Occorre dare atto, all’attuale Ministro dell’Istruzione, dell’impegno profuso nel cercare di dare una sterzata alla stagnante situazione che ha trovato varcando la soglia del palazzo di viale Trastevere.
Valditara sta orientando, anche avvicinandosi fisicamente ai territori, il sistema scolastico al domani delineando un quadro atto a limitare dispersione e incongruenze interne. Un’azione che sta dando i suoi frutti eppure, nonostante questo, siamo ancora in presenza di dinamiche e meccanismi che rischiano di vaporizzare, e di molto, gli sforzi fatti.
Ci riferiamo a problemi atavici, agli orticelli d’interesse specifico e alle tante iniziative che hanno sedimentato pratiche complesse e pessime gestioni.
Di esempi da citare ve ne sono molteplici e tutti di una sostanziale importanza e complessità. Ebbene, forse proprio questo sarebbe il momento opportuno affinché la sterzata si trasformi in un vero cambio di direzione.
Per dare all’architettura dell’istruzione una veste diversa, moderna, idonea e definitiva, occorre però mettere in discussione il meccanismo nel suo complesso e, soprattutto, le logiche che ne hanno sin qui determinato il movimento.
È una scelta. O si decide d’intervenire attraverso un’articolata progettualità con obiettivi e scadenze, oppure si rischia di trovarsi, nel tempo, di fronte ad una tela di Penelope dai risultati confusi se non addirittura imprevedibili.
Certo, siamo consci che occorre una particolare audacia per incamminarsi su un tale sentiero, ma ci rendiamo altresì conto che un ministro capace e disponibile a verificare le strade da intraprendere non è merce facile a reperire.
Così come sull’argomento non possiamo evitare di citare l’UGL Scuola che attraverso il proprio Segretario Nazionale, Ornella Cuzzupi, cerca da tempo di costruire lanciando proposte al fine di creare i presupposti per una modernizzazione complessiva.
Quattro le direttive sulle quali il Segretario Nazionale concentra l’attenzione: la semplificazione dei processi, un sistema coordinato di assorbimento dei precari, la garanzia del potere d’acquisto dello stipendio, edilizia scolastica. Linee che l’UGL Scuola ha corredato con una serie di specifiche e proiettate verso un confronto costruttivo con il ministero e con tutti coloro che avvertono l’esigenza di aprire la scuola al domani.
È evidente che quanto delineato racchiude vari aspetti che andrebbero, organicamente inseriti in un Progetto d’Interventi complessivo, dove tutti coloro disponibili a contribuire alla costruzione della scuola del domani possano partecipare fornendo il giusto apporto. “Noi mettiamo a disposizione idee, studi e progetti. Adesso occorre raccogliere le cose positive fatte, le proposte d’interesse, le riflessioni scevre da pregiudizi e costruire un progetto unico che vada a colmare lacune e conduca la scuola al domani”.
Parole queste del Segretario Cuzzupi, che aprono una prospettiva e, soprattutto, una speranza.
