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Personale della scuola: occorre aumentare il potere d'acquisto delle retribuzioni

29/09/2025 13:29

Redazione

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Personale della scuola: occorre aumentare il potere d'acquisto delle retribuzioni

Cuzzupi: le prospettive sono valide, ma occorrono segnali di realismo: aumentare il potere d’acquisto dello stipendio è uno di questi!

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Sebbene vi siano evidenti speranze per le prospettive e la strada intrapresa, anche quest’anno la scuola è iniziata tra diverse difficoltà. Occorre quindi essere obiettivi e prendere atto di come le novità introdotte abbiano la necessità di essere inquadrate in un contesto complessivo e definito. Ciò per evitare di perdersi tra i meandri delle questioni e rischiare di lasciare per strada qualche pezzo importante a causa del correre delle questioni”.

Una strada, quella indicata dal Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, che nasce dall’esperienza e dalla necessità di portare risultati concreti.

Questo ministero ha impresso una decisa velocità al suo operare. Ora occorre che tale velocità non si vanifichi in uno sterile tourbillon ma rimanga razionale e ancorata alla realtà. Senza tale consapevolezza, soprattutto legata alla conoscenza delle peculiarità dei territori e al corretto rapporto con essi, diverse importanti azioni definite proprio dal Dicastero, rischiano di indebolirsi.

Anche la stessa questione retributiva del personale va intesa in senso più concreto. È chiaro che l’incremento economico è elemento di notevole importanza, ma vanno pure individuate strade alternative tese ad aumentare di fatto il potere d’acquisto dello stipendio”.

Cuzzupi intende in questo modo superare le difficoltà, derivanti da contrapposizioni di principio facilmente strumentalizzabili, indirizzando la visione verso soluzioni tecniche, assorbibili nel tempo e funzionali alla riduzione di spesa dei soggetti interessati.

In effetti – continua il Segretario – occorre dare valore allo stipendio e, se non si può (per ora) raggiungere adeguati livelli economici, incrementare l’efficacia stipendiale ammortizzando le spese a cui il personale scolastico va incontro.

 Mi riferisco ad esempio ai fitti calmierati da applicare con urgenza (in attesa dell’edilizia residenziale sociale) per i fuori sede ma anche per chi lavora nella propria città ed è monoreddito; ai buoni pasto per il personale; ad agevolazioni sulle bollette a secondo del carico familiare; al prevedere bonus fiscali sulla busta paga in merito alle mansioni svolte e alle responsabilità ricoperte; ad eliminare anacronistiche trattenute; a sostenere il valore-stipendio con specifiche agevolazioni di spesa relativi ai figli

Insomma, trovare espedienti che abbiano la capacità di aumentare il peso della retribuzione in termini concreti e democraticamente suddivisi. Questo consentirebbe di dare ossigeno ai dipendenti scolastici aumentando, nei fatti, il potenziale d’acquisto degli stipendi e il riconoscimento sociale che gli è dovuto. Un ponte gettato verso il futuro con l’impegno a rivedere gradatamente la retribuzione per portarla verso temini economici accettabili e giusti. Occorrono soluzioni perseguibili, il resto è fumo che non serve”.