
L’idea lanciata da queste pagine dall’UGL Istruzione e portata all’attenzione del Ministro Valditara attraverso il Documento Propositivo presentato il 5 febbraio scorso, ha assunto l’aspetto di proposta che punta a valorizzare le competenze sportive dei docenti per migliorare la qualità dell’educazione motoria e il benessere degli studenti.
Nel sistema scolastico italiano migliaia di docenti possiedono qualifiche sportive conseguite attraverso Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva o organismi internazionali accreditati. Titoli ottenuti con percorsi lunghi, selettivi e costosi, spesso comparabili – per struttura e contenuti – a veri e propri master universitari.
Eppure, queste competenze restano oggi ai margini del mondo della scuola.
Una contraddizione evidente, soprattutto in una fase storica in cui lo sport è riconosciuto sempre più come strumento educativo fondamentale: non solo per la salute fisica, ma anche per lo sviluppo emotivo, relazionale e sociale degli studenti.
Da questa considerazione è nata la proposta d'avviare un sistema nazionale di convalida e riconoscimento ufficiale delle qualifiche sportive per i docenti, integrandole formalmente nel loro percorso professionale.
L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: permettere agli insegnanti già qualificati come istruttori sportivi di utilizzare le proprie competenze in modo riconosciuto e regolamentato all’interno delle scuole.
I benefici sarebbero trasversali.
- Per le scuole, significherebbe ampliare l’offerta formativa con attività sportive di qualità, anche extracurricolari, guidate da personale già formato.
- Per i docenti, finalmente un riconoscimento concreto degli investimenti fatti negli anni, con possibili ricadute su graduatorie, incarichi specifici (come coordinatore sportivo scolastico) e partecipazione a progetti nazionali.
- Per gli studenti, l’accesso a discipline sportive diversificate – dal tennis alle arti marziali, dal nuoto agli sport emergenti – in un contesto educativo strutturato e sicuro.
La proposta si inserisce pienamente nel solco tracciato dal Decreto Legislativo 13/2013, che promuove il riconoscimento delle competenze acquisite in contesti non formali e informali, e dialoga con i programmi del Ministero già attivi per il potenziamento dello sport a scuola. Inoltre, potrebbe trovare spazio anche nel PNRR, utilizzando i fondi destinati al miglioramento delle infrastrutture sportive scolastiche per formare docenti-istruttori, acquistare attrezzature, creare nuovi spazi per attività motorie innovative.
La stessa idea potrebbe prevedere l’avvio attraverso un progetto pilota, coinvolgendo - in alcune province - scuole con forte vocazione sportiva, per valutare sul campo l’impatto sugli studenti, i risultati didattici e il miglioramento del clima scolastico.
Una proposta, questa, che non è una rivendicazione professionale, ma una visione: riportare lo sport al centro della formazione dei giovani, come palestra di vita, disciplina, rispetto delle regole, gestione delle emozioni e lavoro di squadra.
Riconoscere le qualifiche sportive dei docenti non sarebbe un favore a una categoria, ma un investimento sul futuro della scuola italiana. Le competenze già ci sono, le persone anche. Occorrerebbe metterle a sistema.
