Samp-Napoli, 3 punti per la rincorsa Champions

di Maria Labanchi

È tornato alla vittoria dopo la défaillance di mercoledì scorso contro la Juventus il Napoli di Gattuso, conquistando tre punti che sicuramente lo aiutano a rilanciarsi nella corsa alla Champions e che gli ridonano fiducia in vista del big match contro la capolista Inter di domenica prossima. Una partita con tante occasioni per gli azzurri, che ne hanno sprecate la maggior parte, riuscendo comunque a segnare due gol e a non subirne nessuno.

Dopo una prima mezz’ora spesa per la maggior parte nella metà campo dei padroni di casa senza riuscire a trovare la conclusione, finalmente al 35’ Fabian Ruiz, con un tiro da fuori area, ha sbloccato il risultato, mandando le squadre negli spogliatoi sullo 0-1. Unici veri “intoppi” della partita per i partenopei sono stati il pareggio di Thorsby, annullato dopo una revisione dell’azione al Var da parte del direttore di gara, che ha notato un fallo del giocatore blucerchiato su Koulibaly, e l’ammonizione qualche minuto dopo per Lozano, che già diffidato dovrà saltare la prossima partita. E finalmente, a dieci minuti (compresi i 6 di recupero) dal triplice fischio, è arrivato il raddoppio partenopeo di Osimhen su assist di Mertens.

Questa partita ha dunque confermato l’avvenuto cambiamento degli azzurri, che sono riusciti a non farsi abbattere da un risultato precedente, giocando in modo cinico nonostante la visibilità di alcuni limiti come le prestazioni non troppo brillanti di Insigne e Politano (sostituiti entrambi nel corso del secondo tempo). Pur non essendo perfetta dal punto di vista tecnico e tattico, infatti, questa sfida ha lasciato intendere che malgrado tutti gli ostacoli il Napoli c’è e vuole provare a tutti i costi a raggiungere il proprio obiettivo, anche se non è solo in questa corsa durante la quale nessuno pare voler mollare la presa. Con otto partite ancora da giocare, sicuramente il discorso è ancora aperto, ma è importante non “inciampare” più per assicurarsi un posto nella più ambita competizione europea, non solo per prestigio, ma anche per darsi quella spinta in più dal punto di vista economico, un fattore da non sottovalutare nella prospettiva del prossimo calciomercato estivo.

E se le voci dei diretti interessati continuano a non farsi sentire (causa silenzio stampa), vorrà dire che saranno solo i fatti sul campo a parlare, sperando che i partenopei non siano più costretti a rinunciare a nessun elemento del proprio organico e che, soprattutto, continuino a tenere alto il morale per vincere anche le partite più difficili, senza dare nulla per scontato, per dare la degna conclusione a questa “breve ma intensa” era Gattuso, fatta di tante soddisfazioni e altrettante delusioni, di errori ed incomprensioni, alti e bassi che hanno condizionato le prospettive di una squadra che, nel bene e nel male, in questo momento sta comunque riuscendo a portare avanti almeno uno dei progetti iniziali. Pur senza nessun altro scontro diretto in vista, è necessario quindi che gli azzurri continuino a mantenere il ritmo dell’ultimo mese per poter stare al passo con Juventus e Atalanta, le sue “avversarie” più dirette in questo momento, senza sottovalutare anche squadre come la Lazio, che seppur meno “minacciose” sono sempre pronte a sfruttare qualsiasi passo falso per poter avanzare.

Questo finale di stagione dunque si prospetta più avvincente e combattuto che mai, e dovranno essere solo le vittorie, prima ancora che il piazzamento in classifica, l’obiettivo su cui concentrarsi partita dopo partita. Ma è solo collaborando che questo proposito si potrà probabilmente realizzare.

Juve-Napoli: azzurri tutto fumo, niente arrosto

di Maria Labanchi.

