Virzì (Ugl): cinema, dalla Sicilia un po’ d’ossigeno

“Una boccata d’ossigeno per i gestori dei Cinema, accogliamo con positività la notizia delle risorse stanziate in Finanziaria, sono  5 milioni destinati dalla Regione Siciliana ai Comuni  siciliani per restaurare ed ammodernare le sale cinematografiche in Sicilia”.A dichiararlo è il Segretario Regionale dell’Ugl Creativi Sicilia, Filippo Virzì.“Le sale cinematografiche sono luoghi di bellezza  e aggregazione – sostiene  Virzì – dove il cinema si manifesta agli spettatori nella sua dimensione ideale, pertanto bisogna investire sempre più per il rilancio delle stesse”.

Discriminazioni: un Osservatorio per la scuola

L’UGL istituisce l’Osservatorio per le discriminazioni di genere nella scuola.

Il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, al termine dei lavori del convegno “8 marzo: noi donne, la vita e il lavoro. La fragilità di esser forti” organizzato da UGL Scuola, ha lanciato la proposta, accolta con estremo favore, di farne diventare appuntamento annuale e un Osservatorio per le discriminazioni di genere nel comparto e a danno dei giovani nell’ambito del privato.

Abbiamo voluto affrontare il tema “lavoro-donna” in maniera non retorica ma diretta e vera. Il comparto scuola, considerato l’alto numero di presenze femminili tra personale e alunni, è una cartina tornasole di primaria importanza, dove le problematiche sono meno appariscenti, ma possono rivelarsi sintomatiche di fenomeni di più ampio respiro sociale. La partecipazione, gli interventi e soprattutto l’interesse – continua il Segretario Cuzzupi – che ha suscitato il convegno ci ha portato a proporre di farne un Osservatorio annuale. E quale data può mai essere più indicata se non quella dell’8 marzo?

La proposta, accolta con particolare entusiasmo tra i partecipanti al webinar è stata completata dallo stesso Segretario Nazionale con l’idea di istituire, nei prossimi mesi, una Commissione interna alla Federazione Nazionale UGL Scuola che sia delegata all’analisi delle problematiche, alla valutazione delle discriminazioni presenti nel settore ponendo una particolare attenzione ai rischi più striscianti e subdoli nei quali possono incorrere i giovani anche alla luce delle moderne tecnologie e delle problematiche derivanti dalla pandemia.

Un impegno notevole, che costituirà nel prossimo appuntamento di “Noi donne, la vita e il lavoro” previsto per l’8 marzo 2022 il fulcro dell’analisi, degli eventuali suggerimenti e, laddove necessario, delle denunce da presentare. Non dimentichiamo mai – afferma Ornella Cuzzupi – che una donna che lotta per sé stessa, lotta per avere un mondo migliore”.

Scuola, il coraggio di una nuova architettura

Ornella Cuzzupi (UGL), da sempre in prima fila per la costruzione di una scuola moderna proiettata al futuro, prospetta un’istituzione scolastica pienamente funzionale al lavoro dei docenti e che affronti le criticità esistenti con forza, determinazione e senza pregiudizi.

Mentre l’emergenza da covid19 continua, la scuola è ancora presa da mille perplessità, paure e indecisioni. Eppure un Paese che deve puntare a ricostruire il proprio tessuto economico e sociale dopo la sventura della pandemia, non può sottovalutare l’importanza della fucina che forgia i cittadini del domani. Su questo tema, Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Scuola, propone di definire il da fare in termini chiari e tempi rapidi.

Quello che è stato nei mesi scorsi è un qualcosa da lasciare al più presto alle spalle, adesso occorre guardare al futuro avendo ben chiari obiettivi e metodologie da perseguire. La scuola non può sostenere oltre l’indecisione e il ballo delle responsabilità, necessita di meno politichese e più concretezza”.

La dichiarazione di Cuzzupi è di quelle che non lasciano dubbi ma puntano a indicare un percorso preciso sul quale incamminarsi. “Abbiamo accolto con molto piacere l’idea di una “scuola nuova” lanciata dopo poche ore dalla sua nomina dal Ministro Bianchi. Ora, però, è il tempo che questa definizione acquisisca valore e si riempia di significato. La “scuola nuova” non può, ne deve, rimanere un contenitore confuso, necessita semplificare al massimo i processi e disegnare una nuova e moderna architettura che funga da sostegno per i prossimi anni. Questo vale – continua Cuzzupi – per le assunzioni del personale docente che, a questo punto non può prescindere dal prendere in esame un modo diverso d’assorbire i precari che da anni sostengono la didattica, così come non può sottrarsi dalla necessità d’affrontare, una volta per tutte, le esigenze strumentali della scuola e i vuoti, spaventosi, di organico in tutti i settori. Si abbia il coraggio di metter mano in maniera completamente diversa a queste urgenze e, considerata la situazione d’emergenza, agire di conseguenza”.

