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Crisi ucraina: Siamo certi che sia tutto come appare?

15-05-2022 15:21

Redazione

Politica e Sindacato, Attualità, Guerra, Ucraina, Zelensky, Russia, Europa, Biden, Orsini, Naro,

Crisi ucraina: Siamo certi che sia tutto come appare?

Una lettura dei fatti, che ai più potrà risultare indigesta, ma che racchiude realismo e concretezza.

Una lettura dei fatti che ai più risulterà indigesta, ma che racchiude realismo e concretezza. Poi se la nostra decantata democrazia produce gli effetti che ha subito il prof. Orsini, qualche domanda, forse, sarebbe opportuno porsela.

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 Che l’invasione all’Ucraina sia qualcosa di disdicevole, abominevole e chi più ne ha più ne metta, è fuori discussione. Che Putin non sia il top della democrazia ma anzi possa essere paragonato a una sorta di dittatore può anche essere condivisibile. Che la Russia abbia una prospettiva politica che possa idealizzare la ricostruzione dell’impero sovietico è credibile, ma detto questo siamo certi che tutto sia come appare e come raccontano i nostri media e, soprattutto i leader politici occidentali?

Con questo non voglio avanzare dubbi basati sul nulla o, peggio ancora, basati sulla fiducia precostituita alla nazione moscovita. No, vorrei solo partire da alcune considerazioni strettamente legati a fatti concreti e a verità ineludibili, molte delle quali esposte da un professore della Luiss, Alessandro Orsini, prontamente cacciato dal suo ruolo di Direttore dell’Osservatorio Internazionale dello stesso Ateneo.

Un fatto quantomeno singolare per un personaggio che sino a poche settimane fa andava bene a tutti e che dopo aver esternato alcune considerazioni non solo è stato estromesso dal ruolo ma addirittura l’ENI ha ritirato la propria collaborazione con la struttura di cui era responsabile provocandone, di fatto, la chiusura. Ah, dimenticavo a questo si aggiunga anche che una firma, a mio avviso non eccellente per equilibrio e realismo, come Furio Colombo ha lasciato il giornale dove scriveva solo per non condividere pagine insieme al defenestrato direttore Orsini.

Una prova di democrazia e libertà di parola assolutamente unica!

Ma cosa ha detto di tanto orribile Alessandro Orsini? Qual è la colpa che ha provocato il sigillo dell’ignominia?

Ha semplicemente esposto le vicende secondo una logica realista e senza ipocrisia. In poche parole ha messo in fila una serie d’eventi che vanno dalle continue prove di forza messe in atto dalla Nato ai confini russi (con esercitazioni più simili a prove di guerra che a collaborazioni tra paesi) sino al lento ma costante accerchiamento NATO ai danni della Russia  (in modo da racchiuderla in un perimetro angusto azzerando, in pratica, ogni equilibrio) per arrivare, infine, alla considerazione del fallimento politico (solo?) di un’Europa troppo asservita a interessi oltreoceano per accorgersi come da tempo fosse accesa la miccia di un conflitto da segnali che arrivavano dalla questione Dombass e dall’insofferenza russa per quel che accadeva.

Altra grande bestemmia è stata quella di considerare un errore inviare le armi all’Ucraina in quanto questo non produrrebbe null’altro che una difficoltà a sedersi al tavolo delle trattative (oltre a rimpinguare il portafogli di chi le armi le vende… ma questo è un altro capitolo!).

Ecco, questi i fatti. E tutto si può dire tranne che la visione del professor Orsini sia sconsiderata. Tra l’altro non dimentichiamo che ancora oggi, il leader del paese che maggiormente sta soffrendo il conflitto, continua a incitare il mondo affinché la guerra diventi globale, girovagando il mondo in lungo e in largo grazie ai social e alle comparsate parlamentari e alla massima disponibilità occidentale.

In fondo sa bene, l’attore Zelensky che senza l’appoggio indiretto degli Stati Uniti e concreto della Nato e dell’Europa non potrà mantenere a lungo il possesso della sua poltrona, e perderla potrebbe aprire uno squarcio su situazioni che andrebbero riviste con attenzione.

Cosa auspicare allora? Che l’intelligenza e, soprattutto, l’autonomia politica dell’Europa, possa condizionare le prossime mosse. Fermare ogni aiuto all’Ucraina in cambio di un negoziato serio alla presenza di osservatori condivisi tra le parti. Questo servirebbe ben più di un invio di armi che può solo portare a inasprire ulteriormente gli animi, ad aumentare il numero delle vittime e a creare un solco d’odio al cui paragone il periodo della guerra fredda apparirà agli storici come uno scherzo da ragazzi.

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