Covid: necessario assumersi responsabilità e decidere

Quello che più traspare in questi giorni è la confusione che regna su questo maledetto Covid e sulle sue stramaledette variazioni. Come premessa dico a chiare lettere che non intendo assolutamente discutere la necessità o meno di vaccinarsi, considerato come – al momento – questa appare l’arma più efficace per limitare i danni, ma certamente l’azione e le indicazioni che arrivano arrancando dal Governo Centrale non sono di quelle che determinano sicurezza.  

Infatti, pur ammettendo che correre dietro al virus non è cosa semplice, occorre dire che se ci fosse stata una presa di posizione più decisa su alcuni temi, con molta probabilità non saremo al punto in cui ci troviamo: più spaventati, con numeri di contagio elevatissimi, con prospettive di nebulosa evidenza e con un Paese che economicamente vacilla.

In primo luogo, se la vaccinazione, come affermato quotidianamente, serviva e serve ancora a frenare l’ondata del coronavirus (con tutte le sue mutazioni) ebbene per quale motivo non è stata resa o ancora non si rende obbligatoria per i maggiorenni? Immaginare scorciatoie di vario genere per tentare di arrivare allo stesso risultato non solo è stato inutile ma persino controproducente e spesso irritante.

Chi ha seguito ogni indicazione, chi è stato ligio a quanto si richiedeva senza frapporre alibi o motivazioni, chi ha creduto (e ancora crede) di poter difendere e difendersi dal virus con una due, tre inoculazioni vaccinali… oggi rischia di trovarsi allo stesso, medesimo livello di coloro i quali, invece, hanno ritenuto di non adoperarsi in tal senso. Risultato? Caos generale e scontro tra poveri! Un qualcosa che definire da dementi è forse cosa molto gentile.

E allora, caro presidente del Consiglio e cari quelcherimanedellapolitica, prendete atto che ci troviamo al cospetto di un Paese che sta boccheggiando e sotto i colpi di Omicron e della vostra indecisione rischia di annegare in un pantano di luccicante miseria e demenziali emergenze. Si dia un senso all’agire. E freghiamocene se in altri Paesi fanno qualcosa di diverso, si abbia il coraggio di superare il tanto vituperato, ma messo sempre in atto, equilibrismo pseudo-politico e si diano poche e chiare indicazioni anche obbligatorie sul da farsi.

Se questo non dovesse essere, a breve, ci troveremo travolti da una marea terribile di paura mista a rabbia, insoddisfazione e crisi sociale. E a quel punto, Europa o non Europa, vaccino o non vaccino, Green Pass o non Green Pass, gli augelli amari saranno tutti nostri…

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