L’auspicio – afferma il Segretario Nazionale UGL Scuola – è quello di un superamento degli steccati dettati da alchimie spesso discutibili e considerare la possibilità di un confronto vero che abbia un preciso termine temporale, dopodiché occorre agire. Lo stesso recupero di eventuali vuoti d’apprendimento non può essere generalizzato, ma occorre, come da noi già più volte detto e dove non sia stata utilizzata la didattica a distanza, lasciarne possibilità e valutazioni ai locali collegi dei docenti che meglio di tutti conoscono le situazioni territoriali. Lo ripeto, le recinzioni ideologiche sono deleterie, servono idee e proposte da considerare senza pregiudizi e preconcetti. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo e ci aspettiamo un nuovo indirizzo da parte di questo esecutivo”.                                  

Virzì (Ugl): Solidarietà ai lavoratori circensi

“Uomini,  mezzi e macchinari bloccati nelle aree di sosta in tutta Italia, è  una situazione insostenibile.

La sopravvivenza del mondo circense si basa sul tempo, più tempo passerà per la riapertura dei circhi meno possibilità ci saranno di ripresa”.

E’ il grido d’allarme lanciato dal Responsabile dell’Ugl creativi di Palermo, Filippo Virzì.

“Uno scenario impietoso, migliaia di famiglie in bilico, tantissimi artisti impossibilitati ad esibirsi, gli animali che devono essere necessariamente nutriti e curati a fronte di zero incassi,  un costo elevatissimo a dir poco insostenibile che sta creando un grave dissesto economico nel mondo circense che chiede di essere aiutato dal riconfermato Ministro Franceschini per una corretta ripartenza con adeguati indennizzi”.

E arrivò l’uomo del “tutto ciò che è necessario”

di Lorena Polidori.

La crisi politica più bizzarra dei nostri tempi alla fine ha tirato fuori dal cilindro l’uomo del “wathever it takes”

L’Italia è nel pieno di una crisi che si potrebbe definire decisamente “stravagante”. A distanza di giorni, settimane forse, oggi si riesce a comprendere il perché tutto questo abbia avuto origine: la  chiara e precisa intenzione del leader di Italia Viva, Matteo Renzi,  di mettere fine a quel Governo (con tanti limiti) che paradossalmente proprio lui stesso aveva creato e che allo stesso tempo, lo relegava in un angolo nell’incapacità di azione, gestione e poca forza.

Solitamente quando si aprono le crisi queste dovrebbero trovare una risoluzione a 360 gradi nel quadro politico, a quanto pare però, oggi, (sempre che Mario Draghi trovi la maggioranza in Parlamento ma sarà difficile il contrario), si risolve si, il problema Governo ma al  contempo, si apre come una sorta di vaso di pandora uno scenario politico che può precipitare e, come un effetto domino, creare una serie di reazioni a catena all’interno di quasi tutti i partiti che siano essi  di maggioranza o d’opposizione.

Si fa forte l’idea della nascita di quel tanto agognato centro moderato, liberale, riformista europeista di cui l’Italia ha veramente bisogno, collante, vaso comunicante con gli altri Stati Europei.

Draghi è una figura, una personalità d’indiscusso valore, riconosciuta a livello internazionale per le sue capacità e per la sua sobrietà ed è indiscutibile che sia lui l’uomo su cui molti rivolgono l’attenzione per  gestire le ingenti ed importanti risorse che arriveranno dall’Unione Europea. Risorse destinate alle nuove generazioni, per risollevare il Paese dall’alta percentuale di disoccupazione che (tra l’altro) peggiorerà nei mesi a venire quando si toglierà il divieto ai licenziamenti, per risollevare un PIL precipitato negli ultimi mesi.

Una figura capace soprattutto di gestire con autorevolezza la fase vaccinale e lo stato pandemico in cui ancora oggi è intrappolata la Nazione e il mondo intero e soprattutto capace di dialogare con l’Unione Europea.

Se quindi l’Italia si troverà con un “nuovo” governo a nome Draghi, che sia esso Governo di scopo o Governo tecnico, tutto ciò avviene solo e indiscutibilmente per mano del Presidente Mattarella, ed è il palesarsi dell’indiscutibile fallimento della politica dalle responsabilità plurime che non è riuscita a fare sintesi.   

E qui si arriva al nodo della questione.

In Italia non esistono più i partiti, in Italia esistono vere e proprie Organizzazioni Elettorali, guidate da leader che vivono di slogan per accaparrarsi quella percentuale di consenso che rincorrono giorno dopo giorno tra fasi ascensionali e discensionali sempre più rapide.

