
Ci sono appuntamenti pubblici, istituzionali, sociali, caratterizzati da belle parole e accompagnati da iperbolici intendimenti. Frasi che scorrono libere, talvolta in un fluido di banalità, utili ad esaltare il momento ma di cui resta poco o nulla.
Vi sono poi occasioni nelle quali si avverte un quid particolare, uno spirito genuino rappresentato da emozioni e sensazioni che lasciano il segno.
Queste stesse sensazioni, accompagnate da parole caratterizzate da freschezza, impegno e sincerità, hanno contraddistinto la giornata conclusiva dell’iniziativa “La Scuola è Vita” tenuta nell’ambito del giubileo del mondo educativo presso l’Aula Paolo VI del Vaticano.
In un tale scenario, oltre le parole profonde del Santo Padre che ha ricordato, tra l’altro l’importanza dell’educazione alla pace, ha colpito l’intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara che non solo ha spaziato sulle prospettive che la scuola deve offrire ai giovani, ma ha tracciato dei punti specifici, indicativi della direzione da lui intrapresa come responsabile di uno dei dicasteri più importanti del Paese.
“La scuola deve saper valorizzare bellezza interiore e talento di ognuno”. Già in questa semplice frase troviamo l’intendimento di come l’istituzione scolastica debba superare il rischio di una massificazione generalista e impostare la propria bussola sull’importanza della persona umana.
Ecco, attraverso questi concetti è possibile rendersi conto anche dello sforzo dei tanti docenti, impegno riconosciuto in maniera chiara da Valditara, nel saper valutare, accompagnare e aiutare a crescere attitudini e peculiarità positive di ogni giovane.
Un’occasione, questa, che ha offerto una figura istituzionale libera da ogni patina di formalismo.
È l’uomo, il docente, il padre di famiglia che ha parlato di educazione verso l’altro, del saper coltivare il lascito del proprio passato, del costruire il futuro partendo dalle proprie radici, del diritto alla possibilità di sbagliare e dell’orgoglio che ogni giovane deve avere del proprio io.
Ha affidato ai ragazzi e ai docenti un messaggio di un’importanza unica “la scuola è vita quando impariamo a sentire l’altro”. In tale contesto l’idea lanciata di valorizzare le consulte degli studenti, riconoscerli parte attiva, responsabilizzarli nei processi di costruzione del domani è una risposta concreta alle esigenze imposte da una realtà quotidiana costantemente proiettata al futuro.
La speranza è che i giovani si indirizzino sempre verso il bene e la scuola li deve spingere, accompagnare, convincere a credere in sé stessi. Un messaggio, quello del ministro Valditara, che è una vera e propria dichiarazione d’intenti, verso il mondo della scuola, verso il personale scolastico, verso le famiglie, verso il futuro del Paese.
