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Notiziario di attualità e approfondimenti sul mondo dell'istruzione

 Direttore Responsabile: Edoardo Barra

Direttore Editoriale: Ornella Cuzzupi

L'Art. 39 della Costituzione italiana sancisce la libertà sindacale

E scoprimmo un leader

29/10/2022 14:50

Edoardo Barra

Politica e Sindacato, Attualità, governo, parlamento, italia, meloni,

Ha mostrato caratteristiche da leader, adesso occorre che metta mano subito ai problemi tirando dritta per la sua strada.

Due interventi in parlamento, relative repliche e i primi segnali lanciati da Premier per far intendere a molti, persino a tanti scettici, che ci troviamo di fronte a un qualcosa di quasi dimenticato nella nostra storia degli ultimi anni. Un leader che fa della politica lo strumento per disegnare il Paese, un leader che non teme di dire “io l’ho detto e adesso lo farò”, un leader che pensa a costruire e non a distruggere. La prova offerta alla Camera e al Senato  una di quelle che lasciano sperare.

L’opposizione, nonostante abbia cercato con ogni mezzo di limitare la portata di quanto detto, si è trovata spiazzata dalla dialettica chiara, senza mezzi termini, che ha prospettato a grandi linee l’Italia che la Meloni immagina e vorrebbe. Anche gli affondi seppur veementi di alcuni sono naufragati nel mare di un discorso che ha smontato ogni alibi sino ad arrivare al modo di intendere il valore della figura femminile. Una donna vale per quello che è, non certo per una desinenza!

Il cambio di stile, da quello compassato e d’elite di Draghi e prima ancora da quello recitato di Conte, appare evidente. Siamo tornati alla politica, quella che ha (o dovrebbe avere) l’interesse comune prima di tutto. E l’attuale Premier è un animale politico, cresciuto nella politica, tra la gente.  Certo ora dovrà misurarsi con le urgenze che soffocano il Paese e dovrà prestare la massima attenzione non tanto all’opposizione che riesce a farsi del male da sola, ma ai suoi compagni di viaggio. Compagni che già hanno mostrato le prime insofferenze e che altre ne mostreranno in queste ore con la definizione dei sottosegretari e vice ministro, ma che sanno – e questa è adesso la forza della Meloni– che se dovessero minare la credibilità dell’esecutivo sarebbe, per loro, l’anticamera del suicidio politico.

In ogni caso urge trovare soluzioni ai problemi che stanno strangolando la gente. Toccherà a questo governo determinare il nuovo corso e questo non può non passare dal rapporto con l’Unione Europea. Un rapporto che dovrà essere riequilibrato considerato come, per troppo tempo, l’Italia  ha ricoperto il ruolo di figlia di un dio minore rispetto agli interessi di Germania e Francia in prima battuta. Su questo di giocherà una partita fondamentale per lo sviluppo della nazione. Un confronto che a secondo dell’impostazione avrà ricadute interne di non poco conto.

L’inflazione corre, le aziende continuano a soffrire una situazione di crisi che rischia di diventare endemica, la guerra e le speculazioni ad essa collegate pesano sulla gente, e poi il covid ancora da seguire con attenzione, e le tante questioni che vanno dalle pensioni alla sicurezza interna, dalla riforma della giustizia sino ad arrivare a quel reddito di cittadinanza che deve trovare un’adeguata funzionalità e non può più essere pretesto (e questo  il paradosso) per rinforzare il sommerso.

Sono tutte montagne che il Premier Meloni dovrà scalare con determinazione, imponendo – laddove necessario – anche il proprio punto di vista all’interno della coalizione. Il Paese su questo è stato chiaro affidandole un compito preciso.

Poi c’è il chiacchiericcio sterile, inutile, banale e persino fastidioso delle solite note piagnose di una certa opposizione. Desinenze che diventano fondamentali, pretesti per riconoscere tratti di un passato sepolto, provocazioni che invece di aiutare stimolano violenza e atteggiamenti controproducenti. Anche questo dovrà essere gestito al meglio senza farne oggetto di polemica. Il Paese vuole, pretende risposte e adesso si spera in un leader che potrebbe darle.