Anche azioni legali a tutela del diritto
È, oramai, sempre più conforme l’orientamento della giurisprudenza nel riconoscimento del servizio svolto negli anni di precariato, prima di essere immesso in ruolo.
In particolare, si sta affermando il principio secondo il quale: il lavoro svolto dai docenti precari è del tutto uguale a quello dei docenti di ruolo e, quindi, deve essere valutato allo stesso modo anche dal punto di vista economico e giuridico.
Non possono esistere trattamenti diversi solo perché il contratto era “a tempo determinato”. In applicazione della normativa europea contro le discriminazioni (Direttiva 1999/70/CE), si va verso il riconoscimento dei seguenti punti:
• l’intero servizio pre-ruolo ai fini della carriera;
• il corretto inquadramento nella fascia stipendiale (gradone 3/8);
• il diritto a non subire penalizzazioni economiche rispetto ai colleghi di ruolo. Quanto detto per evidenziare quanto, per anni, il personale precario sia stato ingiustamente penalizzato.
È vero che la nuova legge 103/2023 ha introdotto il riconoscimento integrale del servizio pre-ruolo, ma non in tutti i casi questo evita danni economici: chi ha svolto supplenze brevi o fino al termine delle attività didattiche rischia ancora oggi di vedersi ridurre l’anzianità riconosciuta e, quindi, lo stipendio.
Per questo l’UGL Scuola invita tutti i docenti e il personale scolastico che hanno lavorato per anni come precari a verificare con attenzione la propria ricostruzione di carriera.
In presenza di irregolarità o penalizzazioni, è possibile tutelare i propri diritti. Lo Studio Legale del sindacato UGL Scuola è a disposizione per offrire consulenza, verificare la posizione individuale e valutare eventuali azioni legali per il pieno riconoscimento del servizio svolto.
Difendere il lavoro e la dignità di chi opera nella scuola è una battaglia che l’UGL porta avanti da sempre.