Avrebbe potuto essere la partita della svolta, quella del decisivo sorpasso in chiave Champions, il recupero della (famosa) terza giornata giocato ieri all’Allianz Stadium contro una Juventus che nelle ultime partite aveva un po’ arrancato. E invece tutti gli sforzi sono stati vani per gli azzurri, che nonostante i numerosi tentativi di conquistare i tre punti e il terzo posto in classifica sono usciti sconfitti da una sfida le quali statistiche sono tutte a loro favore. Ma evidentemente per partite “sentite” come questa la matematica non basta, ci vuole sempre quel pizzico di cattiveria agonistica in più che proprio ieri sera è evidentemente mancato.

Già dal primo tempo è stata palese la voglia, o forse l’esigenza, di entrambe le squadre di voler mettere subito il pallone in rete, assicurandosi un vantaggio che in occasioni come questa non è mai scontato. Ed in effetti, a poco meno dal quarto d’ora di gioco, è giunto il primo dei due gol bianconeri con Cristiano Ronaldo che lasciato solo, faccia a faccia con Meret, non ha sbagliato. E tra rigori negati da una parte e dall’altra, i primi 45 minuti sono passati più che altro con gli azzurri che cercavano di difendersi, arrivando talvolta davanti la porta avversaria ma non riuscendo a concludere granché, pure per l’assenza mentale di giocatori che, almeno in teoria, avrebbero dovuto avere un ruolo chiave come Mertens e Lozano.

Nella seconda frazione di gioco i partenopei però hanno spinto molto di più, spesso costringendo i padroni di casa ad arretrare nella propria area e a rimanerci. Ma qualsiasi illusione di poter almeno puntare al pareggio è svanita quando al 73’ Dybala ha segnato la rete che ha “celebrato” il suo ritorno in campo dopo un’assenza di circa tre mesi. Un’ultima ma effimera speranza è stato il rigore scaturito da un fallo di Chiellini su Osimhen e messo a segno da Insigne, tra l’altro il primo gol del capitano azzurro nello stadio bianconero.

Malgrado il persistente silenzio stampa della società, il patron azzurro De Laurentiis ha comunque tenuto a commentare la sconfitta e a complimentarsi con i suoi giocatori, un po’ come se volesse compensare la mancanza di interviste e conferenze nel post gara. Ma è chiaro che resta l’amaro in bocca per un risultato che tutto sommato avrebbe potuto sicuramente essere migliore, se ci si fosse impegnati di più. Anche se la zona Champions è a soli due punti di distanza e gli azzurri non sono parsi particolarmente abbattuti dopo questo risultato, c’è da considerare che rimangono ancora nove partite al termine del campionato, in cui i partenopei dovranno veramente tentare il tutto per tutto per non lasciarsi scappare nemmeno un punto, mettendo in conto anche i tre big match consecutivi contro Inter, Lazio e Torino. 

Nel frattempo però è necessario che questa sconfitta diventi un punto da cui ripartire, che serva a capire chi merita davvero il posto da titolare e chi no, poiché è evidente che non c’è più spazio per chi in campo non vuole lottare ma riposare. Il fatto che ci si stia approssimando alla fine della stagione, infatti, non vuol necessariamente dire che chi ha intenzione di cambiare aria debba distrarsi più del dovuto, magari togliendo il posto a chi lo meriterebbe di più in quel momento. E, seppur anche l’allenatore abbia le sue colpe, non gli si può addossare più di quanto necessario, perché come si vince insieme ci si perde anche, e la squadra è sempre la stessa. Ad ogni modo bisogna guardare avanti a testa alta, perché, come scritto anche da Osimhen nel suo ultimo post su Instagram, mancano ancora nove “finali” da giocare.

Napoli-Crotone: difesa horror, attacco da favola

di Maria Labanchi.

Sembrava una partita facile, ma in effetti la sfida di questo pomeriggio allo stadio Maradona ha dato del filo da torcere al Napoli di Gattuso che, nonostante una doppia rimonta da parte degli avversari crotonesi, è riuscito “per un pelo” a strappargli la vittoria. Una partita che dopo diversi mesi ha visto il ritorno da titolare di Osimhen, affiancato da Insigne e Mertens, un ritrovato tridente che fin da subito ha dato i suoi frutti. Meno bene invece per la difesa che, in assenza di Koulibaly, ha dovuto fare i conti con una serie di errori che hanno concesso ben tre reti al Crotone, facendo andare (e a ragione) Gattuso su tutte le furie. Unica eccezione Di Lorenzo, che prima con un assist per Insigne al 19’, poi con una conclusione personale al 72’, ha in un certo senso “bilanciato” i pasticci dei suoi colleghi di reparto.

