Studio della musica a scuola, in che modo può influire sulla formazione dei giovani?

Nella scuola contemporanea, purtroppo, la musica viene spesso considerata come un passatempo o un modo per far “sfogare” gli alunni tra una lezione importante e l’altra.
Ma a cosa serve davvero la musica a scuola? Perché il legislatore ha ritenuto necessario che gli studenti la studiassero? E, soprattutto, in che modo la musica può influire sul futuro dei giovani?
Una possibile risposta arriva da una ricerca pubblicata su “PubMed Central” dal titolo Effects of the Educational Use of Music on 3- to 12-Year-Old Children’s Emotional Development: A Systematic Review di José Salvador Blasco-Magraner et al.
Secondo questo studio, l’uso della musica in ambito educativo favorisce lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, che a sua volta influisce positivamente sul rendimento scolastico, sulle abilità sociali e sulle carriere future degli studenti. Dopo una lunga riflessione sugli effetti positivi riscontrati negli studenti tra i 3 e i 12 anni, gli autori concludono che la musica dovrebbe essere considerata non solo una disciplina artistica, ma persino uno strumento formativo fondamentale.
Viviamo in un’epoca in cui il mondo del lavoro e dell’alta formazione richiedono capacità di cooperazione, flessibilità e adattamento a scenari in costante cambiamento. Tutte competenze che si basano su una solida intelligenza emotiva, che la scuola può - e deve - contribuire a sviluppare.
Non è un caso, infatti, che la musica sia da oltre mezzo secolo una materia curricolare nella scuola italiana fino al terzo anno della secondaria di primo grado, con possibilità di proseguirne lo studio nei licei musicali e in altri indirizzi specifici.
Negli ultimi anni, tuttavia, si è diffusa la tendenza a considerare la musica una “materia secondaria”, utile solo come momento di svago. Questa visione rischia di ridurre il suo valore educativo e di impoverire la formazione emotiva e sociale dei ragazzi. Se la scuola rinuncia al potere educativo della musica, rinuncia anche a formare cittadini più empatici, collaborativi e pronti ad affrontare le sfide del futuro.
Per un futuro migliore per noi e per i giovani italiani, è forse il momento di fermarci a riflettere: quale posto vogliamo dare alla musica nella scuola e, soprattutto, nella crescita dei nostri ragazzi?