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Notiziario di attualità e approfondimenti sul mondo dell'istruzione

 Direttore Responsabile: Edoardo Barra

Direttore Editoriale: Ornella Cuzzupi

L'Art. 39 della Costituzione italiana sancisce la libertà sindacale

Il desiderio distratto

27/12/2022 15:27

Andrea Maria Pistilli

Politica e Sindacato, protesta,

Il desiderio di libertà e democrazia di cui l'Occidente si fa paladino si manifesta sempre nello stesso modo? Perché dell'Iran si parla poco?

Il desiderio di libertà e democrazia di cui l'Occidente si fa paladino si manifesta sempre nello stesso modo? Perché dell'Iran si parla poco?

Il mondo occidentale, inteso nel senso più largo, ha da sempre segnato la storia con la caratteristica, spesso dichiarata più che applicata, della volontà di rendere quanto più possibile liberi gli uomini. Certo, detta così sembra un’affermazione di solo principio, ma in qualche modo tutti noi del dopoguerra siamo cresciuti con la precisa visione di un mondo diviso in due e toccava a noi, nel bene e nel male, scegliere da quale parte la parola libertà sembrava trovare più senso. La caduta del muro di Berlino, lo sconvolgimento dettato dalla implosione dell’Unione Sovietica, la sempre più forte ascendenza del mercato ha poi, di fatto, determinato quello che in qualche modo si può definire la modernità occidentale liberista.

In questo contesto - tratteggiato in termini molti semplicistici e ce ne scusiamo - una caratteristica sembra comunque essere costantemente presente e soprattutto dichiarata sebbene, forse per un anelito di onestà intellettuale, non in modo palese: il desiderio di ergersi come paladini di libertà.

Ma è proprio così? Il mondo viene guardato con la stessa lente in ogni direzione?

La domanda, chiaramente, sorge provocatoria in funzione di ciò che accade nel mondo. La guerra Ucraina vede l’Occidente impegnato come mai contro il ritorno dell’Orso russo. Un qualcosa che vede tutti i Paesi che, in qualche modo, guardano come stella polare gli Stati Uniti, impegnati a difendere lo status dell’Ucraina. Non entriamo nella questione in quanto tale, sebbene di cose da dire ve ne sarebbero a cominciare dall’analisi della politica interna ed internazionale messa in essere dall’attore assurto al ruolo di eroe. No, intendiamo invece fare una riflessione su quanto sia stato veloce e decisa la reazione a quanto stava accadendo da quelle parti. Una vera folgore che rischia ancora di far precipitare tutti in qualcosa di inenarrabile. C’è chi dice che questo è giusto per la massima attenzione che l’Occidente deve verso la libertà di un popolo e la garanzia di un domani migliore. Giusto, anzi giustissimo… Un desiderio di gran levatura morale, ma lo scenario russo-ucraino è il solo dove si stanno compiendo malefatte drammatiche e pericolose per il mondo? Da nessuna altra parte si stanno compiendo scempi che minano le libertà di base di un popolo così come si intende nella normale concezione occidentale?

In Iran, ma è solo un drammatico esempio, cosa sta succedendo? Perché se ne parla poco? Per quale motivo non si levano le voci dei grandi della politica e non ci si attiva? Cosa distrae i paladini della libertà dal guardare in maniera costante quella zona del mondo? Il rischio di crisi con il mondo Islamico non regge come motivazione. Nessuno pensa o immagina interventi armati o sciagure del genere, ma almeno un’adeguata presa di posizione chiara con consequenziali atti, anch’essi politici, darebbe un senso alle poche parole di condanna espresse in questi mesi. Il mondo Islamico va rispettato, devono essere salvaguardate logiche che esulano dal semplice contesto politico, e non sono in discussione i termini del rapporto con i Paesi a credo islamico, ma da qui ad assistere impassibili allo scempio messo in atto contro donne, bambine e uomini che sognano solo un respiro di libertà ve ne passa.

E nel frattempo vanno avanti le proteste, le esecuzioni, le violenze, uno stato di cose impossibile da accettare…