Pochi minuti dopo la prima rete, un’azione che ha riportato alla mente i “bei vecchi tempi” ha permesso al Napoli di raddoppiare il proprio vantaggio con il gol di Osimhen. Ma questo momento di spensieratezza è durato ben poco, perché al 25’ il Crotone ha già accorciato le distanze per la prima volta grazie a Simy. A “calmare gli animi” ci ha pensato Mertens, che con una superba punizione ha messo in difficoltà Cordaz, battendolo per la terza volta. La ripresa però è stata tutt’altro che felice, perché al 48’ Simy ha trovato la doppietta e poco più di 10 minuti dopo Messias ha messo in rete anche il gol dal pareggio. A far tirare un sospiro di sollievo (anche se, da qui alla fine, non c’è mai stato davvero un momento di tranquillità) è stato Di Lorenzo, che con il suo sinistro a giro ha permesso agli azzurri di portare a casa ancora tre punti e la terza vittoria consecutiva, fondamentale nell’ottica dello scontro diretto di mercoledì prossimo contro la Juventus e per la corsa al posto in Champions.

Nel frattempo i partenopei hanno pure recuperato altri due tasselli imprescindibili nel gruppo squadra come Lozano e Petagna, entrambi subentrati in campo nel secondo tempo, il primo dei quali ha dato fin da subito un grosso segnale della propria voglia di ritornare titolare. Questa partita dunque, pur con tutti i suoi nei, ha mostrato una caratteristica della squadra partenopea che negli ultimi mesi sembrava essere scomparsa nel nulla: quella capacità di riuscire a ripartire senza lasciarsi condizionare dal risultato nel corso della sfida, di prendere in mano la situazione anche quando non tutto sembra andare per il verso giusto. Che cosa sia mancato davvero a Gattuso e i suoi è difficile da dire, ma l’importante è che, nonostante questo perenne silenzio stampa, le cose si stiano sistemando anche a livello mentale e fisico. E a dimostrarlo è stato anche il premio di miglior giocatore del mese di marzo assegnato dalla Lega Serie A ad Insigne, proprio nel giorno in cui il capitano azzurro ha raggiunto Cavani nella classifica marcatori all time del Napoli (104 reti), motivato da testuali parole: “[…] eccelle nella scelta delle soluzioni di gioco ottimali e nella capacità di accelerare la manovra offensiva; praticamente non perde mai palla negli 1 contro 1 offensivi, saltando l’avversario nel 66% delle occasioni; completa con successo il 56% dei passaggi tentati ad altissimo coefficiente di difficoltà; da buon capitano dà il buon esempio ai compagni, contribuendo anche alla fase difensiva, in ogni partita percorre mediamente 11,5 km, e produce quasi 30 sprint”.

Insomma, un vero e proprio motivo di orgoglio per una squadra che gli ha dato tanto e a cui altrettanto tiene, nell’attesa che un giorno con questa possa scrivere la storia. E chissà che questo giorno non sia poi così tanto lontano…

Roma-Napoli: classifica chiama, Mertens risponde

di Maria Labanchi.

È di 2-0 per gli azzurri, ospiti all’Olimpico dei giallorossi della Roma, l’epilogo che ha reso perfettamente giustizia ai ragazzi di Gattuso, un risultato tanto sperato che gli ha permesso di scavalcare proprio i padroni di casa in classifica, rincorrendo Atalanta e Juventus, alla ricerca di un posto in Champions.

Un Napoli che fin da subito ha schiacciato gli avversari, ma ha trovato la finalizzazione solo al 27’, quando Zielinski, steso da Ibanez al limite dell’area, ha procurato un calcio di punizione e la conseguente occasione da gol che Mertens non ha sprecato. Pochi minuti ancora, e il belga ha addirittura “conquistato” non solo la doppietta (questa volta di testa), ma anche il 100° gol in Serie A.

