 una complicatissima sfida per il Napoli di Spalletti su un campo, quello del Sassuolo, che ancora una volta si è dimostrato ostico per la squadra ospite nonostante quest’ultima abbia ricevuto dai tifosi  un enorme supporto.

In effetti, le cose all’inizio sembravano andare “come programmato”, ma poi è bastato un attimo affinché quanto di buono costruito andasse in frantumi, così come la possibilità di ottenere i 3 punti.

Già dall’inizio della prima frazione di gioco sembrava chiaro che l’obiettivo dei partenopei fosse quello di mantenere ancora staccato il Milan (tra l’altro protagonista di una sfida col Genoa nella stessa fascia oraria), ma un po’ per sfortuna un po’ per imprecisione il pallone non è riuscito a fare altro se non sfiorare la porta avversaria. Dal primo minuto del secondo tempo ingresso in campo anche per Elmas che ha sostituito un Insigne alle prese con dei problemi al polpaccio. Finalmente, dopo 5 minuti, Fabián Ruiz è riuscito a sbloccare il punteggio con il suo “classico” gol da fuori area. Replica del raddoppio affidata a Mertens, che di destro ha messo dentro un pallone per la terza partita consecutiva.

E forse è stato proprio qui che il Napoli ha iniziato un po’ a peccare dal punto di vista tattico, perché oltre alle sostituzioni proprio di Ruiz e Mertens (per Politano rientrato dallo stop per Covid e Petagna) ha abbassato i ritmi del gioco consentendo al Sassuolo di riaprire un discorso a cui invece sarebbe stato meglio mettere un punto fermo. Ma al 72’ Scamacca, uno degli elementi che avevano infastidito di più gli azzurri precedentemente nella gara, ha dato al Sassuolo l’opportunità di avvicinarsi al pareggio che in effetti è arrivato proprio nel momento in cui, dopo tanta difficoltà, si pensava di poter tagliare il traguardo portando a casa un’altra utile quanto sofferta vittoria. Invece la rete di Ferrari ha aperto un’ultima parte di partita in cui è successo l’impensabile, a partire dall’espulsione di Spalletti per proteste fino ad arrivare al clamoroso 3-2 del Sassuolo annullato da una revisione al Var. Tutto questo è accaduto pure dopo la sostituzione di Koulibaly, anche lui per un problema fisico per cui le previsioni dei tempi di recupero sono tutt’altro che confortanti.

Alla fine, gli azzurri si sono dovuti “accontentare” di un pareggio, anche se a giudicare da come si erano messe le cose sarebbe potuta andare molto peggio. Che questa quasi disfatta sia arrivata dopo le varie sostituzioni per infortunio è probabilmente solo una coincidenza, ma fatto sta che queste scelte del tecnico hanno completamente rivoluzionato l’andamento del gruppo fino a quel momento. E che i neroverdi fossero una delle squadre con cui gli azzurri avevano trovato maggiore difficoltà anche in passato è innegabile, ma quei due gol in cinque minuti avevano sicuramente riportato alla mente la performance di domenica scorsa contro la Lazio.

Forse è stato più un eccesso di fiducia a far credere che questo risultato potesse non andare bene, visto che i padroni di casa nonostante il doppio svantaggio hanno continuato ad attaccare ed il Napoli, più che difendersi, a cercare il terzo gol, rischiando forse un po’ più del dovuto. E da questo Sassuolo reduce da una vittoria contro il Milan forse un po’ c’era da aspettarselo: certo il pareggio è il minore dei mali (visto che i rossoneri sono ancora ad un punto di distanza e l’Inter a due), ma questo fa sì che le cose diventino di nuovo complicate, soprattutto tenendo in conto la sfida di sabato prossimo contro un’altra avversaria non proprio semplicissima da affrontare come l’Atalanta.

Nel frattempo però, oltre alla preoccupazione di perdere tre pedine fondamentali come Insigne, Koulibaly e Fabián (oltre agli altri già indisponibili), si aggiunge alla lista anche la squalifica di Spalletti per due giornate. Insomma, la partita di ieri ha mostrato che questa squadra, oltre a numerosi punti di forza, ne ha anche alcuni di debolezza che dovrà provare a non scoprire più durante le prossime sfide, soprattutto adesso che le due milanesi le stanno “col fiato sul collo”.

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