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Scuola e sport, una riforma possibile: riconoscimento della qualifica Istruttore Docente

10/02/2026 14:33

Giuseppe Faraone

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Scuola e sport, una riforma possibile: riconoscimento della qualifica Istruttore Docente

Mentre le Olimpiadi di Milano-Cortina sono un inno alla sport e al nostro Paese, vale la pena di pensare lo sport come strumento educativo di prima importanza

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L’idea lanciata da queste pagine dall’UGL Istruzione e portata  all’attenzione del Ministro Valditara attraverso il Documento Propositivo presentato il 5 febbraio scorso, ha assunto l’aspetto di proposta che punta a valorizzare le competenze sportive dei docenti per migliorare la qualità dell’educazione motoria e il benessere degli studenti.

Nel sistema scolastico italiano migliaia di docenti possiedono qualifiche sportive conseguite attraverso Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva o organismi internazionali accreditati. Titoli ottenuti con percorsi lunghi, selettivi e costosi, spesso comparabili – per struttura e contenuti – a veri e propri master universitari.

 

Eppure, queste competenze restano oggi ai margini del mondo della scuola.

 

Una contraddizione evidente, soprattutto in una fase storica in cui lo sport è riconosciuto sempre più come strumento educativo fondamentale: non solo per la salute fisica, ma anche per lo sviluppo emotivo, relazionale e sociale degli studenti.

 

Da questa considerazione è nata la proposta d'avviare un sistema nazionale di convalida e riconoscimento ufficiale delle qualifiche sportive per i docenti, integrandole formalmente nel loro percorso professionale. 

 

L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: permettere agli insegnanti già qualificati come istruttori sportivi di utilizzare le proprie competenze in modo riconosciuto e regolamentato all’interno delle scuole.

 

I benefici sarebbero trasversali. 

 

- Per le scuole, significherebbe ampliare l’offerta formativa con attività sportive di qualità, anche extracurricolari, guidate da personale già formato.

 

- Per i docenti, finalmente un riconoscimento concreto degli investimenti fatti negli anni, con possibili ricadute su graduatorie, incarichi specifici (come coordinatore sportivo scolastico) e partecipazione a progetti nazionali.

 

- Per gli studenti, l’accesso a discipline sportive diversificate – dal tennis alle arti marziali, dal nuoto agli sport emergenti – in un contesto educativo strutturato e sicuro.

 

La proposta si inserisce pienamente nel solco tracciato dal Decreto Legislativo 13/2013, che promuove il riconoscimento delle competenze acquisite in contesti non formali e informali, e dialoga con i programmi del Ministero già attivi per il potenziamento dello sport a scuola. Inoltre, potrebbe trovare spazio anche nel PNRR, utilizzando i fondi destinati al miglioramento delle infrastrutture sportive scolastiche per formare docenti-istruttori, acquistare attrezzature, creare nuovi spazi per attività motorie innovative.

 

La stessa idea potrebbe prevedere l’avvio attraverso un progetto pilota, coinvolgendo - in alcune province - scuole con forte vocazione sportiva, per valutare sul campo l’impatto sugli studenti, i risultati didattici e il miglioramento del clima scolastico.

 

Una proposta, questa, che non è una rivendicazione professionale, ma una visione: riportare lo sport al centro della formazione dei giovani, come palestra di vita, disciplina, rispetto delle regole, gestione delle emozioni e lavoro di squadra.

 

Riconoscere le qualifiche sportive dei docenti non sarebbe un favore a una categoria, ma un investimento sul futuro della scuola italiana. Le competenze già ci sono, le persone anche. Occorrerebbe metterle a sistema.