Unico vero pericolo per gli azzurri è stato un palo colpito da Pellegrini al 61’, la sola chance con cui la Roma abbia davvero impensierito i partenopei che proprio in quel momento avevano perso il pallone, arrivando a concedere un po’ troppo. E nonostante qualche accenno di eccessivo nervosismo in campo, il Napoli è riuscito a portare a casa altri tre preziosissimi punti, pur dovendo rinunciare a Koulibaly (già diffidato, è stato ammonito al 78’) per la prossima sfida in casa di sabato 3 aprile contro il Crotone.

Azzurri che potranno quindi concedersi un po’ di riposo proprio in vista della pausa del campionato per le gare di qualificazione ai mondiali: tra le fila partenopee saranno infatti assenti in questa settimana, tra gli italiani convocati in nazionale, Meret, Di Lorenzo e Insigne. Escluso, a gran sorpresa, Politano, che nonostante l’ottima stagione disputata fino a questo punto, non è stato selezionato dal ct Mancini per le tre partite che si terranno nei prossimi giorni.

Ma, malgrado il persistente silenzio stampa della società, questa volta il presidente De Laurentiis ha voluto congratularsi pubblicamente con i suoi per questo secondo (su tre) successo consecutivo a porta inviolata, scrivendo un tweet di incoraggiamento per la squadra. Anche se ormai il rapporto con Gattuso sembra essersi definitivamente spezzato, cercare di tenere insieme questi pezzi che mano a mano sono stati persi lungo il tortuoso percorso del Napoli sembra essere una strategia che, almeno fino a questo punto, ha influito molto positivamente sul rendimento della squadra.

E da non sottovalutare è anche il fatto che in due partite tanto difficili quanto importanti gli azzurri siano riusciti a non subire gol e a mostrare il loro vero carattere, quello che da tempo gli si chiedeva di mostrare ma che, per tanti motivi, è rimasto nascosto per mesi, mettendo alla dura prova la squadra e chi in essa credeva. Ma adesso è importante che gli errori del passato non vengano più ripetuti, e magari, continuando a crederci, quell’obiettivo tanto desiderato potrà essere raggiunto a fine stagione.

 Se queste sono le premesse, non si può fare a meno di pensare che cercare di recuperare terreno in quest’ultima tranche di campionato non sia una possibilità così remota come appariva fino a qualche settimana fa. Ma c’è anche da dire che con una squadra tornata quasi tutta al completo (ieri sono tornati in campo anche Manolas e Lozano), a cui mancano ancora all’appello Petagna e Rrahmani per problemi alla coscia e Lobotka per tonsillite, oltre che Ghoulam per rottura del legamento crociato, gli azzurri hanno sicuramente quella marcia in più che per tanto tempo gli è mancata. Bisognerà quindi capire se questa pausa potrà aiutarli a rafforzarsi ancora di più e a recuperare questi ultimi importanti tasselli perché il gruppo sia al completo: ma, per il momento, non si può far altro che considerarsi soddisfatti di questa svolta così rasserenante, che ha riportato la tranquillità proprio laddove ce n’era un assoluto bisogno.

Milan-Napoli: vittoria tra polemiche e silenzi

Di Maria Labanchi.

Ha ripreso il suo cammino verso la vetta della classifica il Napoli di Gattuso che, con la vittoria di ieri sera a San Siro contro il Milan, ha mostrato quale sia la sua reale personalità e dove può arrivare, a patto che il suo percorso continui di questo passo. Tre punti d’oro per gli azzurri che adesso, con ancora Juventus-Napoli da recuperare (sfida ulteriormente posticipata al 7 aprile su richiesta di entrambe le società), sono saliti al quinto posto a pari punti con la Roma e a due punti dal quarto posto dell’Atalanta, quello che teoricamente gli consentirebbe l’accesso alla Champions League.

