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L'Art. 39 della Costituzione italiana sancisce la libertà sindacale

Ponte Morandi: il rischio enorme dell’oblio. Un qualcosa da non consentire!

14/08/2022 17:18

Anna Abbruzzese

Politica e Sindacato, Attualità, autostrade, ponte-morandi, processo,

Come dar torto ad Egle Possetti – portavoce del Comitato Ricordo Vittime del Ponte Morandi – che teme l’oblio verso il quale pare scivolare il processo?

Son passati quattro anni. Erano le 11.36 del 14 agosto 2018 quando si sono sbriciolate, insieme al ponte Morandi e a tante vite innocenti, molte certezze evidenziando, drammaticamente, la pochezza di uomini che avevano fatto del potere e dell’esaltazione del proprio io l’unico elemento importante della vita, la propria perché quella degli altri per loro contava poco, molto poco.

Si, perché possiamo dirla come vogliamo, parlare di giusti e opportuni aumenti d’investimenti in sicurezza e manutenzione, immaginare nuove norme e specifici indirizzi, ma la verità è una ed una sola: non sono le regole in quanto tale a determinare le circostanze bensì gli uomini chiamati ad applicarle.

 

Un dato di fatto che, mai come in questo caso, ha trovato una sciagurata logica nel voler dimostrare ad ogni costo d’essere in grado di produrre profitto anche a scapito delle più elementari logiche di sicurezza. Sarà il processo, la cui seconda udienza è prevista per il 12 settembre (dopo una prima seduta lampo), a determinare i nomi sui quali devono ricadere le enormi, criminali e abiette responsabilità.

 

59 rinviati a giudizio tra dirigenti e tecnici della Spea, del Ministero e soprattutto di quella potentissima Società Autostrade per l’Italia in cui spiccavano Giovanni Castellucci (Amministratore Delegato) e Michele Donferri Mitelli (Direttore delle Manutenzioni) che secondo il Pubblico Ministero, Massimo Terrile, era di fatto “l’esecutore materiale della filosofia di Castellucci” e cioè quella che puntava al massimo risparmio sulle manutenzioni per aumentare i dividendi ai soci. Un uomo, Donferri, ben noto nell’ambiente per la sua violenta arroganza, pronto a scagliarsi con ogni mezzo contro chiunque non fosse a capo chino di fronte al proprio volere e agli scopi che si era prefissato.

Il tutto mentre Autostrade per l’Italia e Spea (ambedue allora nel cosmo legato ai Benetton) sono uscite dal processo patteggiando circa 30 milioni di euro. Un’indiretta ammissione di responsabilità? Certo ognuno può leggerla come vuole ma....

 

Questo, in breve, lo scenario. Il terrore è, invece, che il processo, assumendo come alibi la tanto decantata complessità, diventi una storia infinita che faccia perdere nei meandri dell’oblio il dolore di chi, in quel drammatico giorno, ha perso affetti e senso della vita.

Una sorta di ignobile indulto, se non addirittura amnistia, nei confronti di un meccanismo (fatto di uomini di cui si conoscono nomi e cognomi) che non potrebbe trovare nessun tipo di perdono. Ecco, questo sarebbe un delitto grave come quello che ha provocato il crollo del ponte. Questo non potrebbe essere giustificato in alcun modo e sarebbe da condannare in maniera simile a quella dei criminali che hanno provocato la sciagura.  

 

Oggi siamo a leggere e ascoltare tante belle parole di cordoglio, non basta!

 

Occorre che venga imposto – senza se e senza ma – un tempo limitato ad un processo che rischia di incrinare i cardini fondamentali della credibilità dello Stato stesso. Il diritto a difendersi è intoccabile, ma anche il diritto di avere conoscenza dei criminali è sacrosanto! Come dar torto ad Egle Possetti – portavoce del Comitato Ricordo Vittime del Ponte Morandi – che teme l’oblio verso il quale pare scivolare il processo?

 

E allora, visto che siamo prossimi alle elezioni, invitiamo le forze politiche a prendere l’impegno di rendere il processo un esempio per ridare un minimo di credibilità alle istituzioni. Qualcuno si farà carico di questo?

 

Per adesso quel che occorre fare è riportare, periodicamente, alla luce i progressi o i rallentamenti dell’iter processuale, ricordando sempre che non serve uno stupido giustizialismo bensì un preciso, attento ma fermo e implacabile spirito di verità e di giustizia!