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Notiziario di attualità e approfondimenti sul mondo dell'istruzione

 Direttore Responsabile: Edoardo Barra

Direttore Editoriale: Ornella Cuzzupi

L'Art. 39 della Costituzione italiana sancisce la libertà sindacale

Carta, penna e lettura: strumenti di crescita e di libertà

11/02/2026 17:18

Edoardo Barra

Politica e Sindacato, Scuola, Attualità, scuola, ugl, cuzzupi, valditara, ministro, smatphone,

Carta, penna e lettura: strumenti di crescita e di libertà

Il Ministro Valditara evidenzia come il valore umano debba essere al centro di ogni azione, esaltando lettura e scrittura contro i rischi dei mezzi digitali.

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Il convegno tenuto al Ministero dell’Istruzione dal titolo Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA è stato ricco di spunti grazie a relatori di assoluto rilievo, ma – considerato il tema particolarmente importante per le giovani generazioni e il contenuto dell'intervento – appare naturale soffermarci sulle rilevanti riflessioni del Ministro della pubblica Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

 

Il discorso è stato improntato su un profondo senso di realismo. Il credo sul quale Valditara ha basato il ragionamento che di seguito riportiamo per grandi linee- e su cui, di fatto, edifica le proprie azioni da responsabile di Dicastero - è fondato sul valore del rapporto tra gli individui e sull’importanza della centralità della persona nei processi sociali.

 

Il resto, strumenti e risorse, non sono che mezzi da utilizzare, complementari e di supporto alla crescita secondo le relative caratteristiche e potenzialità.

 

E qui, il Ministro, prospetta una criticità da tener ben presente. Il rischio che un potenziamento dell’utilizzo scondiderato di algoritmi, software e dispositivi possa condurre a condizioni che limitino l’intelligenza umana. È sconcertante pensarlo, ma se ci riflettiamo già capita di appoggiarci fin troppo alle “verità” dettate dal web. Circostanze che trascinate nel tempo possono innescare un’involuzione dell’essere umano, limitandolo in uno spazio dall’apparenza infinita ma angusto e sempre più coercitivo del suo essere e della realtà in cui vive.

 

Il pericolo di “chiudersi” in una prigione, diventando schiavi di una realtà distorta dove aggressività, violenza, codardia sono elementi concreti, non va sottovalutato. Quante volte noi stessi siamo presi dalla realtà digitale senza accorgerci di ciò che abbiamo intorno? E quante volte siamo costretti a guardare i nostri figli con la testa sul cellulare senza riuscire a interagire con loro? Domande banali che fanno però rabbrividire se rapportate alle prospettive verso cui tendono.

 

Valditara, nel suo intervento, ha squarciato il velo d’ipocrisia dietro al quale, spesso, si nascondono critiche all’azione d’umanizzazione della scuola; giudizi generati da superficialità, preconcetti e mancanza di visione futura.

 

I giovani vanno educati alla libertà e questa non può essere prospettata nella maniera corretta senza rapporti veri e tangibili, siano essi anche di confronto se necessario. Non può esservi libertà se il modo di intender la vita, anche per un attimo, è legato all’Intelligenza Artificiale o a quello che asseriscono i social o a ciò che può determinare una specifica sequenza di operazioni matematiche.

 

Il libro, la carta, la penna sono, invece, preziosi ausili che aiutano ad entrare in relazione con sé stessi e con gli altri. Anche attraverso la loro fisicità e sensorialità è possibile sperimentare e conoscere. Il tutto finalizzato a scoprire il proprio potenziale e il proprio talento attraverso l’apprendimento, la fantasia, l’analisi e la memoria.

 

La stessa scuola deve aver alto il senso di esser palestra di vita. E questo non può esser perseguito se non mettendo il valore umano al centro di ogni cosa, utilizzando e insegnando ad avvalersi adeguatamente e nel momento opprotuno di ogni strumento.

 

Certo non si vuol negare la rilevanza del digitale e dell'IA, lo stesso ministero ha investito oltre 2 miliardi di euro per la digitalizzazione delle scuole, ma essi - come è stato detto - sono “attrezzi” da gestire, imparare a conoscere e impiegare nel modo corretto. Su questo il MIM ha fornito precise indicazioni alle scuole, individuando una linea di condotta che solo chi non vuol rendersi conto delle cose non comprende.

 

Occorre, comunque, riconoscere al Ministro audacia nel dar voce e forza ad un’esigenza che rischiava di rimanere soffocata dalle comode abitudini quotidiane, quella di dare ai giovani (solo a loro?) le opportunità di relazionarsi in maniera concreta potendo così comprendere, attraverso un confacente senso critico, bellezza, socialità e gusto della vita. Sembra banale, ma queste cose, insieme al valore della memoria anch’esso da preservare e insegnare, rappresentano il carburante che ha sempre determinato il progredire sociale.  

 

E fa piacere che lo stesso Valditara abbia annunciato la distribuzione, nei prossimi giorni, di un questionario presso le scuole al fine di verificare l’applicazione e le ricadute delle linee indicate dal ministero in merito alla limitazione degli smartphone. Un dato che sarà utile per verificare i risultati raggiunti e le risposte dei vari soggetti alle sollecitazioni ministeriali.

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