Nel primo tempo, i partenopei hanno reagito bene agli attacchi dei padroni di casa, mantenendo un certo equilibrio nel gioco che difatti ha fatto fatica a sbloccarsi pur con qualche tentativo da una parte e dall’altra, concludendosi sullo 0-0. A segnare il primo (ma anche ultimo) gol della partita è stato Politano, che al 49’ ha infilato un destro nell’angolo della porta difesa da Donnarumma. E qualche minuto dopo Fabián Ruiz ha tentato il raddoppio, ma questa volta il portiere rossonero non si è lasciato trovare impreparato. Al 69’ è arrivata un’ammonizione per Di Lorenzo per un fallo su Theo Hernandez: diffidato, salterà la sfida contro la Roma di domenica prossima. Lo stesso Hernandez è stato protagonista dell’azione più eclatante della partita, che anche dopo lo scadere dei 90 minuti ha fatto discutere a lungo nonostante la decisione presa dopo una Var review da parte del direttore di gara e il suo team, ossia un presunto fallo da parte di Bakayoko sul difensore francese e che, secondo alcuni e secondo la stessa panchina rossonera, sarebbe stato da rigore. Un episodio che sicuramente ha scatenato molta rabbia anche nel portiere Donnarumma, che a fine partita avrebbe inveito con rabbia contro gli avversari con un Milan che, negli ultimi minuti di recupero, si è anche ritrovato in 10 per un’espulsione di Rebic per proteste. E se da un lato i rossoneri non sono stati per nulla soddisfatti del risultato, dalla sponda partenopea continua imperterrito il silenzio stampa, un chiaro segno che la società vuole continuare a mantenere un basso profilo e restare concentrata sui propri obiettivi.

A fare la differenza in questa sfida è stata non solo la presenza di quasi tutti i titolari, ma anche delle ottime prestazioni come quella di Hysaj, che ha dato un grosso aiuto ai compagni, e dei “ritorni” in forma come quelli di Osimhen e lo stesso Fabián, che da qualche mese a questa parte non aveva dato il meglio di sé, forse anche a causa della contrazione del Covid. Ma certo è che non bisogna sedersi subito sugli allori, perché la corsa alla Champions è ancora apertissima e, finché questo campionato non sarà definitivamente concluso, non è mai detta l’ultima parola.

Sembra inoltre diventare chiaro che quelle di Gattuso non erano solo scuse, ma che effettivamente gli azzurri avevano bisogno di respirare per poter tornare quello che si era visto ad inizio stagione. È importante però che questi ultimi riescano a recuperare, nel proprio organico, elementi fondamentali come Lozano, un giocatore che certamente potrebbe dare una marcia in più in certi momenti di difficoltà. Senza ovviamente screditare chi in campo c’è già e cerca di dare il massimo per la squadra, ma sicuramente ciò non potrebbe far altro che tornare utile in tempi complicati come questi. Nel frattempo però bisogna cavalcare l’onda di questo entusiasmo e continuare a fare punti senza perdere troppo la concentrazione: solo così si potrà veramente salvare una stagione che, fino a qualche settimana fa, sembrava definitivamente compromessa.

Sport. A Palermo protesta degli operatori sportivi.

Virzì (Ugl): Fate sentire la vostra voce

Una nota di speranza arriva dal Governo Nazionale.

Sono pronta a sfidare i limiti. La storia li pone, gli uomini devono superarsi per generare altri ostacoli che puntualmente verranno abbattuti. E’ lo sport, come la vita”. Queste sono parole di Valentina Vezzali  (nella foto) passate alla storia  ex schermitrice, sei volte d’oro ai Giochi Olimpici, il nuovo sottosegretario con delega allo sport nominata dopo settimane di incertezza.

Il mondo dello sport è in ginocchio confidiamo molto nel neo Sottosegretario Valentina Vezzali, un alto profilo del mondo sportivo che ci fa ben sperare –  dichiara Filippo Virzì dell’Ugl Creativi  – il settore sportivo è in ginocchio con tutto l’indotto, la perdita di posti di lavoro è senza precedenti, credo sia giunto il momento di scendere in piazza per denunciare questa ingiustizia, operatori del settore fate sentire la vostra voce, la categoria va indennizzata a seguito della lunga chiusura ed adeguatamente supportata da un reale piano di rilancio”.