Leader politici che, in maniera sempre più nevrotica, per rincorrere la pancia degli italiani più che la loro testa, si trovano costretti ad emettere proclami che poi, puntualmente, sono costretti a disattendere perché si scontrano con quella che è la realtà. In sostanza mancano di un vero progetto politico, unico elemento che crea un vero e duraturo consenso.

Un Paese che – mai come oggi – si ritrova assoggettato a leader di partiti o movimenti sempre più personalistici che non esprimono più vera politica ma simpatie personali che producono di fatto un allontanamento sempre più marcato dalla democrazia e quindi dalle urne, dalle quali, siamo onesti, tutti rifuggono per ovvi motivi.

Rimboccarsi le maniche e ricominciare da una figura autorevole e ben presente a se stessa,  dovrebbe proprio essere il dogma da cui ripartire per guidare un paese sempre più allo sbando e con una crisi sociale sempre più vicina alla deflagrazione.

E questa figura ancora una volta non nasce dai partiti, crisi evidente di questi ultimi che non sono più in grado di esprimere una buona classe dirigente. È memoria nota a tutti che i maggiori governi autorevoli provengono dai tecnici e questo dovrebbe fare molto riflettere sulle modalità “tecniche e poco politiche” con cui si scelgono i nomi da inserire nelle liste all’interno dei partiti.

A Draghi spetta una pesante eredità proveniente da un Governo Conte 1 e Conte 2, esecutivi che hanno commesso tanti errori e danni. Altresì ci si augura che al “tecnico Draghi” prevalga “l’uomo Draghi” capace di mettere al primo posto la “sensibilità sociale” e dopo il “tecnicismo senza anima” per tutelare mercato, imprese e cittadini italiani in grande difficoltà.

Il pericoloso e penoso teatrino dell’assurdo

Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni è tra gli spettacoli più indecorosi e indegni a cui una Nazione può essere condannata. In un contesto drammatico, paragonabile solo all’immediato dopoguerra, la classe politica sta offrendo un quadro che definire pietoso è un complimento.

La maggioranza “inventata” da Renzi, “la cosa giallorossa” era già di per sé una trovata che, se non fosse stato per il fatto che le proprie incongruenze son ricadute, pesanti, sul Paese, apparirebbe persino comica. Una farsa scandita dai voti espressi dal M5S contro le stesse deliberazioni a cui aveva pesantemente contribuito nell’esecutivo precedente e continuata con la volontà egocentrica del Premier; quell’avvocato del popolo diventato nel frattempo il più burocrate dei burocrati cancellando l’autonomia del Parlamento a forza di confusi, sterili e spesso inefficaci DPCM.

E infine si è arrivati alle dimissioni e alla commedia dell’obbrobrio dell’oggi. Deputati e Senatori che, in barba ad ogni coerenza e buon gusto, cambiano casacca solo allo scopo di mantenere in vita una legislatura boccheggiante e pericolosa. Elementi pronti a formare una formazione di supporto a chi muove le fila del mercato. Il tutto sotto gli occhi di un Colle incapace di indirizzare il Paese verso quella che al momento parrebbe la soluzione più logica: un esecutivo di scopo per arrivare in breve tempo a ridare la parola agli elettori. Il Parlamento si è ormai trasformato in una sorta di mercato dove la trattativa è aperta, alla luce del sole e spettatori inermi assistono alla vendita dei propri beni. Ecco, questi sono ormai gli italiani. Spettatori inermi!

In un anelito di realismo e concretezza, occorrerebbe prendere atto che al momento non vi sono le condizioni per procedere alla formazione di un Governo che si basi su pilastri democraticamente validi. Le esternazioni fatte dopo il primo giro di consultazione ne sono la prova evidente. Tutto ciò che potrebbe nascere da un panorama del genere sarebbe dunque un artifizio la cui tenuta appare tanto debole da venir meno in un niente, su una qualsiasi decisione da assumere. E allora si ricomincerebbe, considerato anche il prossimo semestre bianco, a cercare astruse soluzioni per tirare avanti proprio nel momento in cui il Paese avrebbe necessità di certezze e soluzioni condivise. Un giochino pericoloso solo ed esclusivamente messo in atto per interessi politici e di poltrona che nulla hanno a che vedere con il bene della Nazione.

Di questo dovrebbe convincersi anche la figura a cui spetta, per Costituzione, il ruolo super partes e che rappresenta il senso dello Stato e della Nazione. Si, parliamo del Colle che non può continuare a dar seguito a questo penoso teatrino dell’assurdo.

 Non bastano gli equilibrismi costituzionali e le dialettiche politiche a giustificare la credibilità di operazioni di potere che puntano esclusivamente a mantenere lo stato delle cose. Qualunque Governo nasca con una maggioranza “inventata” solo per far numero, considerando anche le precedenti esperienze di legislatura, sarebbe il definitivo declino della credibilità politica e uno schiaffo alla democrazia. E l’Italia non merita questo!